Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale
Grandi manovre bancarie in Italia e grandissime IPO in USA
di Bruno Lamborghini
Nel mese di giugno si sono manifestati grandi eventi nel mondo finanziario sia in Italia che in USA. In Italia si è avviato un grande rimescolamento nel mondo bancario al proprio interno ed in USA sono state lanciate ondate di trilioni di dollari per entrare in borsa.
In USA infatti sono state annunciate tre straordinaria IPO da parte di grandi operatori high tech, tra cui SpaceX di Musk, con la maggiore IPO della storia americana, di circa 2 trilioni $, cioè 2.000 miliardi, una cifra non lontana dal valore del PIL italiano; gli altri due operatori sono Anthropics e Open AI ciascuno con circa 1 trilion $.
Queste nuove entrate in borsa aumenteranno ulteriormente l’insieme della capitalizzazione del complesso delle “sette sorelle” e delle altre simil sorelle high tech (valutabile attorno a 30 trilioni $, più del PIL USA) con qualche rischio di rigonfiamento di una bolla high tech.
Le sette sorelle sono in ordine di capitalizzazione (dati a inizio giugno in miliardi di $): Nvidia (5.189M$), Alphabet Google (4.678M$), Apple (4.589M$), Microsoft (3.171M$), Amazon (2.947M$), Meta Facebook (1.642M$), a cui si aggiungeranno tra breve in borsa Anthropics e Open AI per complessivi 3.000M$ iniziali destinati ad aumentare.
Oltre a questi in ordine di capitalizzazione si registrano altri operatori high tech come TMSC di Taiwan, il maggiore produttore mondiale di chips (2.203M$), Tesla (1.660M$), Samsung (1.316M$), Micron (1.041M$).
In USA vi sono forti preoccupazioni circa gli straordinari e anomali investimenti in Data Center per sostenere l’attività dei vari modelli di A.I. generativa. Un Data Center di 1Gigawatt costa qualche decina di miliardi $ e consuma quantità enormi e preoccupanti di energia elettrica e acqua.
Open AI, pur essendo ancora in perdita e con un limitato fatturato, ha previsto di investire cifre enormi in Data Center, ma lo stesso stanno facendo anche altri gruppi con pesanti effetti di investimenti reciproci e per questo sta circolando la sindrome del Capex anomalo rispetto ad altri indicatori aziendali.
Vi è da considerare che il prodotto base di Open AI, il Chat GPT, il primo LLM generativo introdotto in novembre 2022 dando vita all’esplosione A.I., produce ancora limitati risultati in quanto è ancora un oggetto offerto prevalentemente in forma gratuita con milioni di utenti che inviano e ripetono troppi ed inutili “prompt” che determinano costosissime elaborazioni, mentre sono ancora limitati gli acquisti remunerati da parte delle imprese.
Venendo al sistema bancario italiano, nei mesi trascorsi abbiamo vissuto la vicenda Monte dei Paschi di Siena (MPS) con l’acquisizione di Mediobanca, il rilancio della gestione Lovaglio con l’obiettivo di fondere Mediobanca in MPS ed anche il coinvolgimento di BPM intenzionata a fare sistema con MPS, creando il terzo polo bancario italiano (peraltro di dimensione molto inferiore alle due maggiori, Intesa e Unicredit).
Il 9 giugno Intesa ha lanciato un OPAS di 30 MLD Euro per acquisire il controllo di MPS, una operazione condivisa con Unipol con l’obiettivo di trasferire la gestione della metà della rete di filiali MPS a Unipol e BPER (la banca popolare di Emilia Romagna), anche per ragioni antitrust. Il gruppo Unipol BPER diverrebbe ia seconda banca italiana in termini di raccolta con oltre 220 miliardi di depositi, mentre Intesa, oltre a gestire metà delle filiali MPS, intende assumere il controllo di Mediobanca, in qualche modo per salvarla dalla fusione in MPS, voluta da Lovaglio e considerata operazione negativa nei confronti del ruolo e contenuti di Mediobanca.
Intesa così amplierebbe il suo ruolo di maggiore operatore bancario italiano da retail a gestore di investimenti, assumendo dimensione di livello europeo e mondiale, ma anche dando garanzia di controllo di Generali, il massimo gestore del risparmio italiano, ma anche l’oggetto da sempre di vari interessi a livello nazionale ed internazionale.
Generali è posseduta per il 13,3% da Mediobanca, maggiore azionista e l’acquisizione da parte di Intesa appare orientata a garantire che Generali rimanga in mani nazionali, mentre la fusione tra BPM e MPS, se avvenisse, forse non lo potrebbe garantire dato che in BPM vi è una rilevante partecipazione da parte della francese Banque Agricole. Questa operazione inoltre sarebbe favorita anche da Caltagirone, azionista di Generali per il 6.3% e da sempre interessato a Generali (altri azionisti sono Delfin per il 10,1 e Unicredit per l’8,8%).
Tutta l’operazione sembrerebbe consentire maggiore chiarezza e migliore concentrazione del sistema bancario italiano, anche se avviene solo tra italiani e, come ha detto l’economista Baldassarri, si tratta di una partita di Coppa Italia e non di Coppa dei Campioni, aperta a livello internazionale.
Infatti per combattere battaglie nella finanza mondiale sarebbe opportuno che si creassero integrazioni, fusioni e partnership tra banche di diversi paesi, superando i confini nazionali, in primis a livello europeo.
La battaglia di Unicredit per acquisire Commerzbank va in questa direzione, peraltro scontrandosi con l’opposizione tedesca. L’Unione Europea va invece nella direzione opposta e spesso il Commissario alla Concorrenza contrasta le fusioni intereuropee e l’Europa resta sempre solo l’Europa delle nazioni con poteri e dimensioni limitati.
Si parla molto di Unione bancaria o Unione del mercato dei capitali e ce lo ripete spesso Draghi, ma sono parole e non fatti e se si continua così le banche e le imprese europee rischiano di non poter competere nella guerra economico finanziaria mondiale il cui gioco si fa ogni giorno più duro.
Tutto questo sta avvenendo in una situazione di guerre che non si arrestano e di rischi di recessione o stagflation con una crescita mondiale ridotta di un punto, una inflazione in USA oltre il 4% ed in Europa oltre il 3%, la non riduzione dei tassi sia della FED che della Banca europea, bassa crescita in USA ed in Europa attorno o sotto l’1% e rischi di arresto delle supply chain globali.
Di fronte a questo sia il Dow Jones che il Nasdaq hanno raggiunto i massimi e proseguono in totale disallineamento con gli andamenti dell’economia, in gran parte per il traino delle attese tecnologiche anche speculative e delle speranze dell’onda A.I.


