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Aggiornato al 02/06/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Giuseppe Pastorelli (Seregno - Contemporaneo) - Game Over

 

Game over per la razza umana - Parte Prima

di Achille De Tommaso

 

Questo scritto riassume la terrificante situazione di fine gioco in cui la nostra specie è arrivata a seguito del nostro eroico ma immensamente sconvolgente viaggio di due milioni di anni; per ritrovarci ora con la nostra condizione umana arrabbiata, egocentrica ed alienata.

***

Quando noi esseri umani siamo diventati pienamente coscienti, circa 2 milioni di anni fa, è scoppiata una battaglia per la gestione delle nostre vite, tra i nostri già consolidati orientamenti istintivi, basati sul gene e selezionati in modo naturale, da una vita che era cominciata 4 miliardi di anni fa e la nostra nuova mente emergente basata sul sistema neurologico. Sistema che è dipendente dalle emozioni, autoregolante e pienamente consapevole dei principi sociali. Una mente, quindi, con profilo altamente etico, ma troppo giovane per combattere contro le pulsioni generate nel corso dei 4 miliardi di anni in cui gli istinti primordiali si sono radicati nell’uomo.

In pratica quello che è accaduto è che i nostri istinti si sono opposti alla ricerca di conoscenza della nostra mente cosciente.

Ma stavamo (e stiamo) solo partendo alla ricerca della conoscenza: è un viaggio che ci ha portato fino ad ora a cercare una soluzione forse introvabile; una soluzione di conciliazione tra il sistema di apprendimento basato sul cervello, che opera sul principio di apprendimento del mondo circostante, e il sistema di apprendimento basato sui geni che può solo fornire orientamenti di specie basato sull’istinto di riproduzione e di sopravvivenza.

Alla ricerca di quella spiegazione chiarificatrice, tutto ciò che noi umani potevamo fare in quei 2 milioni di anni era sfidare i nostri istinti attaccandoli, cercando di dimostrarli sbagliati e bloccando le loro critiche. Ma, facendo ciò, i comportamenti psicologicamente turbati di rabbia, egocentricità e alienazione sono emersi come il nostro unico mezzo per far fronte alla realtà.

Ciò che è significativo in termini di comprensione della terribile situazione di fine giochi alla quale è arrivata la razza umana, è che, più è andata avanti la ricerca della comprensione di noi stessi, più psicologicamente arrabbiati, alienati, egoisti, aggressivi e competitivi siamo diventati; perché ogni nuova generazione ha dovuto affrontare non solo il turbamento dei propri esperimenti di autogestione, ma tutto il turbamento che si era già accumulato nella razza umana in precedenza.

 

LE CAUSE RECENTI

Le due guerre mondiali nella prima metà del XX secolo forniscono una chiara prova che i livelli di rabbia, egocentrismo e alienazione nella razza umana avevano raggiunto un massimo. Ma ciò che è accaduto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (nel 1945) ad oggi, mostra che quei livelli di sconvolgimento hanno ormai causato “fratture positive”. Il terribile salasso economico che ebbe luogo durante la seconda guerra mondiale causò infatti anche una rivoluzione di comportamento, una forma di purificazione, che ci rese, ma solo temporaneamente, più miti, in quanto tutti poveri allo stesso modo. Ma poi è iniziato il declino.

 

EPPURE L’ARTE CI HA DATO SEGNALI DI “GAME OVER”

Mentre noi ci rifiutiamo, spesso, di accettare la verità di quanto siamo diventati alienati e quanto disperata sia la nostra situazione, l’Arte ci presenta e ci ha presentato da tempo segnali su cose che dovrebbero farci pensare:

La musica

In effetti, la relativa innocenza, la freschezza e l'idealismo della generazione degli anni '60, di cui faccio parte, sono molto evidenti nella musica di fine anni ’50 e dei primi degli anni 60: ad esempio nell'innocenza di molte canzoni non solo di Peppino Di Capri e di Modugno, ma anche dei Beatles. Tuttavia, mentre quell'epoca era, come la descriveva in seguito Bono (degli U2), "l'età d'oro del pop", dopo il tempo del famoso festival musicale di Woodstock del 1969, l'innocenza della musica di quel periodo andò poi rapidamente scomparendo, con la maggior parte degli artisti che l’avevano composta; facendole assumere contorni più duri, più angosciati. Da quel momento in poi, infatti, la musica popolare si riempì sempre più dell'oscurità alienata dell'angoscia e della depressione, passando al “rock”, al bizzarro "funk", poi al feroce "punk ", poi alla musica "heavy metal" completamente sconvolgente, poi alla devastante musica "death metal". Che è una musica in preda all'angoscia; la musica totalmente ferita, intorpidita, vacua, esausta, esaurita, piatta, morta delle band giovanili di oggi.

Ed è questa la musica che i giovani ascoltano: magari un po’ ammiccante alla politica e al non convenzionale, per potersi accaparrare i “like” dei coetanei. E’ quella dei concerti, sempre più numerosi, sempre più affollati e sempre più coinvolgenti. E’ quella di supertatuati rappers arrabbiati contro tutti. Alcuni passi dei testi delle canzoni presentate all’ultimo Sanremo testimoniano ciò:

Me ne frego (Achille Lauro)
Dimmi una bugia me la bevo
Sì sono ubriaco ed annego
O sì me ne frego davvero
Sì me ne frego
Prenditi gioco di me che ci credo
St’amore è panna montata al veleno

Rosso di rabbia (Anastasio)

C’ho 21 anni posso ancora permettermi di incazzarmi
Le parole sono le mie sole armi
E fino al sole voglio sollevarmi
Ma non so levarmi sta melma di dosso
Io vorrei farlo e non posso

...panico...panico

Premetto che a me piace tutta la musica, compresa quella anche (molto) moderna, perché, a mio parere, riflette l’ “animo comune” dell’epoca in cui nasce. Ed è noto che la musica in certi casi guarda al futuro.

Mi lasciò turbato l'album “Grievances” del 2010 dell'allora giovane band heavy metal americana “With Life In Mind”; in una canzone essa diceva:

Mi spaventa da morire pensare a ciò che sono diventato ...

Mi sento così perso in questo mondo

La nostra innocenza è perduta

Grido al cielo ma le mie parole si perdono lungo la strada. Non posso esprimere tutto l'odio che mi ha portato qui e tutta la sporcizia che ci ingoia per intero.

Non voglio far parte di tutta questa follia.

Carestia e morte.

Pestilenza e guerra.

Carestia, la morte,

E non dimentichiamo Il destinatario del Premio Nobel per la letteratura 2016 , Bob Dylan , che riconobbe anche lui questo “fine gioco” quando scrisse e cantò nel 1973, nella sua “Knocking at the heaven’s door”:

“Sta diventando buio, troppo buio per vedere. Quella nuvola nera sta scendendo.

Sento che sto bussando alla porta del paradiso” .

 

Quella pittorica

E anche i dipinti dell'artista irlandese Francis Bacon non nascondono affatto la verità.

È evidente nei suoi corpi simili a maschere mortali, contorti, macchiati, distorti, calpestati, alienati e torturati, contorti, annodati allo stomaco; appuntati sulle braccia, psicologicamente strangolati e imprigionati.

Ma uno dirà: “ma questi mostri sono un’eccezione nella pittura; chi ha voglia di comperarsi questo quadro? Chi potrebbe mai avere il coraggio di metterselo in casa?” Ma non è vero! Nel 2013 uno dei suoi trittici è stato venduto per 142,4 milioni di dollari, diventando, all'epoca, l'opera più costosa d'arte mai venduta all'asta, battendo il record precedente, del maggio 2012, quando una delle quattro versioni dell’Urlo di Edvard Munch, fu venduta per 119,9 milioni di dollari '. (e non vi faccio vedere un’immagine dell’ “Urlo” perché la conoscete)

L'artista americano Jean-Michel Basquiat, col suo dipinto del 1982 'Untitled' (riprodotto qui di seguito)

è un'altra rappresentazione di come l’alienazione degli esseri umani sia arrivata ad uno stadio terminale; l’opera è stata ceduta a maggio il 2017 per 110.5 milioni di dollari , diventando la sesta opera d'arte più costosa mai venduta all'asta .

L’arte filmografica

I film servono come un altro indicatore dell'entità della nostra alienazione; con la recente inondazione di film e documentari basati su zombi, apocalissi e disastri vari; invasioni di alieni, meteoriti che distruggono la Terra, tsunami di proporzioni apocalittiche, e così via: ci stanno preparando al giorno del giudizio. Meno male che ci sono i supereroi per salvare il mondo: abbiamo bisogno di loro per salvarci. Peccato siano solo fantasia; mentre tsunami, terremoti e pestilenze sono realtà.

 

E I SEGNALI DEI LIBRI SACRI?

Tutti sappiamo che la peste e la guerra sono le interpretazioni tradizionali dei “quattro cavalieri dell'Apocalisse” descritti nella Bibbia. Ma anche Cristo, nel Vangelo di Matteo, Marco e Luca (5) si riferisce a “Segni di fine era":

Quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito.

Allora disse loro: «Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno;

ci saranno carestie

e terremoti in vari luoghi;

e in vari luoghi pestilenze;

vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo”.

 

E I GIOVANI? SONO O NO IL NOSTRO FUTURO?

In effetti, i Millennial (noti anche come "generazione Y", quelli sotto i 35 anni nati tra il 1982 e il 1998 ) vengono descritti negli USA come "fiocchi di neve" perché si sciolgono se sottoposti a qualsiasi pressione. Certamente è un fine gioco per la razza umana quando gli umani rinunciano completamente al pensiero; che è ciò che sembra essere successo a chi ha meno di 35 anni. Le scuole sono i luoghi di apprendimento per eccellenza; volete dirmi che nelle scuole si insegna a pensare? Siamo sicuri?

Non è un mistero che nel 2019 l’OCSE, col suo rapporto PISA (Programme for International Student Assessment) sentenziasse: ”uno studente italiano su quattro ha difficoltà con gli “aspetti di base” della lettura, come, ad esempio, identificare l’idea principale di un testo di media lunghezza o collegare informazioni provenienti da fonti diverse”. Ma non è un problema solo italiano: Nel suo libro intitolato “The Closing of the American Mind” del 1987, il politologo Allan Bloom afferma: "stiamo producendo una razza di analfabeti morali . Quando i classici vengono studiati nelle università, essi vengono studiati come curiosità nei dipartimenti umanistici, non come centri vitali della tradizione, e non come testi che offrono una visione profonda nella condizione umana" (" The Closing of Our Minds " 25 luglio 1987).

Ma non è tutto: fondamentalmente, i problemi di salute mentale stanno paralizzando la vita dei giovani e quindi delle generazioni future! E non è solo per colpa della droga (che pure ha gravi colpe)

 

I giovani, oggi, soffrono ampiamente di disturbo bipolare (BPD) e deficit di attenzione o iperattività (ADHD), con gli esperti che ammettono di non sapere esattamente perché l'incidenza della psicopatologia sia in aumento nei bambini e negli adolescenti.

Il tasso di suicidi per le persone di età compresa tra 10 e 24 anni è aumentato del 56% tra il 2007 e il 2017. Per i bambini dai 10 ai 14 anni, il tasso di suicidi è triplicato tra il 2007 e il 2017 dopo anni di declino. Il suicidio era aumentato anche tra i millennial, ma i dati suggeriscono che la Generazione Z potrebbe essere maggiormente a rischio di malattie mentali. (1)

I ricercatori hanno cercato di incolpare dell'alienazione nelle generazioni emergenti cause come l'uso eccessivo della tecnologia di comunicazione, come Internet, i social media, gli smartphone. E molto probabilmente è vero. Ma cerchiamo di capire il perché: questa tecnologia ha, nei fatti, notevolmente aumentato l'alienazione esponendo i giovani, ma anche i bambini, a tutti i disordini del mondo. E queste anime, inizialmente innocenti, felici, e fiduciose, con l’uso eccessivo della Rete ne sono diventati dipendenti; come se avessero un permanente bisogno di non concentrarsi. In pratica, la generazione di Facebook è in preda al disturbo da deficit di attenzione (3). In fondo è più facile perdersi in un gioco per computer che trattare con una famiglia disfunzionale. Come ha sottolineato lo psicologo Arthur Janov : "Il cervello dei giovani di oggi è impegnato a gestire il dolore fin dall'infanzia” (2) .

Nel caso di social media come Facebook, Instagram e Twitter, essi consentono alle persone di stare preoccupate” per tutto il giorno e ci proteggono in modo abbastanza sicuro da intrusioni provenienti dal “mondo dei grandi".

Anche le relazioni sessuali tra giovani stanno diventando più superficiali (4): la sessualizzazione della cultura occidentale ha significato che il sesso è stato privato della sua profondità emotiva . Per i giovani uomini e donne, è sempre più un'attività fisica, senza vero piacere e nessun significato. Facebook è il nuovo flirt.

Ciò che tutta questa stanchezza ha portato, è che i giovani stanno iniziando a rinunciare ad avere qualcosa a che fare con qualcosa. Gli adolescenti sembrano più soli rispetto al passato; diventano quasi eremiti virtuali. Gli anglosassoni dicono che i giovani “sono lenti a bere, a fare sesso e a guadagnare soldi”. I giovani sono “un po'noiosi” (The Economist, 10 gennaio 2018 ) .

La verità è che l'ultimo rifugio per l'alienato terminale, giovane o vecchio, è la dissociazione dal mondo.

 

E ORA? C’E’ UNA VIA D’USCITA ?

(Continua con la parte seconda)

 

  1. https://it.businessinsider.com/il-suicidio-e-la-seconda-principale-causa-di-morte-della-gen-z-i-nati-1997-e-2015-in-usa/
  2. https://www.repubblica.it/salute/2017/10/03/news/e_morto_arthur_janov_teorico_della_terapia_dell_urlo-177245750/
  3. https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/07/17/news/abuso_chat_e_social_aumenta_rischio_deficit_attenzione-202008614/
  4. https://www.psychologytoday.com/us/blog/living-single/201811/7-reasons-why-young-people-are-having-less-sex
  5. http://www.benmelech.org/profezia/ultimi-giorni-sinottici.htm

(Continua)

 

Inserito il:22/04/2020 16:02:46
Ultimo aggiornamento:23/04/2020 11:40:03
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