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Aggiornato al 15/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Fernando Botero – Man and Woman - 2001


La relazione.

La parola “relazione” vuol indicare il legame di ciascuno di noi con cose o con persone, vuole indicare che l’ambiente in cui ciascuno vive è popolato da cose e persone con le quali si interagisce e con le quali si è collegati da un filo rosso che ci unisce. A loro volta sia le cose che le persone che fanno parte del nostro sistema,  possono, spesso quando non sempre, essere legate tra di loro e con altri ambienti e per questo si dice che attraverso la conoscenza di sette persone si arriva alla conoscenza di qualsiasi persona sulla Terra.   

La relazione con le persone può essere naturalmente di vario tipo e di varia intensità. Una relazione di conoscenza, di parentela, di affari, di amicizia, di affetto, di passione, superficiale o fuggevole.  La sua natura può essere politica, artistica, sportiva, di affinità culturale, tecnologica, professionale, anche occasionale o semplicemente amichevole. 
La relazione tra persone può essere ancora diretta o indiretta, recente o lontana nel tempo, gradevole o sgradevole, interessata o sincera, riservata o pubblica, serena o conflittuale, paritaria o squilibrata a favore di uno dei protagonisti, particolare o standard, intensa o leggera, impegnativa o libera.

La relazione è la rappresentazione del modo di stare, di vivere in una comunità e la presenza più o meno significativa nelle varie attività in cui si snoda o dovrebbe snodarsi l’ esistenza di ciascuna persona. L’assenza di relazioni è il segnale più evidente del declino del modo di vivere di una persona, del suo stato di incompatibilità ambientale, di una condizione critica della propria sanità mentale.
Spesso tale assenza è anche la conseguenza di delusioni, frustrazioni, incapacità di continuare a permanere nel ruolo e nelle condizioni in cui ci si trova. Ed è per questo che il superamento del proprio livello di capacità può trasformarsi in un grande boomerang psicofisico con effetti devastanti. Come per esempio l’avviarsi verso vie di tipo illegale e criminale per inseguire rivincite mai possibili.

Insomma la relazione è la base del nostro modo di vivere e la quantità e la qualità di esse denotano chi siamo, come viviamo, i nostri interessi, in che stadio della nostra esistenza ci troviamo e come la stessa si sta sviluppando. La capacità di avere relazioni con il mondo conosciuto o sconosciuto è inoltre importante per affrontare o meno determinate esperienze professionali basate appunto sulla relazione delle persone.

Ma anche la relazione con le cose è interessante.
Molti amano le cose, sono oggettuali, trovano nel possesso di cose un piacere, un modo per sentirsi contenti, per prendere atto di una loro conquista e alcuni ne accumulano molte o addirittura ne fanno collezione.
Costoro vivono sempre con il desiderio di avere, lottano per conquistare, cancellano sentimenti, trascurano relazioni umane, credono di provare emozioni solo nel possesso. Pensano di essere felici e non lo sono, soprattutto perché non lo capiscono.
Non capiscono che le cose servono solo per vivere e il loro possesso è solo strumentale. D’altra parte la storia del mondo è piena di orrori e di violenza esercitata da chi per avere cose portava al massimo il suo cinismo, il suo egoismo, il suo disinteresse per gli altri, il suo disprezzo per i sentimenti di amicizia, di generosità, di amore.

L’eccessivo amore per le cose, per il possesso fisico di oggetti o di proprietà spesso bilancia lo scarso interesse per la gente, la pochezza dei sentimenti e la voglia di solitudine, perché le persone fanno paura nel senso che tutti sono potenziali ladri delle proprie cose, naturalmente in questo modo immaginati.

Vivere invece in mezzo alle relazioni con le persone per lavorare, amare, osservare, imparare, così come  avere cose senza amarle, ma servirsene solamente, scambiarle, lasciarle e riprenderle senza sentimenti o emozioni è il giusto modo di andare nel mondo  e godere del  privilegio che gli esseri umani hanno rispetto alle altre creature di questa terra: il cervello con la sua intelligenza  che riesce se coltivato e stimolato a gestire  anche il cuore senza tuttavia limitarne i desideri e le scorribande.

Ecco che capire la gente e giudicarla significa in altri termini capire come ciascuno si pone di fronte al mondo delle relazioni, se ne ha, quante ne ha, come le coltiva e come le sente.  Perché la vita è un sistema di relazioni!

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Inserito il:05/01/2015 19:58:24
Ultimo aggiornamento:18/01/2015 21:45:35
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