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Aggiornato al 08/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Eloise Schneider (Statesboro, Georgia, US) - The old Pharmacy - 2009

 

Allarme: c’è un’epidemia: siamo dislessici!

di Davide Torrielli

 

Certamente viviamo in un mondo difficile nel quale i tanti miliardi di formiche umane, si muovono e si confrontano in un ambiente che diventa sempre più stretto, malsano, inagevole e desolato a causa dei tanti flagelli che pervadono la nostra beneamata Terra.

Nel formicaio siamo stati capaci di creare connessioni molto simili a quelle neuronali mettendo in comunicazione veloce sia fisica che meno, ogni singolo soggetto con gli altri.

Verrebbe da dire che è stato fatto un ottimo lavoro al prezzo di un ambiente un po’ per così dire, deteriorato e bistrattato sia dal punto di vista concretamente fisico che sociale, culturale e civico.

Al lettore tale giudizio.

Nello stesso tempo però, gli uomini hanno lavorato per correggere le pene che li tormentano, elaborando nuove strategie di convivenza, correggendo malattie, ingegnandosi per mettere a punto cure per i nostri mali, sia fisici che psicologici, con alterne fortune; certamente la vita media si allunga un po’ dovunque ed in particolar modo nei paesi considerati avanzati dove si raggiungono livelli in passato inimmaginabili. E così la gerontologia avanza perché la società moderna invecchia, essendo riusciti a sconfiggere o arginare molta parte dei malanni che sfoltivano la criniera della vita nostra. Anni fa resistevano solo i più forti, quelli temprati dalla selezione genetica che aveva come compito l’arrestare i deboli a vantaggio dei robusti.

Se scivolavi e ti sbucciavi un ginocchio, l’acqua santa della fontanella era la panacea, se ti ustionavi una mano, oltre a quella si affiancava l’olio d’oliva; se ti entrava un bruscolino in un occhio la nonna Pina ti faceva la croce e via, se avevi mal di pancia, generico, ecco la mitica borsa dell’acqua calda, per la febbre, ecco il ghiaccio! Oggi in sequenza necessitano un disinfettante atopico seguito da cicatrene, Foil, sciaqui con soluzione di acido borico, buscopan, tachidol e tanta tachipirina che viene somministrata con la carriola, per non parlare dell’uso inconsulto del cortisone nei vari dosaggi e formulazioni.

 

Cresceva quindi una importante industria farmaceutica, fiorente e sempre alla ricerca di nuovi mali da curare e soluzioni tecnologicamente avanzate per far stare in piedi  a lungo anche i più malmessi e derelitti. L’enorme disponibilità di rimedi più o meno validi hanno a mio avviso, acuito in modo consistente la sensibilità verso le malattie o malesseri in generale rendendo intollerabili i leggeri mal di testa, i normali dolori mestruali, le difficili stipsi come raffreddamenti e ipertermie anche solo di un grado. La conoscenza infine di tutto tramite la rete ha fatto poi sì che tutti siano medici, psicologhi, e quant’altro assegnando la capacità di diagnosticare qualsiasi cosa a tutti portandosi dietro dei disastri notevoli.

Il lavoro del medico diventa quindi più difficile dovendo affrontare pazienti molte volte solo teoricamente, malati di malattie spesso diagnosticate da ciascuno ed addirittura dover curare quanto tentato già di fare in autonomia. Mestiere difficile quello che sconfina sempre più nel settore dell’ipocondria, pervasi come siamo di troppa conoscenza a buon mercato.

Siamo quindi tutti malati, malaticci e raffazzonati, un po’ per dare soddisfazione alle industrie farmaceutiche che non sanno più come ripropinare il solito paracetamolo o il famoso acetilsalicidico, così come le vecchie benzodiazepine.

Il dolore poi non si sopporta più: alla minima fitta parte subito l’assunzione compulsiva di antidolorifici dai nomi alquanto difficilmente associabili, e allora via mal, lontandolor etc etc

Succede poi che diventi quindi socialmente normale che un cinquantenne assuma pastiglie per la pressione, per il colesterolo, poi per la prostata negli uomini e per le ossa nelle donne. Un format conosciuto e sdoganato.

Mi irrita e stupisce invece quando a patire della nostra ipersensibilità accertata …. sono i bambini sui quali occorrerebbe scherzare un po’ di meno.

Ho potuto in questi anni di svolgimento della professione di padre,  frequentare l’ambiente delle scuole dove gli insegnanti svolgono un ruolo egregio spesso in situazioni disagiate. Ho però potuto rilevare come anche questo ambiente non sia esente da contagi di ipocondria; possibile che in quasi tutte le classi siano rilevati numerosi casi di dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia? E se non si trova quello, salta fuori l’ipercinetico di turno che va curato.

Succede quindi che un normalissimo bimbo solo un po’ disordinato finisce in analisi per correggere i sintomi evidenti di un disturbo inesistente, così come non si ha più il diritto di essere solo un po’ più lento degli altri o di non capire al volo, altrimenti via dal medico.

Amici, occorre che ci si sforzi di pensare che non tutto quello che non si allinea a modelli deve essere corretto o necessariamente connesso a spiegazioni patologiche: capita anche che sia così e basta. Siamo belli perché siamo diversi e non necessariamente malati perché non aderenti a profili di omologazione.

Lasciamo quindi le diagnosi ai medici e viviamo tranquillamente nella certezza che non siamo tutti dislessici o ipercinetici!

 Un ciaone.

 

Inserito il:09/02/2017 22:56:10
Ultimo aggiornamento:09/02/2017 23:03:06
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