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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Neeraj Parswal (Contemporaneo, Uttar Pradesh, India) – Emotions and Feelings - 2015

 

Anche i sentimenti?

di Gianni Di Quattro

 

Ormai anche da parte di chi non ha ben capito cosa sta succedendo si prende atto e si dice che il mondo è cambiato ed è in fase ancora di grande cambiamento. La globalizzazione ha cambiato l’economia rendendola schiava della finanza che è nelle mani di alcuni grandi gruppi che manovrano a livello mondiale condizionando non solo i sistemi economici ma i paesi interi. La globalizzazione vuol dire anche aver cambiato le regole del commercio mondiale, la distribuzione degli investimenti per le infrastrutture e l’energia, la localizzazione delle imprese non solo in relazione al costo della manodopera ma soprattutto in relazione alla stabilità nel tempo dei regimi e delle condizioni nelle quali operano e che propongono a livello internazionale. E poi c’è la tecnologia che da una parte ha consentito la globalizzazione e dall’altra non solo cambia il mercato del lavoro, ma la vita stessa quotidiana dei cittadini e che contribuisce ad introdurre altri valori di vita totalmente diversi rispetto al passato.

La tecnologia insieme alla globalizzazione ha contribuito al cambiamento dei valori e alla introduzione di nuovi criteri per lavorare, studiare, divertirsi, vivere. E con ogni probabilità il percorso è ancora agli inizi e saranno le nuove generazioni, quelli che ancora non sono nati ma che lo saranno presto che si troveranno senza meraviglia per loro in un mondo che ha un passato totalmente diverso da quello che potranno vivere.

Ma i sentimenti? Certo anche i sentimenti cambieranno e le nuove generazioni sperimenteranno nuovi modi di amare, dalla amicizia alla più sfrenata delle passioni, di odiare, di dare più o meno peso a certi criteri morali e fisici che hanno guidato la vita degli uomini per tanto tempo. Tutto bene quindi per le nuove generazioni che non dovranno fare alcuno sforzo di adattamento perché non provengono da maniere diverse di leggere e interpretare e sentire tutti i sentimenti, ma sarà dura per le vecchie generazioni ancora in vita frequentare un mondo diverso.

In che cosa e come cambieranno i sentimenti? Prendiamo per esempio un aspetto dell’amore, forse il più grande e significativo, e cioè l’amicizia. L’amicizia è un sentimento che accomuna due persone a prescindere dal sesso, dal ceto e dagli interessi sociali e che instaura tra di loro un rapporto di solidarietà, di comprensione, di partecipazione. Sentirsi vicino, stare dalla stessa parte nel mondo significa essere amici, che non significa avere necessariamente le stesse idee politiche o fare il tifo per la stessa squadra o preferire le bionde.

Nel futuro, in un mondo tecnologico, una importante parte del giorno sarà impiegata da ogni persona dietro uno schermo di un computer piccolo o grande, in collegamento costante con persone che si conoscono o che non si conoscono, con il mondo perché si considererà indispensabile sapere in real time cosa sta succedendo a Denver, mentre si segue la processione di San Giuseppe a Santa Croce Camerina e si ascoltano le decisioni del governo di Londra sulla immigrazione o sul sostegno alla sterlina.

Ecco, in questo mondo che ormai è dietro l’angolo lo spazio per godere della vicinanza fisica con gli amici, per fare con loro belle e spesso interminabili partite a chiacchiere è praticamente molto poco e così è molto scarso lo spazio per conquistare e corteggiare una donna.

I rapporti di amore fisico e sentimentale non potranno più prevedere protocolli complicati come fiori, cene, profumi, passeggiate romantiche, champagne e corse in automobili sportive, saranno dunque suggeriti dal computer, i contatti saranno veloci e gli accordi pure comprendendo anche la fisicità e la passionalità che non potrà comunque prevaricare gli impegni tecnologi in cui le persone sono immerse se vogliono avere un ruolo, qualunque ruolo, nella società.

Tutto questo potrebbe sembrare incredibile per coloro che hanno altre educazioni e sono abituati ad altre emozioni, ma non lo sarà per coloro che stanno nascendo e che cresceranno accanto ad un computer.

L’invito alle vecchie generazioni è di non stare a recriminare ma di cercare di godere quanto ancora rimane di un mondo che hanno visto affascinante, in cui sono cresciute e che piano piano si estinguerà con loro.

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Inserito il:06/10/2016 17:44:29
Ultimo aggiornamento:06/10/2016 17:49:16
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