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Aggiornato al 26/07/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Emanuele Puzziello (Maglie, Lecce, 1982 -   ) - Melancolia

 

Il rimprovero di un amico

di Gianni Di Quattro

 

In periodo di pandemia il telefono è il mezzo più umano per sentire un amico, avere sue notizie, dare notizie, cercare insomma di non perdere i contatti con il proprio mondo, di rimanere appeso comunque ai sentimenti più belli. Bene, l’altro giorno mi telefona un vecchio (nel senso da tanti anni) amico per rimproverarmi, perché legge le cose che vado scrivendo e ha notato che da un po’ scrivo prigioniero di tristezza, di melanconia, non ottimista sul percorso che si deve fare, sulle cose che nel mondo stanno succedendo. Aveva ed ha ragione, il mio stato d’animo attuale è percorso da rughe abbastanza evidenti di pessimismo. Ma voglio chiarire al mio amico il mio pensiero, sperando di riuscire.

Il pessimismo non è profondo ed è dovuto alla coincidenza di vari fattori negativi, circostanza questa eccezionale, come l’avanzare dell’età, la paura del virus e la pressione psicologica conseguenza dell’isolamento cui io insieme a tutti sono sottoposto da un anno circa e al fatto che è da tempo impossibile frequentare amici e luoghi del cuore o comunque particolarmente graditi. Non è dunque questo leggero pessimismo che origina la melanconia, la tristezza e la nostalgia di altri tempi e di altre situazioni, una conseguenza di un ragionamento filosofico questo sì che sarebbe profondo e spaventoso, di un esame globale della mia esistenza e di una sintesi drammatica di queste riflessioni e di queste analisi.

Si tratta in verità di spazi ridotti e forse persino clandestini inseriti nel mio modo generale di amare la vita e di sapere che questo amore è l’origine dell’ottimismo che la ha guidata, della speranza del futuro che ho sempre dentro di me a prescindere da quanto è ancora lungo il percorso che devo fare, del piacere di far parte della umanità, di sentirmi immerso nel suo grande mare, la cosa più bella tra tutte le cose della vita.

Caro amico che mi hai rimproverato, ti sono grato dell’attenzione e dell’affetto, ma queste rughe di pessimismo corrispondono alle incertezze che ballano nelle nostre vite e alla sincerità con la quale sono abituato a dire a me stesso le vicende che capitano e le speranze che si muovono e a dirlo a tutti, a tutti gli amici che mi seguono nei miei tentativi di commentare la mia vita. Comunque ti faccio una promessa, non quella di nascondere perché non ne sono capace, ancora di più non quella di falsificare sensazioni e pensieri, ma di trattarli con maggiore benevolenza, di addolcirli buttando nella mischia i sentimenti buoni, quelli che si sono coltivati e conquistati durante una vita. Sono certo che sono il miglior vaccino morale e che gli amici come te ne saranno lieti. Grazie!

 

Inserito il:17/03/2021 17:03:26
Ultimo aggiornamento:17/03/2021 17:07:48
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