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Aggiornato al 05/12/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Stephen Scott Young (Honolulu, Hawaii, 1957) - On Whale Point (Zaria) -2002

 

Mogli e madri a 9 anni in Africa

di Vincenzo Rampolla

 

Il matrimonio infantile esiste da secoli. È una condizione complessa, profondamente radicata nella disuguaglianza di genere, nella tradizione e nella povertà. Pratica comune nelle aree rurali e impoverite, germina dove le prospettive per le ragazze possono essere limitate. In molti casi sono i genitori a organizzare i matrimoni senza scelta per loro. Le famiglie povere sposano le giovani figlie per ridurre il numero di bambini da nutrire, vestire ed educare. In alcune culture, un grande incentivo è il prezzo che i futuri mariti pagheranno per le giovani spose. Le pressioni sociali all'interno di una comunità possono indurre le famiglie a sposare i bambini ancora molto giovani. Alcune culture, ad esempio, credono che sposare le ragazze prima della pubertà sia di buon auspicio alle famiglie, altre credono che il matrimonio precoce protegga le ragazze da attacchi sessuali e violenza e lo vedono come garanzia che la loro figlia non rimarrà incinta con un matrimonio riparatore e con disonore familiare. Molte famiglie infine sposano le loro figlie perché il matrimonio precoce è la sola scelta conosciuta. Il capo di una comunità del Niger dichiara: Molti leader della fede e le loro comunità lavorano per porre fine al matrimonio infantile e a altre forme di violenza contro i bambini. Cambiare un comportamento radicato è estremamente impegnativo, perciò dobbiamo andare oltre per influenzare positivamente le credenze e le decisioni.

10 i Paesi africani con i più alti tassi di matrimonio infantile: Niger 75 %, Ciad e Repubblica Centrafricana 68 %, Guinea 63 %, Mozambico 56 %, Mali 55 %, Burkina Faso e Sudan 52 %, Malawi 50 %, Togo. Quali progressi nello scorso decennio? Come fermare la pratica nelle aree urbane, dove le famiglie vedono le opportunità di lavoro e di istruzione per le figlie?

Il Niger ha uno dei più alti tassi di matrimonio infantile al mondo e lotta per arginare la pratica. Non è raro incontrare spose bambine di 12 anni nella remota regione a nord di Agadez, abitate dai tuareg nomadi nel deserto. Mi hanno raccontato di matrimoni di ragazze tuareg con ricchi uomini della vicina Nigeria pagati migliaia di dollari. Che scelta ha una famiglia quando un riccone nigeriano mette sul tavolo milioni di naira per una sposa? (1 naira equivale a 0,0025€). E quanto conta la bellezza della ragazza?

Una donna, madre oggi di una 15enne, racconta: Matrimonio a 13 anni con un uomo d'affari della città nigeriana di Kano, pensavo si trattasse di sposare qualcuno con cui sarei stata felice, ma ero ragazzina e non avevo nessuno a cui chiedere un consiglio. Lontano dalla famiglia, mi trovai imprigionata nella casa del marito. Era come se avesse comprato me, non perché lo volevo ma perché aveva pagato per avermi. Dopo 10 giorni, arrivò e mi rinchiuse in camera da letto. Mi ha maltrattato, come se mi violentasse. Poi sono riuscita a fuggire con l'aiuto di mio fratello e ora studio per diventare infermiera.

Fin dall’infanzia le ragazze del Niger sanno che per le donne non c'è spazio per sognare.

Il Niger si colloca al di sotto dell'indice di sviluppo umano dell’ONU e ha il tasso di natalità più alto del mondo. Ha anche uno dei tassi più alti al mondo di matrimonio infantile con il 25% delle ragazze predestinato alle nozze prima dei 15 anni, balzato all’80% a 18 anni.

E c'è nel cuore delle adolescenti non sposate la paura radicata di ritrovarsi gravide, o secondo le parole di una madre: Che possano facilmente diventare delinquenti.

E che succede alla ragazza che rimane incinta? Nella capitale Niamey le ragazze sposate di 12 anni vanno alla clinica Dimol che in lingua hausa significa dignità. Lì si curano ragazze e donne per la formazione di fistole, frequenti nei parti immaturi e causa di gravi infezioni.

Il Fondo dell’ONU per l'infanzia (UNICEF) ha deciso la svolta e il cambiamento. Il suo Rappresentante dichiara: Il matrimonio infantile deve essere affrontato su un ampio fronte, è essenziale creare sicurezza alimentare per le famiglie, istruzione e cambiare in modo drastico lo status delle donne nella società. Le famiglie non vedono il valore dell'educazione per le figlie. Il loro futuro è essere mogli e madri e crescere figli. Non hanno scelta. Cambiare tali principi e affrontare la povertà che li crea è un compito scoraggiante e molto duro. Mettiamoci all’opera.

Insieme all’Unicef, una nutrita serie di altre istituzioni internazionali ha diffuso un comunicato congiunto per coalizzarsi nella lotta contro il matrimonio infantile, una crociata planetaria contro una piaga sociale: OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), ONU Donne, UNFPA (Fondazione delle Nazioni Unite), World Vision (ONLUS Usa nata nel 1950 per assistere gli orfani della guerra in Corea), Girls Not Brides (ONG con la missione di troncare il matrimonio infantile nel mondo), Every Woman Every Child (Movimento iniziato dal Segretario Generale ONU Ban Ki-moon per salvare la vita di 16 milioni di donne e bambini nel periodo 2010- 2015), World YWCA (World Young Women's Christian Association, movimento per la leadership e i diritti di donne, giovani e ragazze in oltre 120 paesi, sede in Svizzera), PMNCH (Partnership for Maternal, Newborn and Child Health) la più capillare aggregazione mondiale votata alla salute di bambini, adolescenti e donne, colosso che raccoglie più di 1.000 organizzazioni di 192 Paesi, sotto la supervisione di 10 Centrali di raccolta e controllo) e per finire Save the Children, regina dell’aiuto globale all’infanzia. Con un tale spiegamento di mezzi e persone, c’è da scommettere che la crociata riuscirà a liberare la donna dal giogo del matrimonio infantile.

Il 7 marzo 2015, una sessione speciale della Commissione ONU sullo status delle donne (CSW) selezionò Bangladesh, Malawi e Canada come nucleo di tre sponsor per un piano iniziale comune di prevenzione.

Una madre del Malawi ormai ventenne, sposata a 14 anni con un violento uomo di 70 anni, testimoniò la sua esperienza. Se il matrimonio minorile non viene affrontato correttamente - pontificò il Commissario - gli obiettivi di sviluppo dell’ONU entro il quinquennio non saranno mai raggiunti: riduzione di 2/3 del tasso di mortalità sotto i 5 anni e riduzione di 3/4 delle morti materne. Scelto il Malawi, il suo programma è servito da modello per partire a debellare il matrimonio infantile.

Conosco il Paese, per un anno volontario tra i più poveri al mondo, curai l’assistenza ai malati terminali e lo sviluppo delle attività di una Missione. Lì, almeno la metà delle giovani donne si è sposata ben prima dei 18 anni e mai ho incrociato donna che non avesse almeno un figlio. Secondo Catherine G. Hara, Ministro della sanità del Malawi: Il Paese sta lavorando per porre fine alla pratica, per consentire alla bambina di continuare con l'istruzione, per diventare una cittadina istruita che può contribuire allo sviluppo e all'economia del Paese. Alla base dell’iniziativa è l'elevato tasso di gravidanze adolescenziali che alimenta il 20-30% delle morti materne. Terminando i matrimoni precoci le morti materne possono calare fino a 30% e anche il tasso di mortalità neonatale può ridursi, ha aggiunto il Ministro.

Numerose le misure prese per porre fine alla pratica del matrimonio precoce: accesso universale gratuito all'istruzione primaria, garanzia alle ragazze che rimangono incinte durante la scuola di tornare a scuola dopo il parto per continuare la loro istruzione, aumentare l'età del matrimonio a 18 anni.

Nonostante gli sforzi, ancora oggi si vive la totale assenza di azioni dirette a educare i giovani maschi, punto nodale della situazione e del problema. Moltissimi ignorano la relazione tra rapporto sessuale e gravidanza, trasmissione di malattie e controllo delle nascite, numero ben inferiore a quello delle giovani ignare del legame tra sesso e inseminazione.

Che ne è stato alla fine del famoso quinquennio? Secondo le stime dell’UNFPA, nell’intero decennio 2011-2020, oltre 140 milioni di ragazze sono state e saranno spose-bambine impalmate prima di 18 anni e con i dati attuali dei matrimoni infantili, 14,2 milioni all'anno, 39.000 al giorno, si sono unite troppo giovani e 50 milioni da 10 a 15 anni. In una precedente analisi di Save the Children, si scopre che nel mondo una ragazza con meno di 15 anni si sposa ogni 2 secondi, il che rivela l'entità della minaccia rappresentata dal matrimonio infantile per l'educazione, la salute e la sicurezza dei bambini.

In un recentissimo rapporto Save the Children ha voluto classificare i Paesi in base a un indice per fascia d’età, matrimonio infantile, scolarizzazione, gravidanza da giovane/adolescente, decessi materni e numero di rappresentanti femminili al governo (sic!).

I Paesi all’ultimo posto confermano fatti e dati già noti e oltre al Niger anche Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Somalia hanno alti tassi di matrimonio infantile.

I Paesi in testa includono Svezia, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi e Belgio. Davvero? Alcune osservazioni scontate fanno da contorno alle cifre: Le ragazze che si sposano troppo presto spesso non possono frequentare la scuola e hanno maggiori possibilità di affrontare violenza domestica, abusi e stupri. Rimangono incinte e generano bambini prima che siano fisicamente e emotivamente pronte, il che può avere conseguenze devastanti sulla loro salute e su quella del bambino.

A chi è diretto un tale rapporto? Ai potenti membri della crociata? Sembra. Che documenta di nuovo? A chi giova? Così conclude, con date tirate ai dadi: La comunità internazionale si è impegnata a porre fine al matrimonio precoce entro il 2030, ma se le attuali tendenze continuano, il numero totale di donne sposate in età infantile crescerà da oltre 700 milioni di oggi fino a circa 950 milioni entro il 2040 e a 1,2 miliardi entro il 2050.

Sembra proprio che si stia parando con pre-visioni catastrofiche...infiorando il tutto con un finale disperato:

- In caso di conflitti è più facile che le ragazze diventino spose-bambine, con rifugiati che usano la figlia-sposa come merce di scambio e di sicurezza – vedi le siriane in Libano. -

- Per le ragazze di famiglie povere è più facile sposarsi prima dei loro coetanei più ricchi.

- Le ragazze soffrono di più durante le crisi umanitarie - vedi lo scoppio dell'Ebola in Sierra Leone, dove le scuole chiuse hanno portato a circa 14.000 le gravidanze tra adolescenti. -

Peccato! Da regina, Save the children è sdrucciolata al triste livello di cortigiana.

La fine del matrimonio infantile è strettamente correlata all'iniziativa Every Woman Every Child del Segretario Generale ONU Ban Ki-moon e agli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM).

Stesso copione: promuovere la parità di genere, ridurre la mortalità infantile e migliorare la salute materna, programma lanciato nel 2015.

Il continuo verificarsi del matrimonio precoce ha ostacolato il raggiungimento di questi OSM, in particolare nell'Africa sub-sahariana e nell'Asia meridionale. Esorto governi, comunità e leader religiosi, società civile, settore privato e famiglie, in particolare uomini e ragazzi, a fare la propria parte affinché le ragazze siano ragazze, non spose, ha detto prima di passare la palla rovente al successore Antonio Guterres. Obiettivi mancati … crociata allo sbando?

In una scuola coranica di Agadez, lo sceicco Abbas Yahaya ha detto: Cambiare questa abitudine è molto difficile e molto costoso, non è facile perché la maggior parte della popolazione è analfabeta. Non vanno a scuola e non permettono alle ragazze di andarci. Mentre il matrimonio delle giovani ragazze qui è una norma sociale, è anche supportato esplicitamente dai leader religiosi. Se i due sono maturi, il matrimonio può andare bene. E allo sceicco fanno eco le parole di un Deputato fondamentalista iraniano, Presidente della Commissione Parlamentare Giudiziaria: L'Iran ha l'obbligo religioso di riconoscere legalmente i matrimoni di ragazze di 9 anni. Fare diversamente significherebbe contraddire e sfidare la legge islamica della Sharia.

Una ONG iraniana, la Society For Protection of The Rights of The Child, ha dichiarato che 43.459 ragazze con meno di 15 anni si sono sposate nel 2009, rispetto a 33.383 nel 2007. Nel 2010, 716 ragazze con meno di 10 anni si erano sposate, rispetto alle 449 del 2009.

Dati vecchi, appassiti al sole del deserto. E quelli odierni … come averli? Difficile, molto difficile. Impossibile. Tra 5-10 anni, forse. Intanto, fin dall’infanzia le ragazze del Niger hanno imparato che per le donne non c'è spazio per sognare.

(consultazione: l’orient-le jour, gatestone institute, malawi news, iraq news, khabar online, herald tribune, daily alert, le monde)

 

Inserito il:26/02/2020 12:03:55
Ultimo aggiornamento:26/02/2020 12:12:24
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