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Aggiornato al 18/11/2018

 

A Vanvera (07)

di Massimo Biondi

 

Abuso d’ufficio

Secondo molti l’abuso d’ufficio è un reato che chi ha a che fare con la burocrazia sfiora costantemente, se intende essere efficace. E’ il caso dei sindaci e di altri amministratori, le cui prerogative formali possono essere limitate o rese vane dall’esistenza di norme che ne contrastano l’applicabilità e alle quali si aggrappano i sostenitori del nulla facere nulla rischiare. Poi sta al singolo PM interpretare i fatti. Forse succede che la presunzione di reato sia interpretata più severamente se il presunto reo è personaggio di rilevanza mediatica.

 

Invasioni di campo

Molte critiche al comportamento morale di Berlusconi e soprattutto delle ragazze che ne allietavano le serate quando era presidente del Consiglio. I rilievi morali non sono espressi da Famiglia Cristiana o dal parroco di Arcore ma sono contenuti nella sentenza sul processo escort.  Sento il bisogno di ribadire che la magistratura dovrebbe occuparsi di reati, la Chiesa di morale e la politica di opportunità (politica, naturalmente). Ho l'impressione che ci sia una certa tendenza alle invasioni di campo.

 

Jihadisti, forse

E’ giusto far sapere agli italiani che la nostra intelligence vigila attentamente, però sarebbe bene adottare nella comunicazione criteri di prudenza. Circa la presunta cellula di Al Qaeda operante tra Bari e Milano e pronta a compiere attentati, per esempio, il Tribunale di Bari ha decisamente escluso la sussistenza di validi indizi di colpevolezza in quanto ad intenzioni terroristiche. Ha considerato credibile, in base alle rilevazioni, solo il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Se si annuncia in televisione di avere fermato dei pericolosi terroristi e poi in poche ore arriva una smentita così netta si mette in cattiva luce sia l’intelligence che la magistratura. Anche la stampa, che però in cattiva luce c’è già.

 

Banche

La Procura di Arezzo ha scoperto che Banca Etruria avrebbe incentivato i dipendenti a vendere alla clientela meno competente titoli ad alto rischio. 

Contemporaneamente anche la di solito sonnolente CONSOB – pur autoassolvendosi - pare aver ravvisato che i prospetti informativi bancari non sono un esempio di trasparenza; ha perciò annunciato l’intenzione di renderli molto più semplici, brevi, comprensibili da tutti e che mettano bene in evidenza quali rischi sono connessi all’investimento.

Al proposito sarebbe da segnalare che secondo il rapporto PIAAC-OCSE (Programme for the International Assessment of Adult Competencies dell’OCSE) il 28% della popolazione è in grado di comprendere solo parole semplici e frasi brevi.

Se si creerà un gruppo di lavoro per la semplificazione dei prospetti sarà opportuno che ai funzionari pubblici e bancari siano affiancati dei bravi mediatori culturali.  

 

De Magistris

Il sindaco di Napoli ha tenuto un comizio che giustificherebbe un’analisi psichiatrica abbastanza approfondita. Ma quello sarebbe un fatto privato. Dal punto di vista storico-politico invece ho letto nella sua esaltazione tribunizia un richiamo alla tradizione popolare. Masaniello, per dire. All’epoca il popolo si appellava in ultima istanza al re per ottenere tutela dai soprusi e dalle angherie dei funzionari del re medesimo. Si sa che tra i funzionari pubblici non erano rari né i prevaricatori né i disonesti. E forse la tradizione continua.  

Il De Magistris, nella sua esuberanza, si deve essere immedesimato nel ruolo di tribuno ma, in altri momenti, anche in quello del re che difende “il suo popolo” (citazione dal comizio). Magari trascurando nella foga il fatto che al momento a Napoli c’è un sindaco ma non un re, e che il sindaco è lui.

 

PD ring

Durante l’ultima direzione del partito Renzi ha chiesto unità e coesione (“state ‘bboni, avrebbe detto Sordi). La richiesta riguarderebbe solo i mesi elettorali e referendari, cinque in tutto, e in cambio ha promesso di anticipare il congresso. Era difficile per i suoi oppositori criticare apertamente una simile proposta. Allora Cuperlo ha criticato la Boschi; per una faccenduola, ma l’ha criticata. Forse gli è mancato il coraggio del silenzio, preoccupato che D’Alema, il suo referente e dirigente (nel senso proprio che lo dirige, da decenni) avrebbe potuto sgridarlo per la passività.

 

Marzano

Michela Marzano, filosofa, ha lasciato il PD, dopo averlo ripetutamente annunciato, perché lei le unioni civili le voleva complete di adozione del figlio del partner. Dice di capire che in politica l’avere o no la maggioranza su un provvedimento ha una certa rilevanza, ma considera che “per una che si è impegnata costantemente sia a livello accademico che divulgativo per riparare le ferite del mondo” non è possibile rinunciare alla propria coerenza per ragioni di opportunità politica. Nella sua lettera di addio scrive che quando è stata chiamata da Bersani ha pensato che fosse per dettare l’etica a tutto il partito. Immodestia a parte, continuerà a dedicarsi alla cura del mondo. Da Parigi, dove vive e lavora, ma mantenendo il seggio nel Parlamento italiano, si direbbe, anche se in quel luogo eticamente discutibile c’è chi tiene in conto l’opportunità politica.                                       

 

Jobs act francese

Proteste in Francia contro la nuova legge sul lavoro scopiazzata, per ammissione degli stessi promotori, dal jobs act italiano.

Le proteste in Francia sono dure, di solito. Hollande è in difficoltà. Per la verità lo è sempre stato, ma in questi giorni i francesi che lo caccerebbero volentieri dall’Eliseo, anche in modo brusco, sono la stragrande maggioranza.

Renzi ha fatto sapere che oltre al PD e all’Italia non avrebbe difficoltà a governare anche la Francia. Non subito però, che prima deve condurre la campagna acquisti della Fiorentina.

 

Gioco di squadra

Marchionne sta facendo un ottimo lavoro, però per andare al Quirinale ad incontrare il presidente della Repubblica poteva fare lo sforzo di indossare una giacca. Sarà un bravo manager, ma nella circostanza è parso anche villano. John Elkann, che lo accompagnava, era invece inappuntabile. Però, dicono, non altrettanto bravo. Un team equilibrato, insomma.

 

Cronaca vintage

1972. “Una prospettiva nuova in Italia può essere realizzata solo con la collaborazione tra le grandi correnti popolari: comunista, cattolica, socialista” Enrico Berlinguer al congresso del PCI.

Una roba simile forse adesso c’è. Si chiama PD. Ma teniamolo nascosto a Speranza.

1973. “Una campagna elettorale pro o contro il divorzio sarebbe dannosa e pericolosa per valori essenziali quali: la pace religiosa del popolo italiano; l’unità delle masse lavoratrici; le sorti del regime democratico italiano; il rinnovamento e il progresso della nostra società”. Enrico Berlinguer

Forse sulle unioni civili avrebbe condiviso le posizioni di Bagnasco. I tempi cambiano. Lo si dica anche a Giovanardi.

 

Pensierino

E’ meglio prendere decisioni imperfette che attendere di trovare soluzioni perfette che non si troveranno mai. Charles de Gaulle.

(mi sa che il concetto sarà da riprendere in occasione del referendum costituzionale).

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Inserito il:14/05/2016 14:02:02
Ultimo aggiornamento:14/05/2016 14:07:55
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