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Aggiornato al 20/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Edward Hopper (Nyack, New York, 1882 - 1967) - Summertime - 1943

 

Pensieri estivi

di Gianni Di Quattro

 

In estate si pensa in modo diverso. I pensieri sono più corti, spesso si interrompono e poi non sempre si riesce a riprenderli perché si disperdono facilmente, in generale sono più leggeri e quando diventano più profondi una specie di scatola di controllo automatico li blocca e li accantona, trattano temi diversi o comunque in modo diverso rispetto alle altre stagioni.

Questo problema dei pensieri diversi è anche legato naturalmente al clima, nel senso che nei posti più caldi tutto è più rallentato, come se i pensieri navigassero per conto proprio davanti a ciascuno di noi e di tanto in tanto qualcuno tra i più lenti si lascia acchiappare.

La dimostrazione che i pensieri estivi sono più leggeri è anche data dal fatto che tutte le grandi opere nel campo dell’arte e del pensiero sono state realizzate in stagioni diverse da quella estiva o in località dove la stagione estiva medesima non esercita tutta la sua influenza, come per esempio territori nordici o montani.

In questo contesto e se si ha coscienza che la produzione della propria intellettualità è liquida, rarefatta e discontinua, può essere divertente cercare di giudicare gli scenari che ci circondano e che emergono da certi pensieri che non si riesce a ricacciare. Divertente anche se qualche volta lo spavento è dietro l’angolo, almeno per coloro che non rinunciano del tutto, anche d’estate, alla propria attrezzatura intellettuale.

  • I politici che si stanno preparando per la prossima campagna elettorale e che si candidano a guidare il paese sembrano tutti inadeguati quando non anche ignoranti. Dicono cose che anche a persone sprovvedute sembrano cose sparate tanto per, oppure vere utopie dedicate agli allocchi.
  • Non si capisce perché in estate le televisioni debbano trasmettere cose vecchie e debbano fermare tutta l’attività per andare in vacanza, come se si fermasse tutto, come se tutta la gente della nazione si dedicasse ai giochi, al divertimento e all’amore dimenticando tutto.
  • Non si riesce a risolvere il problema dell’evasione fiscale perché evidentemente il paese è pieno di cattivi cittadini (forse si potrebbe dire di malfattori) che commettono questi reati. E non è una buona notizia sapere che la società è piena di questa gente.
  • La magistratura sembra abbia preso il potere che esercita avviando e minacciando indagini e processi nei tempi e luoghi strategici per arrecare il danno maggiore possibile contro chiunque. Gli errori giudiziari sono in aumento come i processi indiziari. I magistrati che occupano posizioni politiche di rilievo sempre in numero maggiore. L’autonomia del corpo giudiziale sempre più alta. I tempi di esecuzione dei processi sempre più lunghi come pure quelli che servono per scrivere le sentenze dopo il verdetto.
  • La polizia pubblicizza i suoi reparti scientifici e quelli di intelligence, ma i colpevoli o si costituiscono e confessano o non si trovano. In ogni caso le indagini durano anni specie quelli contro gruppi criminali o per i reati fiscali. Ma se qualcuno riesce a scappare ci vuole tempo prima di trovarlo.
  • Il linguaggio usato dai media e dalla gente normale nelle occasioni normali in pubblico o in privato per dire cose normali è sempre più volgare e non è raro assistere a bambini che parlano, come si diceva una volta, come scaricatori di porto. Perché così si parla in famiglia, a scuola e tra amici, donne o uomini fa lo stesso.
  • Gli uragani, la grandine, i terremoti, gli acquazzoni sono sempre più diffusi insieme agli incendi spesso spaventosi che si possono spegnere dopo giorni e giorni con l’impiego di migliaia di uomini, aerei e altri mezzi avanzati. L’uomo ha distrutto e continua a farlo, dopo ogni evento si stanziano soldi per fare qualcosa ma la burocrazia da una parte e la fame della criminalità che aspetta con ansia questi brutti eventi li fanno sparire. E sempre siamo punto e a capo.
  • Gli immigrati spaventano tutti i cittadini che vorrebbero ricacciarli in mare e persino farli fuori (chissà perché questi atteggiamenti suscitano ricordi del secolo passato). Si tratta di circa duecento mila persone all’anno in una popolazione di 60 milioni. Sarebbe più facile spendere soldi per sistemare questa gente che gestire un ambaradan che costa di più, non conclude molto, serve ai delinquenti per rubare, dà argomenti alle televisioni e ai giornali che altrimenti avrebbero difficoltà a riempire gli spazi, stimola i politici che raccontano agli italiani che potrebbero avere più case, più lavoro, più donne, più soldi (sanno che gli italiani ci credono, è una vita che lo fanno).

Ma con i pensieri estivi non si può esagerare. Ad un certo punto bisogna fermarsi e dedicarsi a cose inutili, quelle cose che non fanno pensare, uno stato che molti amano. In attesa delle stagioni che stimolano e provocano, dove poi succedono le cose (purtroppo).

 

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Inserito il:26/07/2017 14:15:13
Ultimo aggiornamento:26/07/2017 14:19:28
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