In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 22/07/2018

Jacques Mahé de la Villeglé (Quimper, F, 1926 – Paris) - 122 rue du temple 1968 - MoMA (Manhattan)

 

Nel Futuro invita caldamente i propri Soci, Autori e Lettori ad aderire alla sollecitazione dell’amico Tito Giraudo, nostro socio e membro del Direttivo del prestigioso Centro Pannunzio, a partecipare ad un dibattito sul ’68, inviando riflessioni e giudizi a redazione@nelfuturo.com.

 

Il Sessantotto: cronache e giudizi dopo cinquanta anni

di Tito Giraudo

 

Ricorre quest’anno il cinquantenario del ‘68. Al di là dei giudizi, per l’Italia, ma non solo, è stato uno spartiacque generazionale, la vera prima rottamazione, se non degli uomini, delle idee della prima metà del secolo scorso.

Cinquant’anni possono bastare per esprimere giudizi storicamente meditati, anche con il senno di poi.

L’altro giorno se ne è parlato al Centro Pannunzio, per capire quali iniziative prendere in proposito.

Laico ed apartitico il Centro, fondato nel 1968 da Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Pier Franco Quaglieni ed altri, si richiama alla tradizione culturale de "Il mondo" di Mario Pannunzio.

L'Associazione culturale è stata insignita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini con decreto presidenziale in data 2 Giugno 1979 della Medaglia d'Oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte.

Quando il neo Presidente del Pannunzio, Alan Friedman, ha chiesto cosa pensavamo del ‘68, con la mia solita irruenza ho risposto: tutto il male possibile……Al che Friedman mi ha chiesto se per caso allora fossi stato favorevole all’intervento americano in Vietnam. Questa è la prova sul ‘68 che i veri punti di riferimento tra un italiano e un americano erano sostanzialmente diversi.

La mia improvvida affermazione ha poi suscitato in diversi amici una presa di distanza, soprattutto tra le signore che hanno ricordato il cambiamento dei costumi e il movimento per la liberazione delle donne.

Non era quello il momento di continuare il dibattito; io non ho risposto e il discorso è tornato ai programmi per il 2018 in cui sicuramente ci sarà spazio anche per il cinquantenario del sessantotto.

Mi è venuta un’idea, perché su “Nel Futuro” non diamo il via ad un dibattito su questo tema e perché non coinvolgere gli amici del Pannunzio dal momento che col Centro sta già prendendo corpo anche una collaborazione sul tema dell’intelligenza artificiale?

Mi sono ricordato di avere scritto due articoli sul ‘68 che vorrei riproporre per dare l’inizio al dibattito. Sono il modestissimo contributo sul campo e nel tempo del sottoscritto e come tali vanno presi; vogliono però dare il la ad un confronto che potrà svolgersi nelle pagine di nel Futuro sperando che non si tratti solo di brevi interventi, ma anche di articoli più approfonditi.

Il primo articolo riguarda l’impreparazione della sinistra italiana a questo fenomeno. Soprattutto per quanto riguarda i Comunisti e pone un interrogativo: Antonio Gramsci fu un cattivo maestro?

E poi, arrivò il 68!

Il secondo articolo è centrato soprattutto sul Sindacato e di come si pose nei confronti del movimento studentesco. Se ci sono ripetizioni rispetto al primo articolo chiedo venia.

Sessantotto considerazioni e ricordi

Apriamo il dibattito …..

 

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:23/01/2018 10:26:31
Ultimo aggiornamento:23/01/2018 10:46:02
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
nel futuro, web magazine di informazione e cultura nel futuro, archivio
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology