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Aggiornato al 19/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Maryna Visagie (Hermanus, Western Cape Province, South Africa - ) - Overpopulation

 

Parlare di sovrappopolazione è un tabù?

di Nazzareno Lasagno

 

Nel 1960, quando frequentavo la scuola media, la popolazione umana sul pianeta terra era di 3 miliardi, oggi è di circa 8 miliardi.

Nell’arco di tempo in cui è vissuta la mia generazione vi è stato un aumento della popolazione senza precedenti nella storia dell’umanità.

La sovrappopolazione, determinata dalla crescita demografica incontrollata, è un tema di cui si parla poco, e spesso viene evitato quasi fosse un tabù. Se non viene affrontato, forse è anche perché si tratta di una questione troppo vasta e complessa in quanto coinvolge molteplici aspetti: economici, ambientali, sociali, politici, etici e religiosi. Aspetti che è impossibile “far quadrare” senza penalizzarne qualcuno. Ad esempio far coesistere economia e ambiente è sempre un compito difficile: tra ambiente pulito e posti di lavoro sovente si sceglie la seconda opzione a scapito della salvaguardia dell’ambiente.

Di fronte alle catastrofi immani a cui stiamo assistendo, incendi che distruggono vaste foreste, ghiacciai che scompaiono, inquinamento, distruzione di interi habitat, si cerca una via d’uscita attraverso il cosiddetto “sviluppo sostenibile” con la produzione di “energie alternative e pulite”, ma al momento è ancora un blando palliativo per sollevarci dall’angoscia di non riuscire a risolvere problemi troppo complessi.

In realtà si svia l’attenzione dal vero nocciolo della questione, ovvero che nessuna specie vivente è mai riuscita a sopravvivere se si riproduce indefinitamente in un ambito di risorse limitate.

Lo ha ben espresso Desmond Morris nei suoi scritti fin dagli anni sessanta, osservando la situazione di numerose specie animali che arrivano ad autodistruggersi quando viene a mancare lo spazio vitale in cui riprodursi:

“Sovrappopolazione è sinonimo di fame e ciascuna specie ha sviluppato una propria forma di controllo demografico che impedisce di raggiungere livelli numerici disastrosi. La più comune è quella per le quali le femmine, in condizioni di sovrappopolamento, cessano di riprodurre.”[1]

La preoccupazione su quale possa essere il futuro in caso di crescita illimitata, l’hanno avuta in molti. Il Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei, commissionò al MIT una ricerca che nel 1972 produsse il celebre Rapporto sui limiti dello sviluppo, noto come Rapporto Meadows. Nel rapporto si ipotizzava che se l'attuale tasso di crescita della popolazione, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse fosse continuato inalterato, i limiti dello sviluppo su questo pianeta si sarebbero raggiunti in un momento imprecisato entro cento anni.

All’epoca qualcuno considerò catastrofista quello studio e alcuni economisti importanti lo contestarono, sostenendo che lo sviluppo tecnologico avrebbe sopperito alla mancanza di risorse.

In realtà non solo quel Rapporto rimane più che mai valido, anzi, a peggiorare la situazione globale si sono aggiunti altri gravi problemi oltre a quelli individuati allora, in particolare il cambiamento climatico, dovuto al surriscaldamento, con le sue nefaste conseguenze.

La specie umana ha continuato a diffondersi come un virus incontrollabile, togliendo alle altre specie animali e vegetali lo spazio per la sopravvivenza. Ha sfruttato dissennatamente le risorse del pianeta e ha inquinato ogni angolo della terra, dalle cime più alte - l’Everest trasformato in una discarica – alle profondità dei mari sui quali galleggiano isole di spazzatura.

È curioso sentir affermare alcuni politici nostrani che oggi manca lo sviluppo perché non si fanno figli! Affermazioni del genere danno la misura della “lungimiranza” di certi statisti che utilizzano argomenti non nuovi, già sostenuti durante il ventennio, quando si dovevano dare figli alla Patria, forse per avere più carne da cannone per la successiva guerra.

La questione demografica è alquanto seria e non si può risolvere con battute o slogan pubblicitari, peraltro la situazione è molto diversa da un paese all’altro.

Alcuni paesi quali li Cina e l’India hanno attuato politiche di contenimento demografico più o meno riuscite. Il caso più noto è quello della Cina che ha rallentato l’incremento della popolazione applicando una legge del 1979 (abolita nel 2015) che proibiva alle donne di avere più di un figlio, mentre l’India nonostante l’attuazione di politiche di sterilizzazione sia degli uomini che delle donne, ma principalmente delle donne, si avvia a superare la Cina, diventando il paese più popoloso del mondo.

Mentre nel mondo occidentale le nascite calano, in Asia e in Africa la natalità continua a crescere vertiginosamente.

Per fare un esempio, in Uganda nel 1962, anno dell’indipendenza, gli abitanti erano sette milioni, oggi sono 43 milioni. Il Presidente Yoweri Museveni una volta ha detto che il suo paese potrebbe sfamare facilmente cento milioni di persone e ha definito il boom demografico “una grande risorsa”, trascurando il fatto che spesso sovrappopolazione e sottosviluppo vanno di pari passo!

Si prevede che nel 2050 nel mondo un abitante su quattro sarà africano, mentre l’Europa subirà una decrescita demografica di 30 milioni rispetto al 2017. Se i governi africani non attueranno adeguate politiche di sviluppo e se l’occidente non darà il suo contributo, non si potrà certo immaginare di porre fine ai flussi migratori. E il rimedio ai problemi del mondo occidentale non può certamente essere l’aumento del proprio tasso di natalità!

La sovrappopolazione può portare la specie umana all’autodistruzione e per citare ancora Morris “un mattino potremmo svegliarci e scoprire che il pianeta è irreversibilmente allo sfacelo”. Ma forse noi preferiamo continuare a dormire beatamente, cullandoci nel sogno di un’eterna crescita.

 

[1] Desmond Morris – Noi e gli animali, Mondadori DeAgostini

 

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Inserito il:01/09/2019 14:58:36
Ultimo aggiornamento:01/09/2019 15:17:11
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