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Aggiornato al 03/06/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Alex Grey (Columbus, Ohio, 1953 - ) - Cannabis

 

I tossicodipendenti d’Italia

di Vincenzo Rampolla

 

Dopo la nottata a vagare sulla pista da ballo, la 19enne Erika Lucchesi avrebbe tracannato molti alcolici e ingollato poi due o quattro pasticche di droga sintetica ecstasy, in gergo molly, maddalena, meglio la bastarda. Un malore fatale l'avrebbe colta poco dopo le 3 del mattino.

A Roma dal palco della manifestazione di quei giorni di ottobre 2019, l’oracolo Matteo Salvini aveva parlato della necessità di combattere il fenomeno.

È di fine anno il via dato dall’Agenzia UE alla pubblicazione dell’European Drug Report 2019 (Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), con dati e statistiche sul consumo di stupefacenti nei 28 Paesi UE oltre a Norvegia e Turchia. Cifre e tabelle mettono a nudo la cruda realtà dei votati all’infermità se non alla patologia o alla morte.

80 pagine di numeri perfettamente incolonnati par nazione, età e droga, numeri che crescono e numeri in discesa, monotona sequenza di lutti annunciati. Che significa per l’Italia essere tra i primi consumatori di cannabis oppure esaltarsi tra quelli con il minor numero di decessi? A chi giova essere giovane e morire di overdose? Chi si arricchisce sulla pelle degli altri? Domande vaghe, senza risposta. Domande di sempre. Domande degli altri. Chi pensa all’educazione al disagio sociale? Chi parla e racconta? Chi mette tutto a tacere?

Nella sezione dedicata all’Italia si legge che, in base alle rilevazioni riferite al 2017 *, un terzo della popolazione italiana (15-64 anni) almeno una volta nella vita ha fatto uso di droga e un decimo ne ha fatto uso nell’ultimo anno. La droga più consumata è la cannabis, con una persona su dieci che ne ha fatto uso almeno una volta nell’ultimo anno.

L’uso di cocaina e di spice o di kokodril (cannabis sintetica) è nettamente inferiore.

 

Cannabis

In Italia circa un terzo della popolazione (32,7 %) compresa nella fascia d’età 15-64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta e si piazza 4ª su 30 Stati, dietro a Francia (44,8 %), Danimarca (38,4 %) e Spagna (35,2 %). La media UE è del 27,4 %.

Un decimo della popolazione (10,2 %) di età compresa tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nell’ultimo anno. Questo dato raddoppia nella popolazione di età compresa tra i 15 e i 34 anni (20,9 %), dato sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa. Dopo un calo tra il 2008 e il 2011, quando la percentuale era scesa al 15 %, questa è salita gradualmente negli anni successivi.

Analizzando il consumo in base all’età, il rapporto parla di una percentuale di persone che ha assunto cannabis nell’ultimo anno pari al 23,7 % nella fascia di età 15-24 anni, al 18,4 % per 25-34 anni, al 9,8 % nella fascia 35-44 anni, al 3,5 % per 45-54 anni e all’1,7 % nei 55-64 anni.

Secondo una pronuncia delle sezioni unite penali della Cassazione emessa il 19.12.2019 non costituirà più reato coltivare in minime quantità la cannabis in casa. Si è deliberato per la prima volta che non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, attività che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all'uso personale del coltivatore.

In sostanza chi coltiva per sé non compie più reato, per cui il bene giuridico della salute pubblica non viene in alcun modo pregiudicato o messo in pericolo dal singolo assuntore di marijuana che decide di coltivarsi qualche piantina.

Il marketing si è scatenato e la società Idroponica è partita all’attacco del mercato con proposte di un kit Silverbox che racchiude soluzioni complete per ogni tecnica di coltivazione: idroponica (coltivazione fuori suolo, terra sostituita da un substrato inerte di argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia), terra e aeroponica (coltivazione in serra con nebulizzazione di acqua): Scegliere uno di questi pacchetti per coltivare in casa significa avere a portata di mano una soluzione pronta in pochi minuti e selezionata tra le migliori alternative sul mercato al prezzo migliore in Italia.

 

Cocaina

La cocaina è stata provata almeno una volta dal 6,9 % della popolazione di 15-64 anni.

Con questo dato l’Italia mantiene la posizione al 4 posto su trenta Stati dietro a Gran Bretagna (10,7%), Spagna (10,3 %) e Irlanda (7,8 %). La media UE è del 5,4 %.

Poco più di un centesimo della popolazione (1,2 %) ha fatto uso di cocaina nell’ultimo anno. La percentuale tra i giovani adulti (15-34 anni)) sale all’1,7 %: il trend è in netta discesa rispetto al 2008, quando il dato era del 3 %.

Per fasce di età, il segmento dove il consumo è maggiore è quello 25-34 anni, con il 2,2 %, seguito da quello 35-44, con l’1,9 %. I più giovani, 15-24 anni, hanno un dato in linea con quello dell’intera popolazione, pari all’1,2 %.

 

Amfetamine

Hanno provato le amfetamine almeno una volta 2,4% delle persone di età nella fascia 15-64 anni. L’Italia si piazza 11ª su trenta Stati. Guidano la classifica la Gran Bretagna (9,9 %), Danimarca (7 %) e Paesi Bassi (5,4 %). La media Ue è del 3,7 %.

L’uso nel 2019 è significativamente più basso: una persona su mille (0,1 %) ha consumato amfetamine negli ultimi dodici mesi. Tra i giovani la percentuale sale a 0,3 %. In particolare il consumo è massimo nella fascia d’età 15-24 anni, con lo 0,4 %, e minimo nelle fasce 35-44 e 55-64 anni, dove viene registrato un consumo praticamente nullo.

 

Mdma (Ecstasy)

In Italia 2,7% è il numero di persone che almeno una volta ha fatto uso di Mdma. Corrisponde al dato più alto nella classifica con in testa il Gran Bretagna (10 %), seguito dai Paesi Bassi (9,4 %) e dall’Irlanda (9,2 %). Il consumo nell’ultimo anno, per la popolazione 15-64 anni, ha coinvolto 4 adulti su mille (0,4 %). La percentuale raddoppia (0,8 %) tra i giovani adulti (15-34 anni). Sia tra i più giovani (15-24 anni), che nella fascia d’età (25-34 anni), la percentuale è 0,8 %. Cala progressivamente con l’avanzare dell’età: 0,3 % (35-44 anni), quindi 0,1 % (45-54 anni) e infine nulla a (55-64 anni).

 

Eroina

I dati relativi all’eroina sono aggregati secondo parametri e criteri diversi rispetto alle altre droghe. Dal rapporto emerge che in Italia ci sono circa 235.000 consumatori di eroina ad alto rischio: più dello 0,5 % della popolazione residente nella fascia di età 15-64 anni.

Il dato ci colloca tra i Paesi UE con le più alte percentuali, insieme a Gran Bretagna, Francia, Irlanda, Portogallo, Austria e Lettonia. L’età dei consumatori di eroina, secondo i dati riferiti alle persone che si rivolgono alle strutture sanitarie, è in costante aumento. Il numero di nuovi consumatori può apparire relativamente basso, ma i nuovi metodi di raccolta e analisi dei dati inducono alla prudenza.

I Paesi britannici, scandinavi e baltici del Nord Europa primeggiano per le percentuali di decessi per droga: (più di 40 morti ogni milione di persone). Nella fascia intermedia (tra le 10 e le 40 vittime ogni milione di abitanti) si registrano Germania e Spagna.

Dall’archivio dati delle Nazioni Unite emerge un’Italia tra i Paesi UE con i più bassi tassi di decessi legati al consumo di droga: inferiore a 10 casi per milione di persone.

I morti di overdose in Italia, in numero assoluto, nel 2017 sono stati 294, pari a 7,8 persone per milione rispetto alla popolazione di riferimento (15-64 anni).

In Gran Bretagna nel 2017 i morti sono stati 3.394, con un tasso di 80,6 decessi per milione di abitanti. In entrambi i Paesi, la prima causa di morte per overdose è legata agli oppioidi.

L’Italia è uno dei Paesi europei dove è maggiore il consumo di cannabis e, in misura ampiamente inferiore, di cocaina. Si ribadisce che un terzo della popolazione di 15-64 anni almeno una volta ha assunto cannabis e 7% ha provato la cocaina.

Le prime stime riferite all’anno 2019 registrano un 10% di persone che ha assunto cannabis e 1% che ha fatto uso di cocaina. Nella fascia di età dei giovani adulti (15-34 anni) le percentuali raddoppiano per la cannabis e aumentano quasi del 50 % per la cocaina.

Per quanto riguarda le droghe sintetiche - anfetamine e Mdma in particolare - il consumo in Italia è allineato con il resto d’Europa.

 

*Il 2017 è l’anno più recente di disponibilità tecnica dei dati, secondo una procedura adottata a livello

mondiale: il Rapporto 2019 contiene i dati relativi ai 24 mesi precedenti, a causa dei tempi di aggregazione

e di controllo trasmessi dalle singole strutture nazionali.

(consultazione: ufficio nazioni unite controllo della droga; relazione europea droga 2019; start magazine; larepubblica )

 

Inserito il:14/02/2020 21:37:32
Ultimo aggiornamento:14/02/2020 21:57:40
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