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Aggiornato al 20/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

 

Italietta

 

di Massimo Biondi

- Fine dei libretti postali al portatore. Sono fuorilegge. Quelli esistenti potranno sopravvivere fino al 2018, ma non è più consentito emetterne di nuovi.

Non c’è dubbio che sia, anche questo, un passettino a favore della tracciabilità, perciò contro tentazioni non limpide. Magari anche contro qualche innocente e previdente nonna che ne faceva regalo ai nipoti. Non sembra ma anche qui ci sono modesti segnali di evoluzione.

- Si sa delle polemiche sui termovalorizzatori. Si sa della sindrome NIMBY – non a casa mia – che affligge l’Italia intera, che si tratti di realizzare un parcheggio, installare un ripetitore, ospitare un migrante o costruire un inceneritore di rifiuti. Quella nuova è l’ostilità verso i depuratori delle acque. Accade in Puglia, verso Manduria, una delle poche realtà della regione senza fogne e impianti di trattamento delle acque.

I motivi per protestare in gruppo se non ci sono si creano. Meno male che la via Appia è stata già completata, senza il disturbo dei comitati più o meno spontanei.

- Pare che al ballottaggio per le elezioni comunali a Genova si ricreino tra i votanti gli schieramenti già in azione al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso: contro Renzi o non contro Renzi.

Il quale Renzi a Genova non si presenta affatto, naturalmente, né si spende gran che per il candidato del centrosinistra, ma pare che l’idea di far perdere il PD renziano, fosse anche in una gara di lancio dei dardi, sia per molti una soddisfazione a prescindere.

Per alcuni trattasi di puro piacere personale (il giovanotto sta comprensibilmente sulle balle a molti), per altri della costituzione di un argomento politico in base al quale poter affermare tramite media che Renzi è la rovina, del partito, della sinistra, dell’Italia, dell’Europa. In qualche caso anche della salute.

- I media dedicano ampio spazio agli esami di maturità (ai miei tempi non se ne parlava quasi) ma si concentrano sulle prove previste per i licei classico e scientifico. Tutti gli altri indirizzi rimangono pressoché ignorati.

L’ordinamento attuale prevede sei indirizzi di liceo, undici di istituti tecnici, sei di istituti professionali. Ciascun indirizzo, naturalmente, con le proprie discipline caratterizzanti. Niente: classico e scientifico. Che poi sono in parte fabbriche di disoccupati, anche se i maturati verranno catalogati, post eventuale laurea, come talenti. Meglio, a scopo polemico, se in fuga da uno Stato inadeguato.

Lasciar percepire come di basso livello l’educazione tecnica, artistica e professionale è un problema “nella misura in cui” (come si diceva una volta soprattutto tra sinistrorsi) indirizza le scelte dei giovani lontano da una formazione che primeggia per opportunità di lavoro immediate anche in Paesi non proprio di retroguardia come la Germania e gli Stati Uniti.

Il problema forse è che i giornalisti si trovano maggiormente a loro agio nel commentare un tema su Seneca di una prova riguardante l’economia agraria.

Hai voglia a riformare (Gelmini, Fioroni, Moratti); se non riformi le teste è inutile riformare le leggi.

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Inserito il:24/06/2017 09:44:25
Ultimo aggiornamento:24/06/2017 10:50:46
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