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Aggiornato al 21/04/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Umberta Ruffini (1974 – Milzano di Brescia) – Cavallo arabo con ibiscus

Il matrimonio tra 100.000 anni.

 

PREFAZIONE

Da tempo meditavo di scrivere il seguito di un mio primo libro (Gli Errori dell’Universo) che trattasse l’evoluzione della nostra civiltà nei prossimi (diciamo) 100.000 anni. In modalità semi-scherzosa.

Il libro non l’ho ancora scritto, ma i recenti fatti parlamentari in merito alle “unioni di omosessuali” mi hanno portato a scrivere questo breve racconto. Che potrebbe essere tratto da questo libro in fieri.

Non ha velleità assolutamente socio-religioso-politiche o di giudizio di merito della nostra realtà attuale, ma cerca di proiettare il futuro in maniera “probabile” e, ovviamente, discutibile.

 

IL MATRIMONIO FRA 100.000 ANNI

“Cittadino Ak Desiente, vuole per favore rispondere alla mia domanda? Lei ha richiesto in passato, e richiede ora, di essere autorizzato a congiungersi in matrimonio con una persona del Secondo Regno; ma sa per certo che alle persone del Secondo Regno non è permesso stipulare matrimoni con persone del Primo Regno; se non in casi eccezionali. Vuole confermare la sua istanza, anche se in precedenza è stata rigettata ?”

Ak si era svegliato dolcemente, come al solito, quella mattina; anche se non aveva dormito molto bene.

Con il gesto consueto aveva reso le finestre della stanza trasparenti, al terzo tentativo: ci aveva provato prima due volte, senza successo; il sistema non funzionava bene.

Una luce morbida aveva invaso immediatamente la stanza; i due soli della stella doppia Cygni, che si vedevano all’orizzonte, emanavano raggi caldi e rassicuranti.

Si era alzato dal giaciglio gravitazionale dando uno sguardo alla moglie Esroh ancora addormentata e accoccolata; la sua lunga chioma nera inondava quasi completamente il letto. Ak sorrise, anche se la giornata che lo aspettava sarebbe stata impegnativa ed imprevedibile.

Dopo la rigenerazione molecolare mattutina diede un’occhiata alla stanza dei figli e poi si diresse in quella della fidanzata.

Lei lo stava aspettando, come ogni mattina, accanto alla finestra che,  Ak sapeva, era stata resa trasparente già da almeno un paio d’ore; Rose amava il sole, enormemente. Le menti si toccarono, fuggevolmente, ma profondamente. La fidanzata inviò un flusso mentale di amore profondo e di attesa.

Di attesa soprattutto per il risultato dell’incontro che Ak avrebbe avuto quella mattina.

Ak aveva deciso di andare al Tribunale con una vela magnetica, invece che col teletrasporto: avrebbe avuto più tempo per ordinare i pensieri. Era uscito in strada, salendo su una vela di passaggio, aveva smanettato su alcuni comandi per portare la guida in modalità “sport” e, mentalmente, l’aveva librata nel cielo. La brezza mattutina era sufficiente a far volare il mezzo di trasporto alla velocità giusta per portarlo in tempo al Tribunale. Dovette però cazzare la vela maggiore al massimo, perché il vento era contrario; e sperò caldamente che i tensori di vela reggessero.

L’attesa era stata breve, il Segretario lo aveva condotto immediatamente in aula,  davanti ai Tre Giudici. E aveva introdotto la sessione, informandolo che si sarebbe svolta in maniera vocale e non telepatica (nella Pubblica amministrazione era sempre stato difficile far accettare l’innovazione).

Aveva preso quindi la parola il Giudice Sociale, cui per prassi spettava iniziare il dibattito.

“Vuole rispondere per favore alla domanda ?”

Ak ebbe un sussulto; la notte quasi insonne non aiutava la chiarezza delle idee, e, peggio, aumentava la sua irritabilità.

“Cittadino Desiente, ripeto, come sicuramente sa, questo tipo di matrimonio è  ancora considerato “innaturale” (il giudice sottolineò con enfasi la parola e guardò Ak negli occhi) in quanto i figli non vengono generati da funzioni e organi sessuali, ma da semplice trapianto di Acidi Nucleici.  Il timore fondamentale del giudice è che la prole possa, nel tempo, risentire della mancanza di un vero “padre” e di una vera “madre”; cosa arguisce in merito ?

“Vostro Onore - esordì AK ad alta voce - Il sesso nell'educazione dei figli non c'entra assolutamente niente. Il figlio cresce bene se è amato, curato ed educato; indipendentemente dal sesso di chi lo ha generato, o no ? La mia fidanzata ed io, non solo amiamo noi stessi reciprocamente, ma siamo sicuri di poter donare grande amore e attenzione alla prole che genereremo. Più di 100.000 anni fa, forse 200.000, si pensava che unioni dello stesso sesso fossero “innaturali”, anche se appartenevano allo stesso regno. Il vivere sociale ha dimostrato che ciò non è vero. Quindi è la nostra legislazione su Cygni, che è arretrata in merito e deve essere cambiata. Ad esempio, nella Galassia di Andromeda, e di Berenice, tali unioni sono accettate. Deve essere quindi trovata una forma istituzionalmente definita per riconoscere le unioni tra persone di Regni diversi. Altrimenti sarebbe razzismo e inciviltà”. Ritengo fermamente che la legislazione sia manchevole, e la mia istanza completamente appropriata !

“Cittadino Desiente, mentre la invito a mantenere un tono più rispettoso verso i giudici, le comunico che il mio parere personale è negativo. Anche in virtù del fatto che lei, avendo già stipulato un matrimonio con una persona “anomala” appartenente al Primo Regno, non riuscirebbe a garantire in toto la giusta educazione ai futuri figli. Infatti la cosa più importante da considerare è che la nuova prole, molto probabilmente, mal si adatterebbe a convivere con la prole generata dal primo matrimonio; ciò per la diversità dei genitori che li hanno generati. Ovviamente starà anche agli altri giudici pronunciarsi”.

Ak non riuscì a trattenersi: “  “persona anomala” dice? Della mia attuale moglie? In virtù di cosa, di grazia? Per millenni alcune persone del Primo Regno sono state considerate “anomale”; e per questo le abbiamo schiavizzate, uccise per divertimento, le abbiamo fatte lavorare per noi e, nel migliore dei casi, usate come giocattoli. Semplicemente perché il loro grado evolutivo era leggermente arretrato rispetto ai “normali”. Ma ora, da almeno cinquantamila anni, non è più così: non c’è più differenza tra “normali” e “anomali”. Anzi, quelli che lei continua a definire “anomali” non solo posseggono doti fisiche superiori a quelle dei “normali”, ma sono anche più socialmente etiche: non fanno guerre, non uccidono e amano la persona con cui si legano per la vita, ossia per sempre, e in maniera disinteressata. E chiama queste persone “anomale”? Con quale coraggio? Siamo noi ad essere anomali, non loro !”

Il Giudice Sociale non nascose la sua stizza; e sicuramente avrebbe reagito malamente, se il Segretario non fosse intervenuto. “Venga data la parola al Giudice Tecnico”, dichiarò diplomaticamente il Segretario.

Il Giudice Tecnico aveva la faccia simpatica, e ancora più simpatiche furono le sue parole:

“Debbo subito comunicare ai miei colleghi il mio parere positivo all’istanza. Dopo aver letto il dossier del cittadino Desiente, infatti, desidero ricordare ai colleghi che la fattispecie di matrimonio in esame, pur essendo ampiamente ammessa in alcune galassie, non ha ancora contribuito, a mio parere, in maniera completa, alla nostra conoscenza dei lati tecnico-scientifici di questa unione. La compatibilità genetica, è risaputo, tra i due Regni è ormai completa al 100% a livello di Acidi Ribonucleici, ma non conosciamo ancora appieno le affinità telepatiche ed emotive. Sappiamo che i riscontri, ad oggi, e dopo una esperienza di circa tre millenni, sono estremamente positivi: le unioni di questo tipo hanno migliorato le capacità mentali sia della persona del Primo Regno che di quella del Secondo. E la scienza vuole capire meglio, vuole andare più a fondo di questo apparentemente profondo miglioramento evolutivo. Sicuramente le persone del Secondo Regno hanno dimostrato capacità mentali elevatissime, che hanno portato a farci trascurare il fatto che le loro doti vocali sono praticamente nulle. Cosa di cui non ci preoccupiamo più molto in quanto le comunicazioni vocali stanno ormai quasi scomparendo (il “quasi” ovviamente riguardava la Pubblica Amministrazione). Confermo quindi il mio parere positivo”.

Ak fu lieto di questo parere, anche se era consapevole che, dovendo ora pronunciarsi il Giudice Etico, le possibilità di vittoria erano poche: la parte etica era considerata quella più delicata e dibattuta sul tema. Con risultati quasi sempre negativi. Non fu quindi molto sorpreso dall’incipit del Giudice Etico.

“Le parole del collega Giudice Tecnico – esordì questi -  lungi dal confortarmi in una decisione positiva, in qualche modo me ne dovrebbero allontanare. Dovremmo accettare, infatti, questo tipo di unioni, per fare esperimenti? Con quali rischi per la prole? In realtà al momento non è dato sapere.

Però il discorso è più complesso – aggiunse -: il fatto che l’obbiettivo primario di questi Processi di Matrimoni sia di garantire soprattutto alla prole una crescita armoniosa e positiva significa, in ultima analisi, che giustamente ci preoccupiamo che la nostra Specie si evolva in maniera continua, attraverso miglioramenti non solo sociali, ma soprattutto etici. Dove l’Etica venga considerata la base imprescindibile del vivere sociale, attraverso l’amore, il rispetto, la cura delle persone.

Ebbene, come già il collega Tecnico ha fatto notare, è risaputo che le persone del Secondo Regno sono positive; portate alla creatività, alla cura della bellezza, al rispetto e all’amore delle altre persone. E’ vero: la loro indole è diversa da quella delle persone del Primo Regno: ma sono meno aggressive, meno asociali, meno portate agli intrighi politici.  E sicuramente curano la prole e non la abbandonano.  E questa diversità non può quindi che complementare nel meglio l’indole delle persone del Primo Regno; migliorandole con l’unione, e generando figli che si auspica addirittura possano recepire al massimo le caratteristiche psichiche ed emozionali del genitore di Secondo Regno. Il mio parere è quindi positivo”.

Ak decise di tornare a casa col teletrasporto, per comunicare la notizia alla famiglia; alla moglie, alla fidanzata. Già prima della ricomposizione molecolare le loro tre menti erano entrate in contatto; ma la distanza era ancora troppa per una trasmissione completa della buona notizia (tra l’altro i ripetitori della zona non avevano una buona copertura…).

La moglie Esroh lo attendeva sulla soglia; chioma al vento. Le loro teste si toccarono, e, immediatamente, un flusso di informazioni e di gioia penetrò profondamente entrambi i corpi. La felicità rese il manto della moglie ancora più lucido. Andarono assieme nella stanza della fidanzata Rose; Ak le sfiorò i petali con le dita e la baciò; poi le aggiustò il vaso in direzione della stella doppia. Il flusso di emozioni era enorme e quasi irresistibile. Esroh nitrì di gioia.

 

POST-FAZIONE

Per dare un barlume di verosimiglianza a quanto scritto ricordo due cose: 1. Che il DNA dell’Uomo è compatibile con quello degli animali al 97%, e con quello delle piante al 50%. 2. Che la Morale non dipende solo dal luogo, ma soprattutto dal Tempo.

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Inserito il:05/02/2016 12:09:55
Ultimo aggiornamento:22/02/2016 12:35:22
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