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Aggiornato al 26/04/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Giordano Aita (Contemporaneo - Brescia) - Alice’s white rabbit

 

La risonanza come soluzione alla società liquida

di Giovanna Casertano

 

Bianconiglio: Uh, poffare poffarissimo! È tardi! È tardi! È tardi!
 Alice: Questo sì che è buffo. Perché mai dovrebbe essere tardi per un coniglio? Mi scusi? Signore!
 Bianconiglio: Macché! Macché! Non aspettano che me! In ritardo sono già! Non mi posso trattenere! 
Alice: Dev'essere qualcosa di importante. Forse un ricevimento. Signor Bianconiglio! Aspetti!
 Bianconiglio: Oh, no, no, no, no, no, no! È tardi! È tardi, sai? Io sono già in mezzo ai guai! Neppure posso dirti "ciao". Ho fretta! Ho fretta, sai?

Il Coniglio Bianco ne “Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie” è l'unico personaggio del racconto nel Paese delle Meraviglie, luogo in cui ognuno percepisce il tempo secondo la forma che decide di dargli, che si trova ad essere perennemente in ritardo: vive una vita frenetica, sempre costretto a correre e a soffrire per inseguire il tempo, che sempre lo precede e mai  è raggiunto.

Secondo il sociologo e filosofo Hartmut Rosa, autore del libro “Accelerazione e alienazione” l'enorme crescita produttiva, resa possibile dal capitalismo e da un lungo processo di modernizzazione degli ultimi secoli, ha consentito, in linea di massima, il superamento di povertà e ristrettezza, ma l'esigenza di mantenere l'attuale  società strutturalmente intatta,  attraverso una  stabilizzazione dinamica, che permetta di raggiungere sempre nuovi obiettivi e mantenere posizioni conquistate, necessita di una sistematica  crescita economica, una costante accelerazione sociale e culturale, innovazione tecnologica e mobilitazione politica.

Il tentativo di seguire la logica della stabilizzazione dinamica che prevale maggiormente nella sfera economica, ma è presente anche nei campi della conoscenza, dell'arte, della politica e nella sfera dell’autorealizzazione personale, richiede processi decisionali e comportamentali rapidi, accelerati: nuove norme temporali si impongono tacitamente e quasi come una nuova forma di governo totalitario, pervadono ogni aspetto della vita di ognuno.

Anziché progredire, i soggetti moderni hanno la sensazione di dover correre sempre più veloce solo per mantenersi al passo. Le basi “solide” della società moderna, regolata una volta da prescrizioni etiche, religiose, o politiche, su cui si poteva discutere o opporre resistenze, sono state sostituite da una sorta di liquidità in cui tutto si disssolve: nella attuale società liquida, in cui per Bauman manca ogni punto di riferimento, prevalgono quelle che Bertman ha definito 'cultura dell’adesso‘ e ‘cultura della fretta’.

“Qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche parte devi correre almeno il doppio”  (Bianconiglio).

E' in crisi il concetto di comunità-identità: la crescita, l’accelerazione e l’innovazione non appaiono più come scopi motivanti, ma come causa di destabilizzazione dinamica e forme patologiche di desincronizzazione: depressione o burnout, ma soprattutto senso di alienazione, sono l'inevitabile conseguenza dell'affievolimento della speranza di realizzazione di crescita economica, sociale e personale.

Per Hartmut Rosa “la soluzione non è una semplice riforma economica o istituzionale … perché la qualità della vita dipende, in ultima istanza, dalla qualità delle relazioni tra l’io e il mondo: da come l’io e il mondo (inteso come l’insieme dei mondi soggettivo, oggettivo e sociale) si relazionano, sul modo in cui l’io affronta il mondo e ne fa esperienza Ciò significa che i modi di vita possono essere misurati in termini della loro “risonabilità”.  

La risonanza sarebbe, perciò, la reale soluzione che permetterebbe di ritrovare quel legame vibrante tra noi e il mondo quando non lo attraversiamo correndo; una forma di interazione con un altro essere umano, un'idea, un evento che riescono a farci vibrare e a muoverci secondo una “vita buona”. Non è uno stato emozionale dunque, ma una modalità di esistere già presente in noi fin da piccoli e che andrebbe quindi riscoperta nella realtà circostante attraverso <<assi di risonanza>> stabili, come l'amore, la famiglia, la natura, la cultura, per instaurare gratificanti relazioni interpersonali e portatrici di equilibrio psico-emotivo e per  riappropriarci del nostro tempo.

Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe, chiaro?” (Alice)

 

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Inserito il:17/01/2017 16:06:34
Ultimo aggiornamento:17/01/2017 16:32:11
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