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Aggiornato al 21/06/2018
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Sidney Harris (Cartoonist – New York) – Entropy

Guardando il 2015: c’è una via d’uscita per il futuro?

L’amico Gianni mi ha chiesto di scrivere qualche riflessione sul 2015. Con paura e speranza che si alternano; e con le disuguaglianze che stanno provocando enormi sconquassi.

E io mi accingo a farlo, ben sapendo che il compito non è facile, perché già sapete tutto.

Non vi aspettate, però, che vi faccia un elenco dei disastri avvenuti nel 2015; ne troverete in abbondanza, sotto capodanno, nei giornali e in TV.  

Non vi aspettate, dunque, che vi parli delle alluvioni esagerate scatenatesi dalla Sicilia, Calabria, alla Costa Azzurra, al Centro e al Nord Europa, agli USA, alla Cina. Non aspettatevi che vi parli del riscaldamento del pianeta, (come sicuramente sapete il pianeta sta accumulando energia ad un ritmo di 190.260 gigawatt annui. Immaginiamo 190.000 impianti di energia nucleare che smaltiscano la loro produzione di energia direttamente nei nostri oceani…).

Non aspettatevi che vi parli di terremoti (anche se il numero di terremoti, in effetti, è enormemente cresciuto, ad esempio, negli USA; ma sembra che il fenomeno sia dovuto al pompaggio nel terreno delle acque reflue utilizzate per l’estrazione di petrolio e gas).

Non aspettatevi che vi parli di sbarchi di migranti. Di quelle 150.000 persone che sono sbarcate nell’anno sulle nostre coste e dei 70.000 di cui si sono perse le tracce. E dei muri che sono stati eretti in Europa. E dei morti che si è preso il mare.

E non vi parlerò neanche di criminalità (terrorismo, ISIS, omicidi di massa effettuati da pazzi, femminicidi, black-block, aggressioni con acido, corruzione dilagante, Mafia Capitale, truffe ai danni dello Stato, sentenze discutibili, ecc. ).

Né vi parlerò degli “squilibri” della nostra politica. Di Marino (se n’è andato ma forse torna), di Berlusconi (non c’è, ma dice che torna), di Salvini (che vorrebbe esserci di più), di Grillo (fa finta di non esserci), di Mattarella (ma c’è ?), Di Bersani, D’Alema & C. (credono di esserci), di Renzi (c’è sempre dappertutto), e via dicendo.

Non aspettatevi poi che vi parli di disastri economici quali quelli della Grecia, della Cina, della Volkswagen e del nostro PIL che non cresce abbastanza. E degli aerei di linea scomparsi o abbattuti o guidati deliberatamente contro una montagna. Oppure di “Vatileaks”.

No, non aspettatevi che vi elenchi disastri, e magari anche le cose belle avvenute nel 2015 (Expo? Il Quantitative Easing di Draghi? La Pennetta che vince gli US Open ?…Non me ne vengono in mente altre…). No, di queste informazioni ne avete già abbastanza e molte altre ve ne diranno sotto Capodanno.

No, come promesso a Gianni, voglio solo fare qualche riflessione sul futuro.

Innanzitutto parlo agli inguaribili ottimisti : rassegnatevi ! Di disastri ve ne saranno sempre di più, e questo è ineluttabile. Lo dice l’Entropia. Quella legge fisica che dice che l’Universo intero va verso uno stato sempre maggiore, di disordine, di confusione. E questo è ineluttabile per tutti i sistemi fisici, compresi quelli viventi. Anche quelli socio-politico-culturali che sono associati ai sistemi viventi; all’Uomo.

(Mi permetto di ricordarvi che l’Entropia è una “legge”, non una teoria come quella della Relatività; e quindi difficilmente confutabile.)

E questo perché la nostra società può essere concepita benissimo come un sistema minato da una dissipazione energetica che rende vano ogni sforzo teso all’equilibrio del tutto. I sistemi fisici (compresi quelli sociali), pertanto, non possono raggiungere l’equilibrio; ma sono condannati ad un disordine crescente.

In parole povere: più diventiamo complessi (e siamo già molto complessi), più generiamo disordine.

Non meravigliamoci che sia così; perché questo essere è parte del nostro cammino verso una Evoluzione che ci ha visto evolvere, come tutti sappiamo, attraverso guerre e malattie (che creano disordine). Così è sempre stato, e, molto probabilmente, sempre sarà.

Non c’è via d’uscita?

Forse c’è. Forse possiamo rallentare il processo, e magari dirigerlo più a nostro vantaggio. Ma dobbiamo lavorare parecchio.

Le storie romantiche ci insegnano che l’eroe vince sempre e che il bene trionfa sempre. Nella realtà succede però che l’eroe non sempre vinca e che il bene non sempre trionfi.

Guardando a breve termine vediamo la cattiveria che vince su tutti noi. Vediamo che i cattivi stanno vincendo dappertutto, stanno senza ritegno ammassando denaro, tagliano la gola ai propri fratelli, ricevono l’appoggio dei tribunali e riescono a governare gli uomini.

La verità della cosa è che la cattiveria prima o poi perderà in una maniera completamente diversa da quella che il cattivo si aspetta; e questa è una cosa certa che avverrà così come è certo che il sole sorgerà al mattino e tramonterà alla sera (cit.). E’ possibile questo ?

SI, MA A PATTO CHE CI SIA EDUCAZIONE E CONOSCENZA.


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Diceva bene Socrate: “il male è ignoranza; il bene è conoscenza”. Il nostro essere nasce dalla nostra eredità biologica, e dalla nostra storia personale. L’insieme di queste informazioni costituisce quel patrimonio di cosiddetti valori, cioè di principii di comportamento, che comunemente chiamiamo coscienza morale.

E l’informazione può combattere e anche rallentare il processo antropico; perché la Vita è sede di un finalismo intrinseco alla Natura, in cui l’Informazione gioca un ruolo decisivo. Regolando processi di coordinamento e di direzionalità, che combattono il Disordine; soprattutto quello morale.

C’è chi ha più informazioni e chi ne ha meno. Chi di conoscenze ne possiede di più è più portato a fare il bene; chi ne ha di meno è portato a fare il male, ritenendo che il male sia il bene.

E’ pur vero che “la pena” data dalle prigioni di stato o dall’Inferno religioso è sempre stata un forte deterrente per chi vorrebbe compiere il male; ma l’evoluzione delle società attraverso i secoli ha visto un continuo processo di diminuzione del male e di aumento del non-male, soprattutto per merito dell’educazione.

Perché è solo con l’educazione che si possono evitare gli orrori di chi fa male credendo di fare del bene; magari in nome di un Dio (e in questo caso la paura delle pene ha poco effetto). Nei primi secoli del millennio scorso di questa educazione al “bene” hanno avuto il merito le Chiese;  poi però il grande merito è andato all’evoluzione sociale, con la diffusione dell’istruzione, che un tempo era solo appannaggio dei ricchi.

L’istruzione è quindi e sicuramente lo strumento primario per quell’aumento di conoscenze che permette di compiere il bene (e di trarne soddisfazione): l’istruzione scolastica, principalmente, col richiamo ai doveri di una civile convivenza; ma anche l’istruzione religiosa; quando insegna fratellanza, carità, amore per il prossimo; e poi l’istruzione che può venire dalle letture e dai grandi mezzi della comunicazione sociale (stampa e tv). Ma, attenzione; non deve essere solo educazione nozionistica: soprattutto la scuola primaria si dovrebbe anche preoccupare di formare i ragazzi, i giovani, al bene. Ai principi morali. Secondo voi lo fa?

E poi questa istruzione deve anche venire da ognuno di noi.

Chi di noi è madre, padre, insegnante, amico, capo d’azienda o manager ha questo compito e responsabilità: insegnare. Insegnare l’onestà, il rispetto della persona e delle sue idee, della vita. Insegnare l’accettazione delle disuguaglianze; insegnare l’osservanza delle regole (anche  pagare le tasse !), insegnare ad aborrire i clientelismi, il nepotismo, le raccomandazioni. Insegnando anche e soprattutto con l’esempio.

Come possiamo pensare che possano esistere politici onesti se i loro genitori sono stati disonesti? E se sono stati istruiti a pensare che il mondo è dei furbi e dei truffatori ? E che lo Stato è “cosa di nessuno” e non “cosa pubblica”?

L’educazione alla conoscenza, quindi, ci può, quasi sicuramente, portare verso un mondo dove il bene aumenti in continuazione. E questo non è in contrasto con i concetti di Entropia di cui sopra: l’entropia può benissimo aumentare assieme all “aumento del bene”. Avere un “bene” dilagante in maniera disordinata e non organizzata non credo che dispiaccia ad alcuno.

Senza educazione e istruzione, invece, si va verso il disastro: disastro sociale, politico, economico. E anche ambientale.

Quindi, cari amici, una via d’uscita c’è!

Achille De Tommaso

P.S:  Nostradamus, facendo, però,  le previsioni per il 2015, cinque secoli fa, scriveva:

La grande guerra inizierà in Francia, e poi tutta l’Europa sarà colpita;  lunga e terribile essa sarà per tutti….poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere“. 

Ma si sa che quelle di Nostradamus sono solo fantasie….emoticon-strizzocchio.JPG

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Inserito il:29/11/2015 11:42:10
Ultimo aggiornamento:21/12/2015 11:18:29
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