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Aggiornato al 22/07/2017

Janusz Jarosiewicz Polish artist- The Entrance Gate of the Auschwitz Camp

 

Per non dimenticare mai

di Davide Torrielli

 

Riparto costante dal mio articolo sulla gita di classe ed il suo indiscutibile ed innegabile valore educativo che scrissi qualche mese fa e che sollevò tanta indignazione da educatori un po’ smemorati, certo che in un modo od in un altro, il sommovimento abbia lasciato traccia ed un interrogativo negli indignati senza ragione.

Per la festa del 25 Aprile ho pensato di investire tempo e denaro per una utilissima gita di famiglia, non allo stadio, non a Rimini, non a Gardaland dove siamo stati tante volte e neanche sui laghi; ho invece pensato, insieme a dei nostri lungimiranti amici e con la loro bella famiglia, di farci un po’ di male e celebrare la liberazione entrando nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau facendo base nella splendida città di Cracovia che consiglio a tutti di visitare.

Mamma Mia!

Avendo avuto modo di subire senza parole quello che ho visto ed  una ottima capacità di immaginazione, mentre giravo senza parole, a bocca semiaperta al solo suono dei passi e della severa e secca spiegazione della guida, mi domandavo, nei pochi momenti di reale lucidità, il motivo secondo il quale non si prevede come obbligatoria la visita di un posto del genere dovunque sia, considerato che i naziwurstel avevano avuto una scientifica ricerca della migliore dislocazione geografica di questi orribili posti: quindi, perché non sfruttare tanta dedizione nefasta per allargare quanto più possibile la conoscenza di posti del genere da parte dei più piccoli?

Proprio non lo so!

Nelle famiglie e nello stato stesso si sprecano tanti e tanti soldi in modo poco accorto che neanche la motivazione del costo tiene ad un diniego nel prevedere una cosa del genere.

Ho notato gli sguardi dei miei ed altrui figli mentre visitavamo questi posti e posso assicurare che la visita è stata tanto, tanto utile, se non altro nel far apprezzare loro il pane caldo e fragrante della libertà che loro mangiano tutti i giorni e che milioni di vittime hanno contribuito a regalarci.

Sono cose che non si possono leggere e farsi raccontare: occorre necessariamente vederle e respirarle per apprezzarne la devastante realtà e immensa cattiveria che di umano non ha nulla se non richiamando un intervento satanico.

La visita lascia dentro delle vibrazioni a diapason che stentano s dissolversi, altro che l’apologia del nazismo e del fascismo da parte di brufolosi ignoranti.

Magari leggendo queste considerazioni, qualche illuminato serio educatore potrebbe pensare che sia una ottima idea e provarci.

Questa sì che sarebbe una gita di classe con i fiocchi, alla fine non si chiede che di avere l’attenzione dei ragazzi per quattro ore e poi, si torna alla nostra vita, ma con una diversa consapevolezza e visione delle cose, ve lo assicuro.

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Inserito il:09/05/2017 15:23:38
Ultimo aggiornamento:09/05/2017 16:52:06
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