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Aggiornato al 26/04/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
Sofonisba-Anguissola-Ritratto-famiglia.JPG
Sofonisba Anguissola (1532-1625) – Ritratto di famiglia


L’età (digitale) di mezzo.

Io ho notato più volte che quelli che frenano sul digitale sono nell'età di mezzo, così da non essere di esempio per bambini e anziani.

Non tutti sono d’accordo, del resto la mia è una intuizione, o forse solo una chiacchiera da bar che lancio sulla piazza digitale, senza alcuna base scientifica.

L'età di mezzo quali età comprenderebbe? Diciamo chi ha figli e non è ancora nonno. Perfetto io non ho figli, qualcuno potrebbe dire, sono giovane in eterno, quindi. Può darsi.

Il discorso è certamente più complesso. Conosco persone con figli, che anche grazie allo stimolo dei figli stessi, sul digitale fanno da stimolo verso gli anziani (il caso mio nei confronti della mamma di mia moglie). Ne conosco altre, con figli, che invece tendono a frenare, pensando (o non pensando) che saranno i figli a trainare tutti, domani. Conosco persone senza figli, che sono eterni giovani, e trainano verso il digitale. Ne conosco altre, senza figli, che invece frenano. Poi magari non è esatta nemmeno l'equazione digitale = giovane. Di certo credo che una propensione al digitale sia almeno segno di volontà di cambiamento in meglio.

Da qui credo si possa discutere, partendo da dati reali:

http://www.istat.it/it/archivio/143073

http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_USOINTPC

Ciascuno può elaborare le sue teorie ed intuizioni, eventualmente partendo da questi dati e da altri.

Premetto però che anche leggendo i dati non credo sia facile per nessuno formulare teorie intuitive o meno. Nella mia forte tuttologia vorrei solo dire alcune cose.
La prima: il fatto di essere un informatico di vecchia data mi ha aiutato credo a mantenere gli stimoli al cambiamento. Non so come sarei se avessi sempre fatto un altro mestiere.
Magari sarei portato, come tanti purtroppo, al rifiuto del cambiamento digitale. Finché possiamo, come genitori, facciamo da esempio e da traino verso i nostri figli, i quali imparano da noi e poi, ad un certo punto, ci superano.
In questo momento vi possono essere almeno due possibili reazioni: ci lasciamo superare sino a fermarci, oppure proviamo a raggiungerli, a stare al passo.
Io cerco sempre di stare al passo, non sapendo però se questo dipenda dall'essere informatico, oppure semplicemente dall'indole.
Sta di fatto che cerco di stare al passo, e credetemi: quando vedo il blog di una mia figlia, la quale ritiene di non essere portata per il digitale, denso di spunti interessanti per me che dovrei essere portato, un po’ vengo preso dallo sconforto (in senso positivo), ma un attimo dopo riprendo a correre. Anzi a volte credo di andare a rimorchio.
E finisco per domandarmi: posso essere di stimolo io, che sono "nell'età di mezzo", ovvero potrei essere da traino a chi più anziano di me, come la nonna delle mie figlie ad esempio? Noto anche una cosa: gli stessi figli che cerchiamo di seguire al passo, o forse sono loro a rimorchiarci, sono loro stessi che nei confronti dei nonni sanno tirarseli dietro anche nel digitale. Hanno molta più volontà e pazienza, la nonna impara molto di più dalle nipoti, nel mio caso familiare.

Pongo però una questione al mondo: come e cosa possiamo fare affinché l'era digitale si porti tutti appresso, e non venga gestita come sempre all'italiana con la sola cooperazione generazionale, un po' come il welfare? In quest'ultimo caso la questione è al rovescio: sono i nonni che trainano tutti, dando un'aiutino a quelli di mezzo nell'accompagnare i loro figli precari.

Una risposta sta emergendo ultimamente: la necessità di un nuovo maestro Manzi in versione 2.0.

Di questi giorni è la notizia di un accordo in Rai per promuovere programmi di alfabetizzazione digitale, come avvenne anni fa per l’alfabetizzazione del dopoguerra italiano, per merito del maestro Manzi e del suo programma televisivo “Non è mai troppo tardi”.

Il tutto spinto a gran voce ed azioni dei Digital Champions guidati da Riccardo Luna, e da tutti gli enti come AgID e ANCI che collaboreranno alla trasformazione parallela della pubblica amministrazione, base portante per una nuova società italiana.

Sarà una rivoluzione sociale, di questo l'Italia ha molto bisogno, il digitale forse ci farà cambiare testa, avviando il volano del cambiamento su tutto ciò che gira intorno al digitale, cioè tutto.

E non spaventiamoci, non sarà come Matrix!

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Inserito il:22/12/2014 12:19:34
Ultimo aggiornamento:04/01/2015 18:46:59
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