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Aggiornato al 14/10/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Marilena Nardi (Chiampo, Vicenza - 1966) -  Allegoria - Coraggio Italia

 

Italiani, brava gente!

di Gianni Di Quattro

 

Una frase fatta su una presunta inclinazione della popolazione italiana, smentita clamorosamente dalla storia come ha anche dimostrato un libro del 2005 di Angelo Del Boca che focalizza tanti comportamenti criminali tenuti dagli italiani in tante circostanze in tante parti del mondo.

Se ci si pensa bene, il nostro paese è quello dove è nata la mafia, che poi ha prodotto altre strutture similari sul territorio, in certi casi più violente dello stesso originale come la camorra o la ndrangheta ad esempio, ma che ha fatto scuola per tantissime strutture criminali nate e sviluppatesi nel mondo sotto ogni latitudine (dall’America alla Russia, dalla Cina al Giappone).

È il paese dove l’egoismo sociale che spesso diventa vero e proprio odio e che è la base del razzismo che da sempre esiste contro i meridionali, contro gli immigrati, contro chiunque rischia di rappresentare un competitore con il quale confrontarsi. Perché il nostro è un paese fatto di privilegi che si sono piano piano calati su molti strati della popolazione come conseguenza di una politica dissennata dei partiti che hanno gestito il potere politico e sociale dalla seconda guerra mondiale in poi sotto forma consociativa, di fatto (prima) o aperta (dopo), e che hanno solo garantito una libertà formale dentro una gabbia articolata e ferrea (regole, burocrazia, strutture) nella quale muoversi.

Un paese che ama i monopoli, strutturato socialmente con una serie di corpi intermedi che gestiscono consenso e orientamento e condizionano in pratica la popolazione (e lo fanno per interesse gli uni contro gli altri, mai insieme). Un paese dove non esiste una stampa libera perché o facente parte di gruppi di interesse e strutture partitiche e ideologiche o comunque schierata, quindi una stampa che non veicola la verità di ciò che accade e che influenza la popolazione in accordo con gruppi di interesse.

Un paese che ha da tempo abbandonato il culto della bellezza di secoli fa, che non è riuscita a sviluppare un turismo importante malgrado un territorio oggi devastato ma bellissimo all’origine per mancanza di correttezza e di gentilezza nei confronti di qualsiasi visitatore, che ha un livello culturale più basso dei più importanti paesi del continente europeo, che è stato diviso da ideologie e religioni in modo fanatico.

Italiani, brava gente! Una popolazione che dimostra generosità quando si verificano disgrazie naturali provocate o influenzate o comunque amplificate quasi sempre da disattenzione umana pensando di riscattare la volgarità, il disinteresse sociale e umano in cui è immersa, quasi come un cattolico che pratica la confessione (la più grande invenzione di marketing nella storia del mondo) per pulirsi dei propri peccati e ritornare a farli (sotto l’occhio vigile e ammiccante della struttura ecclesiastica).

Italiani brava gente! Un paese che non ha mai fatto una rivoluzione, che ha subito dittature sconsiderate e distruttive, che si fa spesso prendere prigioniero da ciarlatani che propongono cure e sistemi miracolosi e questo avviene non solo in politica, ma anche per soddisfare un sentimento vero o presunto, per curare un malanno o per avere successo in qualche cosa.

Un paese dove gli affari si fanno per amicizia o per conoscenza nell’ambito di un tacito e non violabile do ut des, dove nessuno investe sul futuro e nessuno pensa al domani della propria famiglia e della propria comunità, dove chi può porta i suoi soldi all’estero perché non si fida e poi lamenta il fatto che nel paese non si fanno abbastanza investimenti, dove l’improvvisazione è considerata fantasia ed eclettismo e non mancanza di professionalità e di capacità di applicazione, dove si pensa che tutti siamo uguali e che possiamo fare tutto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (l’illusione della eguaglianza), dove non si chiede scusa ma si trova sempre qualcuno su cui far ricadere la colpa.

È vero che ci sono eccezioni ed eccellenze (di uomini, di aree e di pensieri) e questo in tutti i campi ed è vero che negli ultimi tempi stiamo imparando che per avere successo fare le cose bene può aiutare e non è una cosa negativa. Ma la strada è lunga e lastricata di ostacoli di tutti i tipi.

Un paese comunque e infine che avrebbe bisogno di fare una analisi profonda per conoscersi e per ricostruirsi o forse addirittura costruirsi, di ripensare alla vita che non è solo prevaricazione o conquista, ma anche piacere, convivenza, cultura, bellezza, speranza.

Italiani brava gente!

Inserito il:24/02/2017 11:07:04
Ultimo aggiornamento:24/02/2017 13:31:42
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