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Aggiornato al 24/11/2017

Norman Rockwell (New York, 1894 - 1978) - Bully before - 1921 

 

 

Provocazione (ma non tanto)

di Giorgio Panattoni


Forse sarebbe utile domandarsi come mai di questi tempi si registra un aumento così vistoso di atti violenti, verbali, fisici, individuali e collettivi.
Sembra che i normali strumenti di convivenza e di convenzione sociale si stiano sciogliendo lasciando spazio a manifestazioni estreme.
Tutti contro tutti, anche senza sapere bene il perché.
Persino tra rappresentanti ritenuti ragionevoli per il ruolo che ricoprono, quello di conduttori televisivi, scoppia l'aggressione. Giletti contro Fazio, chissà perché.
Ma cose più serie, purtroppo.
Di ieri l'aggressione di giovani studenti alla loro professoressa di matematica, e poi il video su YouTube.
Già, perché ci vuole la risonanza mediatica per dare valore, importanza, ruolo alla propria azione.
E le famiglie che attaccano la scuola.
E' dell'altro ieri l'aggressione a un povero lavapiatti (straniero) da parte sempre di giovani, questa volta fascisti. Quaranta giorni di prognosi. Perché? Alto 1 metro e 50 40 kg di peso era diverso.
E atti di bullismo quotidiani, qualche volta noti, molto spesso non denunciati.
Ormai molti ragazzi hanno paura, inconfessata talvolta, e comunque incertezza. E molti sono spinti invece all'emulazione. Non si può ovviamente essere da meno del capo banda.
E poi aggressioni, come quelle ai conducenti di mezzi pubblici, coltellate, quasi sempre immotivate, e azioni ancor più gravi, come quelle di dar fuoco a qualcuno.
Perché?
Le solite spiegazioni dotte dei soliti professori non bastano più, lo sfascio sociale, la mancanza della famiglia, le tensioni sociali.
Ci deve essere qualcosa di più e di diverso.
Io provo a dire la mia, per stimolare qualche pensiero.
Il ruolo negativo della informazione.
Essa fa da cassa di risonanza dei fatti delittuosi. Il 30% dei telegiornali se non di più è dedicato a dar conto, con tanti dettagli, di questi fatti. I giornali locali ancora peggio. E la sua enorme diffusione fa il resto.
La televisione poi è diventata il luogo della violenza. Basta vedere la programmazione di SKY! Alla quale la TV di stato replica bonariamente con Don Matteo che si occupa di delitti.
Ma davvero qualcuno si occupa di guardare questi programmi e di fare qualche considerazione in merito?
Il WEB. Altro strumento di diffusione della violenza, a incominciare da quella verbale. Ultimo esempio da parte di un esponente politico "se la riforma elettorale viene giudicata incostituzionale ti bruciamo vivo" diretto al presentatore della legge.
E molti interventi di commento alle notizie diffuse sono anche peggio.
E l'emulazione, il protagonismo negativo, il lato peggiore si afferma sempre di più.
Nessun controllo, anzi, nessun freno, anzi.
Libertà di espressione.
Che si deve fare?
Basta invocare educazione e cultura? E stigmatizzare? E fare le cerimonie riparatrici coi lumini accesi?
Mah, aspettiamoci il peggio.
Ormai la competizione a fare peggio e di più pare aver preso il sopravvento.

Facciamo qualcosa?
 

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Inserito il:02/11/2017 18:28:24
Ultimo aggiornamento:02/11/2017 18:34:30
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