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Aggiornato al 24/11/2017

Jonathan Yeo (London, 1970 - ) - Kevin Spacey as President Underwood - 2015

 

Sorpresa (un po’ dissacrante)

di Giorgio Panattoni

 

Devo dire che sono sorpreso, e non piacevolmente, dalla raffica di accuse di molestie che di colpo sono esplose, soprattutto in America, ma che si sta estendendo a macchia d’olio.

Fermo restando che l’accusa di molestie è accusa grave e punibile, la sorpresa sta nell’improvvisa denuncia di fatti che risalgono anche a 10-15 anni prima.

Come mai tutto questo silenzio?

Per qualcuno, e dico una cosa che potrà attirare reazioni spiacevoli, i silenzi di allora sono forse comprensibili per la voglia di carriera e di notorietà, che magari richiedono qualche “sacrificio” verso chi offre questa prospettiva. E si sta zitti per non compromettere i progetti di crescita professionale.

O per la difesa del posto di lavoro, soprattutto in ambito pubblico.

Ma una volta caduto l’idolo, e il garante della posizione personale, allora si può attaccare duro, magari pensando ai ricchi risarcimenti se si apre la via giudiziaria.

E comunque alla notorietà riconquistata, questa volta da vittima.

Al resto per fortuna pensa la macchina mediatica, che non si lascia certo scappare una occasione così ghiotta.

E come si fa ad appurare la verità?

Si punta alla debolezza dell’accusato, a fatti più recenti che possono indurre a credere nella diffusione del reato, all’uso della sua immagine ormai compromessa.

Oppure, come un recente caso in Italia, alla sorpresa di una persona quasi insospettabile.

Se avete notato le notizie di molestie vengono diffuse per certe, senza alcuna ombra di dubbio, è l’accusato che deve reagire e difendersi.

Io ovviamente non difendo nessuno, anzi, ma penso a come questo sistema della privacy non si curi affatto, e tanto meno della prova degli indizi denunciati, e diffonda accuse rese pubbliche senza alcuna verifica e utilizzate per costruire storie mirate sempre più estese.

Tutto nelle regole di questa società.

Se non ci fosse la amplificazione della macchina mediatica sarebbe davvero una noia.

C’è da augurarsi che in qualche modo si giunga alla verifica dei fatti, magari con procedimenti fondati, così davvero si può considerare chiusa la partita.

Con la eccezione ovviamente dei casi ammessi, questi sì davvero punibili senza reticenze.

 

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Inserito il:05/11/2017 15:16:34
Ultimo aggiornamento:05/11/2017 15:21:08
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