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Aggiornato al 21/09/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Laurence Stephen Lawry (Stretford, Lancashire, UK, 1887-1976) - People talking (1930)

 

Il piacere di dire anche senza sapere

di Gianni Di Quattro

 

Viviamo una epoca nella quale il noto adagio chi tace ha sempre torto ha acquistato un significato ancora maggiore rispetto al passato. Nella nostra società oggi parlano tutti e parlano tanto. Nella politica e nel mondo che a questa fa riferimento, nel mondo scientifico, nel mondo sociale, nelle cose che succedono nel mondo e nello sport, ma in questo ultimo caso lo sapevamo e succedeva da tempo.

Non è difficile incontrare gente che formula ipotesi, racconta fatti inventati, spiega teorie più o meno scientifiche, racconta di parenti e amici che sanno le cose e che in via riservata hanno detto loro tutte le confidenze che conoscono. Non esistono persone intervistate in televisione che declinano l’invito, che segnalano che non sono preparate sul tema su cui gli viene chiesto una opinione, che si trincerano dietro un pudore umano e una riservatezza assolutamente comprensibile frutto di modestia e di intelligenza.

Tutti parlano, tutti raccontano, tutti lo vogliono fare e tutti cercano la occasione per poterlo fare. Tutto ciò è un fatto importante, ha un significato molto rilevante sulle tendenze sociali e molti si interrogano sul perché succede questo e perché la società è frastornata da voci e da teorie inventate, modificate, adattate, rimbalzate, spiegate da chi non le conosce e spesso non sa di cosa si parla

È un bisogno di socialità molti dicono, la gente si sente sola, ignorante, emarginata, incapace e incompetente, mentre i modelli che il mondo del consumismo mostra di continuo esaltano la forza, la conoscenza, la conquista, il successo. Nel raggiungere un traguardo di qualsiasi natura, nel lavoro e con le donne. I modelli raccontano di uomini finiti, vinti dalla concorrenza, senza futuro e di uomini invece vincenti, belli, biondi e forti.

Allora tutti devono mostrare, far capire che loro sanno, hanno capito, scelgono non casualmente, sono uomini di cuore e di testa. E lo devono gridare, vogliono che sia riconosciuto, vogliono vantarsene.

E poi succede che la società va a rotoli, che in politica si eleggono incompetenti, che si va dietro a chi grida, a chi somiglia, a chi dice cose di sapere e di capire e nessuno capisce che costui non capisce quello che dice e fa finta di sapere. Speriamo tutti quanti di cavarcela, difficile compito di fronte a tutto questo rumore.

 

Inserito il:27/04/2021 11:34:01
Ultimo aggiornamento:27/04/2021 11:48:58
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