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Aggiornato al 21/06/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

José Luis Madrazo Gastaudi (Aranda de Duero, Burgos, Spagna, 1952) - The illustrated Reader

 

La verità e la buonafede nei media

di Gianni Di Quattro

 

Il giornalismo era detto il quarto potere ed ha avuto ruoli di grande importanza nel passato e nella storia di grandi paesi e di grandi democrazie. Il giornalismo richiedeva in chi lo praticava una grande preparazione culturale, una significativa e accertata professionalità e, soprattutto, grandi doti di equilibrio e di umanità. In altri termini, un rispetto sacro della verità, la coscienza di non diffondere voci su persone e situazioni senza avere prima verificato punto per punto ogni vicenda che li riguardava, un forte senso di responsabilità verso non solo i lettori, ma tutto il paese. Era detto quarto potere perché rappresentava una sentinella morale nei confronti degli altri poteri, come il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario, e una garanzia che ciascuno appartenente a questi poteri facesse il proprio dovere senza prevaricare nell’interesse e nel rispetto del paese, di tutti i cittadini.

Oggi il giornalismo fa parte di quel settore della comunicazione chiamato media perché comprende altri canali, oltre alla carta dei giornali, per veicolare notizie e analisi sociali come la televisione e i social network. E oggi la comunicazione è diventata lo strumento principale per conquistare il potere, per mantenerlo, per sottrarlo ad altri. Per lanciare qualcosa di qualunque genere e per influenzare le masse e quindi i media, e tra di loro il giornalismo, hanno un ruolo prevalente nella società moderna.

In concomitanza con questa enorme crescita del ruolo della comunicazione e, dentro di essa, del giornalismo, evidentemente si è verificato un cambiamento nelle caratteristiche professionali ed umane di chi si dedica al giornalismo, indipendentemente dal canale nel quale è praticato.

Oggi il giornalista spesso è improvvisato, non compie alcun percorso di studi dedicato, viene buttato nella mischia senza alcuna protezione e spesso senza tutela. Ne deriva che ormai sono rare le analisi, si fa principalmente cronaca di qualunque genere, le notizie spesso non sono verificate e per proteggersi legalmente sono comunicate come voci, come si dice circolanti, senza preoccuparsi minimamente di eventuali danni morali, economici e umani che sono procurati a persone di qualsiasi genere. Tanto è vero che quando poi le notizie fatte circolare sono smentite, ci si preoccupa poco o niente per cercare di restituire onore e verità a chi è stato danneggiato, talvolta molto seriamente. Non si sanno fare le interviste, si intervistano persone che non c’entrano e che hanno poco da dire dicendo che si vuole far sentire il pensiero della gente comune, non si fanno analisi, non si cercano le persone che avrebbero forse cose di interesse da dire nel mondo della cultura e della conoscenza, alla televisione prevale la quantità sulla qualità, si convocano tante persone, soprattutto politici e direttori di giornali che accorrono per motivi pubblicitari e che dicono cose chiaramente rivestite di pregiudizi e comunque superficiali.

Una classe di giornalisti, salvo alcune eccezioni che purtroppo sono poche, che è improvvisata e poco attenta, scelta perché ha una voce tonante, sa tenere a bada un gruppo di persone che si gridano l’uno sopra all’altro, non si preoccupa della verità ma soprattutto dell’audience, è collegata a posizioni di partiti, di gruppi, di interessi quindi è senza buonafede, significa che il paese ha perso un potere, quello che si diceva fosse il quarto, ha perso una garanzia, la democrazia è nuda e senza controlli, più facilmente attaccabile. Non è una buona notizia e naturalmente non è una notizia all’attenzione della società.

 

Inserito il:09/05/2021 19:34:35
Ultimo aggiornamento:09/05/2021 20:00:16
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