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Aggiornato al 09/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Alma Lee – I am 1 with tech – Digital illustration -2012

Le wearable technologies.


Ci siamo! La loro diffusione è imminente e sarà paragonabile ad una invasione di cavallette come si  racconta nei libri sacri antichi.  Parliamo delle tecnologie portabili e indossabili, quelle che si portano con noi, modellate sul nostro corpo, inserite negli orologi, nei vestiti, negli occhiali, nelle penne, nelle scarpe, negli indumenti intimi.

Le tecnologie che controlleranno la nostra salute in modo continuo, la dieta, le allergie, l’attività per rimanere in forma interna ed esterna (cioè in palestra o camminando per le strade e campagne), registreranno la musica che ci piace e i nostri interessi, ci faranno stare in costante contatto con la rete e i social network, potremo telefonare e ricevere messaggi, immagini, documenti, dare disposizioni e fare prenotazioni . Da soli, senza sforzo, sarà come camminare, allungarsi, come ogni altro gesto naturale e automaticamente imparato ed eseguito.

Ma queste tecnologie controlleranno anche le emozioni e saranno supervisori dei nostri sentimenti come quelli dell’amicizia e dell’amore persino. Infatti, registreranno chi ci piace e chi no esplorando tutte le nostre reazioni fisiche e ce lo faranno sapere ad ogni contatto, saranno in grado di  dirci quando siamo pronti per fare all’amore e suggeriranno modalità e tempi mentre ricorderanno tutto il nostro comportamento per proteggerci e stimolarci nel futuro, segnaleranno i luoghi, le persone, gli ambienti, le situazioni che ci sono più congeniali e quelli che dobbiamo evitare.

Le stesse tecnologie potranno registrare anche tutto quello che facciamo, tutto quello che ci succede, tutti quelli che incontriamo e fotografare i momenti più intimi della nostra vita. Tutto sarà costantemente disponibile per sempre, potremo richiamarlo, rivederlo, riviverlo, capirlo e apprezzarlo di più, gustarlo meglio rispetto alla prima volta come succede per tutte le cose (film, foto, musica, libri) che ci capita di riesaminare e di rivedere e di risentire  con calma e di fissare i particolari più entusiasmanti.

La conseguenza sarà una attenuazione del valore della nostalgia perché tutto quello che è successo può tornare come prima e meglio di prima anche se solo virtualmente. Ma la virtualità nel futuro si confonderà sempre di più con la vera realtà e anzi sarà preferibile proprio perché tutto può essere ripetuto e tutto può maggiormente aderire alle nostre esigenze, al nostro sentire, alle nostre speranze e alla nostra cultura.

Non potrà forse succedere con i rimpianti e cioè permarrà il dolore o la vergogna di quello che dovevamo fare e non abbiamo fatto, di una decisione che abbiamo sbagliato a prendere o che dovevamo prendere, di una persona che non dovevamo abbandonare come magari abbiamo fatto od  anche viceversa.

Le tecnologie personali formalmente cancelleranno la solitudine nel senso che si vivrà sempre nella solitudine, ma nessuno se ne renderà conto perché tutti saremo dentro ad un programma intelligente che si genera e rigenera senza alcun intervento esterno e che guiderà la nostra vita proponendo un futuro pieno di cose e di persone e mischiandolo sempre ed in modo sapiente con il passato. Le sensazioni, i piaceri, saranno maggiori di quelli di oggi per tutti, non saranno reali ma saranno meglio di quelli reali.

Naturalmente cambieranno progressivamente gli ambienti in cui si svolge la nostra vita, quelli di casa, del lavoro e dello svago, come cambieranno le abitudini, le relazioni e i tempi. Molti sostengono che la gente sarà più felice e a quelli che dicono che si tratta di una felicità fasulla, rispondono che la felicità virtuale, immaginata, inventata, costruita è più bella, più affascinante, più facile e più democratica di quella che ancora oggi gli uomini cercano di inseguire e la raggiungono molto raramente e spesso non la capiscono.

Ma tutto questo è pura fantasia? Forse sì anche se si intravedono segnali molto chiari che vanno verso questa direzione e forse tutto questo diventerà realtà quando tutti o la maggior parte degli uomini non si renderà conto che è la realtà. E allora forse diranno che è fasulla, cioè solo una rappresentazione teatrale di quella vera, di quella che solo la tecnologia ci offre.

Una cosa è certa: il futuro non sarà come il presente!

Inserito il:04/02/2015 17:19:44
Ultimo aggiornamento:03/03/2015 20:17:16
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