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Aggiornato al 18/06/2018

 

A Vanvera (04)

 

Gianroberto Casaleggio

Si sa che la morte è l’occasione nella quale il trapassato viene celebrato anche oltre i propri meriti, senza il controcanto di chi esprimerebbe anche rilievi critici ma si astiene per rispetto.  

Gianroberto Casaleggio è stato salutato dai più come visionario e con una dotazione di aggettivi a corredo alquanto ricca. Sarebbe però prudente verificare nei prossimi mesi o anni quale sarà il suo lascito al movimento del quale è stato co-fondatore.

L’epicedio di alcuni commentatori presuppone che la storia celebrerà Casaleggio come un Cavour. In attesa del giudizio storico però si può affermare che nella sua breve carriera il politico Casaleggio è stato un rigido controllore, oltre che influenzatore, delle scelte politiche e delle candidature. C’è chi dice anche della cassa. Oltre non andrei.

Quanto alle idee quella della democrazia diretta non è nuova, nemmeno se appoggiata in via esclusiva alle reti telematiche. Quella di eliminare i partiti addirittura abusata, ma il movimento 5 stelle assomiglia ad un partito esattamente come se lo fosse, dialettica a parte. E le altre idee minori, per esempio solo rete e niente Tv, sono già state clamorosamente smentite.  

Perciò riposi in pace e condoglianze a chi gli ha voluto bene, ma un politico lo si valuta da quello che lascia nel tempo, non dalle affermazioni più o meno estemporanee. Diversamente l’Italia sarebbe culla di alcuni dei più grandi statisti viventi.

 

Gianni Cuperlo

A proposito di politici: Gianni Cuperlo, che difficilmente sarà protagonista nei libri di storia, salvo atti clamorosi, durante l’ultima direzione del PD ha attaccato più violentemente del solito e sul piano personale Matteo Renzi, che lo ha sconfitto nettamente alle primarie per la segreteria del 2012. “Sei un capo arrogante, non un leader”, gli ha detto. “Non sei in grado di assolvere il tuo compito”

E Renzi come reagisce?  Tipo “Fassina chi?” No. Tipo “qui si può discutere, poi tutti allineati e zitti a lavorare?” Macché! Non fa una piega. Nessuna reazione, né a caldo né a freddo. Semplicemente ignora la cosa.

Secondo me anche quella è strategia comunicativa. Nella minoranza PD tutti hanno capito che si acquisisce visibilità solo tramite Renzi, criticandolo. Se poi l’attacco è personale l’audience aumenta, ma se l’attaccato glissa crolla.

Anche questa è inequivocabile prova di chi è il leader. Il resto è rancore, non disgiunto da inquietudine circa un futuro professionale non più così promettente.

 

Tagli

Se numerosi politici regionali non vedono di buon occhio il governo Renzi (sentimento espresso anche tramite trivelle, si potrebbe dire) può essere anche perché la riforma della Costituzione approvata dal Parlamento dopo 6 votazioni e soggetta al referendum serio, quello del prossimo autunno, prevede tra l’altro che le indennità di presidenti, assessori e consiglieri regionali non possa superare quella del sindaco del capoluogo. Il Sole 24 Ore stima tagli che possono arrivare al 70%. C’è di che creare malumore.

 

Remunerazioni

Gli azionisti di BP, British Petroleum, hanno respinto la proposta di incremento della remunerazione del C.E.O.. Non sono soddisfatti dei risultati. Il manager può tirare avanti lo stesso, con circa 14 milioni di sterline l’anno, più o meno. Difficile calcolare bonus e benefit vari. Il fatto però è considerato importante in Gran Bretagna come segnale di un nuovo approccio alla governance, tema che è sotto osservazione anche da parte del governo, atteso ad un intervento in merito.

Anche in Telecom i piccoli azionisti (ASATI) e il collegio dei sindaci hanno mosso rilievi alla formulazione della parte variabile del compenso concordato con il nuovo AD Flavio Cattaneo. ASATI ritiene anzi “assolutamente esorbitante” la remunerazione complessiva proposta. Vediamo che succederà all’assemblea del 25 maggio, che dovrà approvare o respingere, e se nel frattempo i termini verranno riformulati, come è probabile. Interessante per ora notare che i sindaci hanno preso posizione: in Italia di solito ratificano. 

 

Matematica economia e pensioni

Tito Boeri è un professore che certamente sa far di calcolo. Dai suoi calcoli risulta che i nati negli anni ’80 per ottenere una pensione non ricca dovranno lavorare fino a 75 anni, cioè ben oltre il 2050. Proiezioni un po' avventurose, mi pare.

A suo tempo, anni ’70, altri professori hanno valutato che si poteva andare in pensione dopo 35 anni di contribuzione, perciò anche prima dei 60, con l’80% dell’ultima retribuzione. Qualcuno ha anche pensato che tutto sommato 19 anni 6 mesi e 1 giorno potevano bastare. A occhio due mesi di pensione per ogni mese di lavoro.

Sbagliato, naturalmente. Sbagliato in quanto la generosità di allora – provocata anche dalle manifestazioni operaie e del crescente peso dei sindacati unitari – si basava sul presupposto che i tassi di crescita (che si aggiravano sul 5% annuo) e l’andamento demografico sarebbero rimasti sostanzialmente costanti.

Non c’è motivo per non ritenere che anche le previsioni attuali del professor Boeri si potranno rivelare sbagliate, salvo l’improbabile evenienza che nei prossimi trent’anni si confermino gli andamenti degli ultimi dieci. Eppure sono valutazioni utili. O lo sarebbero se invece che farci dei titoli allarmanti e qualche banale speculazione politica ci si ragionasse sopra e si ipotizzasse un’evoluzione del welfare nel suo complesso legata, magari con automatismi, ad una serie di parametri. Tutti sanno quali.

 

Cronaca vintage

1955 (ancora neo-realismo cinematografico). “Occorre che il film possa dare al pubblico un senso di riposo dopo le fatiche della giornata, che lo interessi e diverta, senza creare il tormento di complicati stati d’animo; né avvilire il concetto di Patria; il principio della Fede e della religione; l’unità della famiglia” (Oscar Luigi Scalfaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – presidente Mario Scelba – con delega allo spettacolo).

1960 (urbanizzazione). “Molti lasciano la campagna per superbia, perché vogliono scansare la fatica e sono attratti dai guadagni facili della città” (Famiglia Cristiana)

 

Pensierini

L’incremento della ricchezza non è infinito. La fine della crescita porta a uno stato stazionario. John Stuart Mill

L’avvenire è un problema sociale. Andras Hegedus

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Inserito il:23/04/2016 10:31:54
Ultimo aggiornamento:23/04/2016 10:39:57
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