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Aggiornato al 21/04/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
Manet-Corsa-di-cavalli.JPG
Edouard Manet . Corsa di cavalli a Longchamp - 1867 - Art Institute of Chicago

Darsi all'ippica.

L’autore dell’espressione è Achille Starace, noto e importante gerarca fascista.
Nel 1931 dovendo rappresentare il Partito ad un convegno medico, vi giunse con un’ora di ritardo e di fronte alla irritazione dei presenti il gerarca si giustificò affermando che non avrebbe potuto rinunciare alla sua cavalcata quotidiana. Anzi colse l’occasione per esortare gli astanti ad uno stile di vita meno intellettuale e più fascista con le parole “abbandonate i libri e datevi all’ippica”.

L’espressione rimase proverbiale anche se era in qualche modo in contrasto con quella coniata sembra da Mussolini in persona che diceva “libro e moschetto, fascista perfetto”.

La frase di Starace è arrivata sino a noi perdendo il significato politico e ideologico e assumendo quello di un invito che si fa ad una persona considerata incapace di affrontare un certo compito. Negli ultimi tempi per la verità il suo uso è abbastanza scemato perché si fa sempre più ricorso a un linguaggio crudo ed a una terminologia molto più rappresentativa e brutale per indicare opinioni e manifestare inviti di qualsiasi natura e di conseguenza molte espressioni che con giri di parole cercavano di indicare questi concetti sono state superate.

Tuttavia la frase conserva un suo fascino perché non serve solo ad indicare una incapacità e un giudizio negativo, ma lo fa mentre vuole rappresentare un contesto con i valori che sono propri di colui che usa l’espressione. Ed è interessante proprio per questo e non solo perché non fa ricorso alla volgarità tipica del momento sociale che stiamo vivendo e che ci viene ripetuta con tutti i mezzi di comunicazione possibili.

Il momento che stiamo vivendo ci presenta una società sempre più mediocre e degradata culturalmente, più egoista e orientata esclusivamente a condurre la  vita più agiata possibile a costo di tutto e di tutti, incluso scrupoli morali o personali, meno sentimentale e più interessata alla bellezza fisica, alla cura dei corpi che si devono esibire sempre di più e senza pudori, naturalmente.
Insomma una società che pratica ideologicamente e massicciamente l’ippica anche se non materialmente e farebbe felice il famoso gerarca che ne era il promotore!

Una società che, per come è oggi, dovrebbe quindi avviare un grande piano di costruzione di ippodromi, di maneggi e di spazi per cavalcare in tanti posti del paese dove tanti rappresentanti della nostra classe dirigente, e non solo politica, potrebbero esercitarsi e passare più utilmente per loro e per tutti i cittadini il tempo.

Per la verità potrebbe esserci un problema oltre a quello degli spazi e cioè la mancanza di cavalli, perchè la pratica dell’equitazione è ancora abbastanza limitata e i centri di produzione equini potrebbero non essere sufficienti a soddisfare tutte le esigenze dei nuovi cultori di questa attività.

Ci vuole certamente un grande investimento statale, le cui risorse potrebbero essere prelevate dalla cancellazione del programma di acquisto degli aerei di combattimento F35  e da altre fonti destinate alla difesa, nonché da qualche risparmio ricavabile dagli striminziti fondi che il paese dedica alla cultura.

Si potrebbe creare una grande occupazione nel settore per la necessità di scuole a tutti i livelli, personale addetto alla cura e alla manutenzione degli animali, spazi e impianti per il loro ricovero, trasporti e servizi di sorveglianza.

Insomma un grande piano nazionale che darebbe finalmente applicazione all’invito perentorio e preveggente  del gerarca.

 

 

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Inserito il:12/10/2014 20:03:00
Ultimo aggiornamento:29/12/2014 16:36:47
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