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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

KellyAnne Hanrahan (Contemporanea-NewYork) – Garbage paintings #19

 

Ma pensa, sono un dipendente Acsel e non lo sapevo

di Davide Torrielli

 

Ricordate come ci si sente quando al mattino ci svegliamo ed abbiamo nei nostri neuroni un sottile velo di memoria, impalpabile, sfuggente, di un sogno che corre e va via e ci scappa.

È una sensazione difficile da esprimere in scritto ma che, sono certo, cari formiconi, conosciate benissimo.

Oggi, ho avuto la stessa sensazione quando mi hanno comunicato che a partire da quest’anno, Acsel, la locale società incaricata di far soldi con i miei scarti, ha deciso che quanto faccio è insufficiente.

Mi sono quindi svegliato dal torpore e dalla condizione sopra descritta e mi sono chiesto: ma mi pagano o li pago?

Sono proprio così fesso?

Anni fa, noi formiconi sporcaccioni, mettevamo la monnezza tutta insieme in dei bei sacconi neri grossi ed addirittura qualcuno a casa aveva ancora lo scarico condominiale a caduta stile tromba a sportello sul balcone. Vero è anche che la tecnologia non ci obbligava a produrre la stessa immensa quantità di rifiuti di oggi in quanto la plastica, gli imballi ed i sistemi di confezionamento non erano così spinti come nell’era che pomposamente oggi chiamiamo moderna.

Di moderno invece abbiamo proprio poco considerato che per mangiare 1 kg di cibo produciamo 3 etti di plastica, carta, cartoncino, protezioni in alluminio pregiatissimo etc etc .

Da quella condizione giurassica siamo passati poi a produrre l’immondizia in proprio stile imprenditori ed a confezionarla on site.

E quindi tutti al mattino con il sacchetto in mano che invece di essere sintetizzato in un saccone condominiale, veniva quindi suddiviso in tanti bei sacchetti piccoli: quanta bella plastica in più per contenere altra plastica carta e quant’altro.

Italiani sacchettati al mattino diventati esperti del tiro del sacchetto dal finestrino della macchina dentro ai famosi cassonetti, nostalgia dei quali tutti abbiamo ed in particolare i signori degli stadi e dei centri sociali che ora fanno fatica a trovare roba da incendiare così bene.

Domandone: ma per questo servizio fummo pagati? Ci abbassarono la tariffa? NO, risulta che nel tempo aumentò considerevolmente.

Siamo quindi stati buggerati: facciamo un servizio di consegna e ci costa pure di più?

Gli anni passarono e silenziosa la tariffa cresceva insieme ai cumuli di monnezza puzzolente mentre già mangiacrauti e patate la usavano per fare energia.

Un giorno poi decisero che tanti cassonetti non andavano bene e che occorreva razionalizzarli, centralizzandoli.

Nasce quindi l’‘isola ecologica: una figata senza senso. Così noi invece di portare al cassonetto più vicino il nostro sacchettino, dovemmo anche iniziare a centralizzare il nostro servizio portando tutto all’isola che per loro significava sesterzi risparmiati nuovamente.

La tariffa scese? No, aumentò nuovamente.

Passano gli anni e le nonne imbiancano. Arriva l’ideone fantastico: ma perché non facciamo dividere la monnezza ai cittadini?

Sotto quindi con la differenziata! È civile, educato, e fa risparmiare.

Quindi ci abbassate la tariffa? No, purtroppo no sa com’è, come non è, il canguro Osvaldo e Mario il Mulo, ma percepisco che la stiamo prendendo di nuovo nel c..o.

Quindi, produciamo materiale, non monezza, la dobbiamo pulire, dividere, inscatolare, insacchettare, mettere fuori quando lo dici tu se no ti incazzi e poi, tu la vendi e ci fai grano sopra?

Ho scoperto stamattina svegliandomi che ho una scritta sulla fronte: Giocondo.

Ora, la novità, è questa: adesso oltre ad essere operai loro, attivi nella preparazione del materiale, dobbiamo anche fare l’etichettatura!

Non ci crederete amici formiconi, da quest’anno vogliono anche che apponiamo un codice che ci dicono loro sul sacco che deve essere come indicato bla bla bla.

Roba da matti! Produco, imballo, inscatolo, etichetto e consegno materiale che tu vendi e ti devo pagare?

Ma siamo diventati matti?

Mi sono svegliato dipendente Acsel e non lo sapevo!

Riflettete su questo aspetto coniugato con la constatazione che le tariffe, dati alla mano, sono solo cresciute sempre.

Ho quindi preso la seguente decisione: in questi giorni manderò un’offerta scritta all’Acsel dove propongo i miei prodotti ed un tariffario che chiederò che accettino per continuare ad essere loro fornitore di materiali e servizi.

Qualora non accettino, sospenderò il servizio e la mia monnezza finirà tutta insieme, in un unico sacco nero, grosso, come era una volta, nell’amato Giurassico.

Tanta salute e cose belle.

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Inserito il:17/03/2017 18:22:11
Ultimo aggiornamento:17/03/2017 18:30:26
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