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Aggiornato al 25/06/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Céline Peccolo (France, ? - ) – Double face (2018)

 

… “double face” … è bello …

di Davide Torrielli

 

Sta tornando di moda il “double face”!

Se avete qualche indumento nell’armadio che aveva questa caratteristica della fine del secolo scorso, non dateli via in quanto stanno tornando!

E come gli indumenti, il mondo sta prendendo la piega di questo inossidabile termine francese che sta a caratterizzare un indumento che puoi rivoltare al contrario modificandone colore, foggia e abbinamenti … al punto, tenetelo a mente, di sembrare un altro indumento. Il vantaggio è certamente nell’economia di scala essendo poi alla fine, sempre lo stesso ma dando l’impressione di … essere un altro.

Bello, come si potrebbe dire ai giorni nostri, “environmental friend” considerato che il poliammide, la viscosa gli acetati ed i sintetici sono parte delle cause basilari dell’inquinamento da derivati del petrolio e sono i componenti standard di giacche, giacconi, maglie e magliette, oltre al cotone.

Il DF però è candidato ad essere classificato, a mio modesto parere, a diventare un must di comportamento obbligatorio per chi deve stare in sella allo scooter della vita dei giorni nostri, come avrebbe detto Telly Savalas, ed Ernesto Calindri … contro il logorio della vita moderna seduto al tavolino tondo in mezzo al traffico di auto che oggi appaiono ai nostri occhi, ridicole sia nel numero che nella foggia.

DF sono tante cose che passano per le nostre mani ogni giorno, banche che giri e sono assicurazioni, Onlus che rivolti e sono SpA, ONG che voilà, sono taxi delle mafie, mafie che sono imprenditori. E via, trasformismo, appartamenti privati che diventano bed and breakfast, condizionatori che diventano pompe di calore invertendo il processo, il niente che diventa tutto, il tutto che diventa niente.

Uomini che switchano a donne, in un attimo e magari solo per il w.e., professori universitari ed imprenditori seri che al sabato smettono la cravatta e camicia bianca, danno aria ai tatuaggi e tirano come aspirapolveri della Hoover. Seri promotori finanziari, che alle 17 diventano Dario Argento, ineccepibili mamme che abbandonano i casti calzoni per farsi frustare a quattro zampe in privè di periferia.

Roba, persone e concetti … double face.

Possiamo proseguire a divertirci in un elenco interminabile, che diventa esercizio di fantasia nel constatare come sempre di più la connotazione double face diventa oggi un modo di vivere oltre che ad essere una negativa coniugazione del concetto di versatilità.

Quello che non si è ma che si deve essere, questo è il concetto che prende vita e forza vieppiù.

E quindi la stortura di dover rivoltare forzatamente se stessi per adattare il capo alle esigenze di scena, l’essere positivamente deboli e timidi che diventa l’esposizione di una forza ed aggressività costose, care, acquistate a caro prezzo, nell' inconsapevolezza che si tratta di un noleggio e non un acquisto perché poi occorre necessariamente rivoltare di nuovo, quando si fa il log out dal profilo facebook.

L’adattarsi che costa, la vita che impone, la pressione che sale facendo tornare di moda il DF style in tanti, troppi, ambiti.

Persino i quadri stanno diventando doppi, li giri e dietro sono moderni, nascondendo al muro i mangiatori di patate nel loro cupo sorridere.

Tornerà di moda il capo singolo che se lo giri si vedono delle belle ed evidenti quanto antiestetiche cuciture?

Scusate devo andare, in quanto da micro-scrittore switcho in azienda, poi svolto a papà e marito ma, l’avrete intuito, la questione non è proprio questa!

Al destino l’ardua sentenza.

 

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Inserito il:19/01/2019 22:01:52
Ultimo aggiornamento:19/01/2019 22:11:04
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