Aggiornato al 07/10/2022

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Voltaire

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Balle spaziali: come riconoscere le fake-news?

di Federico Torrielli

 

Dopo aver letto l’articolo ben costruito da Davide, atto a dimostrare la facilità con cui si può scrivere una fake-news ai tempi odierni, mi ha certamente stupito come nessuno nella sezione commenti avesse scritto qualcosa o comunque si fosse lamentato. Essendo abituato a leggere fin troppe informazioni false online ed essendo di mia natura scettico ed abbastanza informato del mondo dello spazio, non ci ho messo più di una lettura a capire che l’articolo era un costrutto artificioso a fini dimostrativi, la domanda, però, permane: cosa ne è della restante parte del pubblico di Nel Futuro? Cosa ci rende così sicuri che un’informazione sia vera?

Nel caso del suddetto articolo è abbastanza facile riconoscere che si tratta di falsità, dato che riporta dati scientifici non esistenti, quindi anche una semplice ricerca online riesce a smascherare il misfatto. Per chi ha letto il mio precedente articolo, che andava a differenziare la verità in episteme ed opinio sa che è difficile se non impossibile ingannare un esperto per quanto riguarda la conoscenza epistemica. Riconoscere questa fake-news è banale se si ha la voglia di spendere più di 10 secondi a pensare o cercare nel luogo giusto.

Parafrasando Piergiorgio Odifreddi nel suo libro “Che cos’è la verità”, dove scinde in gradi le diverse verità (per grado di verificabilità) in verità matematica, scientifica, storica, giuridica per arrivare al livello più basso, quella religiosa (dove la verificabilità non esiste), ci accorgiamo che le fake-news hanno una corrispondenza in queste verità. Procediamo per gradi:

  1. Verità a livello matematico: è impossibile produrre una fake-news a livello matematico o logico, in quanto la verificabilità è altissima e spesso si parla per conoscenza assiomatica
  2. Verità a livello scientifico: non è difficile smascherarla: la verificabilità resta alta e come ben si sa, la scienza resta sempre critica di se stessa.
  3. Verità storica: produrre una fake-news storica è ormai consueto ai giorni d’oggi. Una verità storica, soprattutto se remota, è verificabile solo da documenti ufficiali e testimonianze (quindi implica un certo grado di fiducia e sono spesso soggette a forti bias umani). Stiamo vedendo proprio in questo periodo infatti una certa tendenza al revisionismo storico della storia ucraina a cui spesso si mischiano disinformazione e forti opinioni selvagge.
  4. Verità giuridica: siamo arrivati ad un livello di interpretabilità altissimo. Mentre per le verità storiche almeno son presenti dei documenti, per quelle giuridiche nella maggior parte dei casi si fa conto a testimonianze e nient’altro.
  5. Religione: non è possibile verificare nessun fatto, la verità religiosa semplicemente non esiste. L’opinione religiosa è a pieno carico dell’individuo.

La fake-news preparata da Davide si pone tra il livello storico (parla di un fatto di attualità) ed il livello scientifico (cita fatti pseudo-scientifici).

Come avevo già proposto nel mio vecchio articolo su come riconoscere una catena di Sant’Antonio, ecco alcuni consigli pratici applicabili sia online che sui fatti presentati alla televisione, a cui bisogna prestare ancora più attenzione dato che sono unilaterali, ovvero son fatti e presentati con un’idea in mente, e puntano al profitto sul telespettatore.

  1. Mantieni un mindset critico: tieni a mente sempre che la finalità di articoli e trasmissioni è quella di mantenere lettori e telespettatori incollati davanti allo schermo per proporre sempre più pubblicità nel frattempo. Questo va a favorire mezze verità diluite con storie romanzate, opinioni forti e visioni storpiate della realtà. Nel caso di articoli indipendenti, lo scopo principale è spesso quello di convincere l’utente a considerare una propria verità.
  2. Controlla le fonti: se non sono presenti, probabilmente si tratta di opinioni, ma se sono presenti, controlla che esistano e che soprattutto l’articolo non le abbia utilizzate per dimostrare erroneamente qualcosa di improbabile.
  3. Controlla altre fonti: alle volte non basta fermarsi alle prime cose che si trovano. Dedicare del tempo a controllare ciò che si legge o si sente è fondamentale prima di dare qualcosa come verità di fatto. Esistono diversi siti di fact-checking il cui unico scopo è quello di incrociare le segnalazioni televisive e online con i dati di fatto della realtà: snopes, politicheck, bufale.net, BBC Reality Check. Il fact-checking è diventato così fondamentale che l’AGCOM ha, tra le sue pagine web, una lista dedicata ai migliori fact-checker online, la trovate qui. Ricordati di eseguire una ricerca facendo prima tabula rasa dei tuoi bias: alle volte non ci accorgiamo ma stiamo pilotando le informazioni che cerchiamo con semplici keywords!
  4. Controlla l’autore: le credenziali spesso sono una ottima premessa ad un articolo. Se l’autore ha già scritto teorie del complotto, informazioni non vere ed incomplete in passato, probabilmente lo farà anche in futuro! Neanche il grado di studio, come abbiamo visto dall’esempio Montagnier, alle volte giustifica quel che si dice o scrive.
  5. Confrontati con esperti: non c’è niente di meglio di accorgersi di non sapere abbastanza per farsi un’idea. Probabilmente è il momento per contattare degli esperti e fare due chiacchiere con loro!

,Oltre a ciò, sono in sviluppo diverse tecnologie[1] per riconoscere la presenza di fake-news all’interno dei testi che prestissimo ci aiuteranno a discernere il vero dal falso: unendo le potenzialità di reti neurali per il processing del linguaggio naturale addestrate su milioni di notizie vere e false, ed euristiche adatte all’arduo compito, presto avremo un’arma in più per combattere le fake news.

 

[1]    Benjamin D. Horne, Dorit Nevo, Sibel Adali, Lydia Manikonda, Clare Arrington,

Tailoring heuristics and timing AI interventions for supporting news veracity assessments,

Computers in Human Behavior Reports,

Volume 2,

2020,

100043,

ISSN 2451-9588,

https://doi.org/10.1016/j.chbr.2020.100043.

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2451958820300439)

Keywords: Fake news; Misinformation; Heuristics; AI

 

Inserito il:27/05/2022 20:06:27
Ultimo aggiornamento:28/05/2022 20:17:44
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