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Aggiornato al 02/06/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Cottonwood In Color's Store – Fake News

 

Arte e fake news (notizie false)

di Franco Morganti

 

  1. La bufala di Du Bourg: preferisco chiamarle così le fake news, per una volta che la lingua italiana riesce a essere più concisa di quella inglese. Nel 1814 un uomo in uniforme, spacciandosi per il Colonnello du Bourg, sbarcò a Dover, Inghilterra, portando la notizia della morte di Napoleone Bonaparte e del ritorno al potere dei Borboni. La Borsa Valori ebbe un impatto significante, ma già nel pomeriggio il governo confermò che la notizia della pace era una messa in scena e i prezzi delle azioni ridiscesero al loro livello iniziale. Il governo sospettò una manipolazione e fu presto scoperto c’era stata una vendita, quel lunedì, per più di 1,1 milioni di sterline. Partì un processo in cui tre delle persone connesse con l’acquisto furono accusate di frode. Questa mi è sembrata, senza andare a tempi più antichi, la nascita delle bufale (fake news).

 

  1. Curcio libero. Fra gli anni ’70 e ’80 si era detto con una bufala che la formazione della difesa dell’Inter poteva essere Sarti, Burgnich e Facchetti, Curcio “libero”, quando si usava questa figura fra i difensori. Era una boutade, ma pensando che Moratti (presidente dell’Inter di allora) e la signora Milly venivano annoverati fra la borghesia di sinistra, il messaggio era chiaro.

 

  1. Pompei fazista. In tempi più recenti (la Repubblica 15/11/2017) Tommaso Pompei, l’AD di Open Fiber, accelerò la sua uscita dall’azienda Enel e CdP per la posa della fibra telecom per l’ultra-velocità, apparentemente per una diversità di vedute con il presidente Franco Bassanini. Io penso invece che vi abbia contribuito una bufala: quella di aver dato a Pompei del “fazista”, forse giocando su qualche vecchia simpatia politica dell’interessato. Fatto sta che Pompei reagì alla bufala negando la sua appartenenza a qualsiasi appartenenza politica. L’autore della bufala si affrettò a dire che “fazista” non era “fascista”: si riferiva invece al giocatore Fazio della Roma, noto per il suo gioco duro (a difesa della fibra ottica in questo caso). Ma tant’è: il danno era fatto.

 

  1. Trump e gli anziani. Il 23 aprile Donald Trump, davanti a un pubblico televisivo di qualche milione, ha proposto per i contagiati un trattamento di raggi ultravioletti e iniezioni di disinfettante. I medici americani trasecolano: esporre ai raggi ultravioletti prolungati può creare tumori della pelle, mentre l’ingestione o la iniezione nel sistema circolatorio di un disinfettante può far morire virus e microbi, ma anche i pazienti. La spiegazione? Il 3 novembre si vota per le presidenziali: Trump deve aver saputo da un sondaggio che gli ultra-ottantenni non lo amano: meglio eliminarli o quantomeno decimarli. Naturalmente Trump smentì la diceria (ascoltata però da milioni di telespettatori).

 

PS. La bufala su Pompei l’ho inventata io. E’ che non riuscivo a spiegarmi altre ragioni per l’uscita dalla sua creatura: ci ho provato con una bufala. Una bufala che crea una verità è nuova, è arte.

 

Inserito il:29/04/2020 11:49:55
Ultimo aggiornamento:29/04/2020 12:18:54
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