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Aggiornato al 21/04/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Adriaen van Ostade(Paesi Bassi 1610-1685) -  Il maestro di scuola

 

 

Maria Santissima siamo alle solite, PAI come parte del POF?

di Davide Torrielli

 

Ieri ho partecipato ad un consiglio di classe.

I professori, a mio avviso, tutti validissimi e preparati, si sono rapidamente alternati nell’esporre il proprio parere in merito alla situazione della classe.

Niente di speciale, tutto bene salvo che ‘sti poveretti, sono stati accusati da un genitore di scarsa attenzione nei confronti della verifica dei compiti a casa e minacciati di approfondimento del PAI.

Nel confronto cui loro malgrado hanno dovuto partecipare anche parte dei genitori presenti, per la verità pochini davvero … 5, … sono rimbalzate scomposte accuse riferite ad una sigla della quale sinceramente non conoscevo i dettagli: PAI, Piano Annuale di Inclusione.

Avendo il vizio di capire di cosa parlo, ieri sera invece di guardare Teo Mammuccari, ho letto cos’è.

Portate pazienza formiconi, ognuno gode come vuole.

Vi annuncio che siamo al delirio.

In sintesi, il corpo insegnante già sottoposto al martirio di dover insegnare solo certe cose, in un certo modo, con certi limiti, non può sanzionare più di tanto certi allievi magari certamente fagnani, in quanto tale Piano prevede che l’inclusione formativa ed educativa per tutti attraverso l’articolazione dell’insegnamento in modo inclusivo ad ampio spettro come parte del POF, limiti fortemente l’aspetto sanzionatorio!

Poveretti.

Se quindi è stata prodotta una certificazione di disagio, o qualcosa del genere, peraltro molto fumosa e grigia in merito a supposte difficoltà di una alunna o alunno, è finita.

A lei od a lui non si può più dire nulla e tutti si rallenta a causa del fatto che inevitabilmente occorre … includere.

Personalmente sono certamente a favore del fatto che ragazzi o ragazze problematiche debbano essere assistiti ed aiutati, essendo io stato sia alle medie che al liceo che all’università, uno di quelli, ma anche credo fermamente che le difficoltà del doversi allineare un po’ a forza, aiuti a crescere e soprattutto a discernere il fagnano o la fagnana dagli altri: essere un po’, diciamo, pigro, è cosa diversa dall’essere affetto da una patologia per la quale invece ci vuole certamente un insegnante di sostegno.

Qui invece con questa inclusività si tende a rallentare il mondo!

Che pazienza questi professori, addirittura trovarsi di fronte a situazioni conclamate di fancazzismo o pigrizia cronica evidenti e non poter neanche fare una nota in quanto esiste la certificata necessità di includere come da PAI che è poi parte integrante del POF.

Che disastro.

Il non riuscire quindi a determinare se un soggetto è “malato” o no per poterlo aiutare seriamente in quanto nessuno si prende la briga di dirlo, porta quindi a tollerare tutto sotto l’ombrellone della famosa inclusione che tutto permette e consente.

Cari professori, al di là di tante critiche, il vostro è veramente un mestiere difficile.

Magari alla prossima riunione potremo proporre che i genitori redigano il PAE, piano di Assistenza all’Educazionecome contraltare del PAI e che presentino il CSP, Certificato di Solidarietà con i Professori all’inizio dell’anno!

Amme amme signur, e questo dovrebbe essere il sistema dal quale tirare fuori eccellenze?

Ca staga bin.

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Inserito il:04/04/2017 02:37:31
Ultimo aggiornamento:04/04/2017 07:41:21
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