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Aggiornato al 15/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Pablo Picasso – Bambina con colomba – 1901 -

Internet e la pedofilia.

Ci si ”incontra” spesso per parlare di tematiche pesanti, ci si “parla” ancor di più, in modo altalenante, di fenomeni gravi, quando questi si scoprono … 

La pedofilia rimane purtroppo una costante nel nostro vivere quotidiano; credo dovrebbe essere sistematicamente illustrata e quindi combattuta con un’informazione preventiva nelle famiglie e nelle scuole.

Oggi la pedofilia è un fenomeno che desta un grandissimo allarme sociale e che nella società moderna appare in preoccupante crescita anche a causa delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie alle organizzazioni criminali che gestiscono questo orrendo business.

Lo sviluppo della comunicazione tramite Web ha sicuramente favorito, da un lato, l’accesso a materiali pedopornografici (vale a dire pornografia in cui sono coinvolti minori), dall’altro ha moltiplicato le possibilità di entrare in contatto con bambini e adolescenti, di parlare ed interagire con loro.

Ciò ha contribuito alla crescita e alla diffusione di una vasta gamma di comportamenti sessuali devianti e, in parallelo, di sottoculture che sostengono e approvano questi comportamenti.

Con il termine pedofilia online, molto utilizzato anche in ambito giornalistico, si intende non solo il comportamento di adulti pedofili che utilizzano la rete per incontrare altri pedofili, per rintracciare o scambiare materiale fotografico/video a contenuto pedopornografico, ma anche di adulti che la utilizzano per ottenere contatti o incontri con bambini e adolescenti.

Si è a conoscenza di almeno trentadue siti in Italia con i server occultati in Russia e Africa.

Si sta anche pericolosamente diffondendo il fenomeno del sexting, ossia l’invio di testi o immagini sessualmente esplicite.

L’autoproduzione e l’autopromozione del materiale in rete da parte di minori spiega l’ampia diffusione del fenomeno a causa della sua incontrollabilità. Sono gli stessi minori a creare deliberatamente materiale a sfondo sessuale e a metterlo in rete.

Ci si potrebbe chiedere: ma i pedofili onlinesono effettivamente una nuova tipologia di abusanti? Gli studi sembrerebbero propendere per una risposta affermativa. Sono state, infatti, individuate alcune caratteristiche proprie dei pedofili online, che sembrano, almeno in parte, differenziarli rispetto agli altri pedofili:

• Sesso maschile, razza bianca, appartenenti a differenti background socio-economici;  • Età compresa tra i 20 e i 40 anni (quindi più giovani dei pedofili “tradizionali”); • Titolo di Studio medio-alto.

Si possono suddividere in:

Coloro che ricercano materiale pedopornografico:

• utilizzano principalmente reti peer-to-peer (solo in una minoranza di casi ricorrono a siti web e chat) e detengono materiale più “estremo” (bambini di età inferiore ai tre anni) e quantitativamente più numeroso;

• possiedono una notevole capacità di autocontrollo.

Coloro che compiono tentativi di adescamento online, invece:

• tendono ad evitare relazioni dirette, spendono la maggioranza del loro tempo in chat alla ricerca di contatti sociali/sessuali finalizzati ad una immediata gratificazione sessuale;

• sono più empatici e in grado di entrare emotivamente in sintonia con la vittima;

• sono compulsivamente impegnati in attività sessuali.

Nella casistica analizzata sono emersi soggetti con caratteristiche tipiche del criminale lucido o dalle complesse abilità relazionali oppure particolarmente diretto e aggressivo, ma non mancano soggetti che evidenziano modalità di interazione e controllo delle emozioni particolarmente immature.

Il modus operandi del pedofilo.

Si inizia con conversazioni su tematiche banali, frequentando social network tipici alla ricerca di temi di interesse. Nella maggior parte dei tentativi di abuso il navigatore mente sulla sua età, salvo rivelare la sua vera identità in un secondo momento.

La tematica sessuale viene introdotta gradualmente, fino a spostarsi su dettagli sempre più precisi della vita “amorosa” del bambino/ragazzo. Ogni pedofilo sceglie un momento specifico in cui chiedere al minore di tenere segreti i contenuti dei loro contatti. È feticista: gode delle chiacchiere erotiche, del materiale foto/video ricevuto, delle notizie personali inerenti il comportamento sentimentale/sessuale del minore e le ricerca avidamente.

Talvolta l’invito a compiere queste azioni e a fotografarle o filmarle, è accompagnato dalla promessa di una ricarica di credito telefonico, anche minima. Una volta raggiunto un certo grado di stabilità, il pedofilo può decidere di proporre un incontro. Il momento in cui chiedere tale incontro dipende dalla disponibilità del minore, così come intuita dal pedofilo o dichiarata dal minore stesso.

Da altre indagini  emerge purtroppo  con particolare chiarezza come i genitori non sempre dispongano delle conoscenze necessarie per accompagnare bambini e ragazzi nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Questa scarsa conoscenza si accompagna ad una evidente sottovalutazione dei pericoli online. Emerge inoltre che quasi la metà dei genitori intervistati  ritiene impossibile che il proprio figlio chattando incontri un adescatore/pedofilo.

Termino riportando questa frase che ho sentito in uno di questi incontri :

“Una prevenzione efficace parte da un contesto educativo, familiare e sociale capace di far emergere situazioni che tendono a restare nascoste. Nella prevenzione degli abusi sessuali e nel contrasto della pedofilia (anche nel mondo virtuale) è di primaria importanza aiutare le vittime a raccontarsi, a non chiudersi nel dolore e nel senso di colpa, offrire loro tutto l’ascolto, la comprensione e l’aiuto di cui hanno bisogno.”


Prima pubblicazione su Nel Futuro: 12/05/2014

Inserito il:04/11/2014 23:36:40
Ultimo aggiornamento:11/11/2014 10:49:37
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