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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

“Fratelli di Loggia”, dipinto di Lovis Corinth (1858-1925), Monaco, 1899

 

I poteri forti

di Gianni Di Quattro

 

Ormai da anni si continua a parlare dei poteri forti. Prima si citavano senza precisarli lasciando intendere che si trattava di consorterie e di gruppi di potere che condizionavano partiti e uomini non ben identificati. Poi la svolta da quando si è scoperta la storia della famosa P2 del massone Licio Gelli, che aveva organizzato un network di persone importanti nel paese in vari settori di potere e produttivi, per guidare la politica e il futuro del paese a favore di certe classi sociali e, soprattutto, degli amici (almeno è quello che alcuni magistrati e parlamentari ci hanno detto).

Da quel momento i partiti si accusano reciprocamente affermando che gli altri e i loro leader sono prigionieri di questi poteri forti. Ma chi sono questi poteri forti?

Qualcuno dice le banche, ma si sa che le banche sono condizionate dalla politica dalla fine della seconda guerra mondiale e, quindi, al massimo si può trattare di un condizionamento reciproco. Forse ci si riferisce alla dissennata politica di queste banche che hanno prestato soldi a chi e quando non avrebbero dovuto o hanno aiutato chi non avrebbero dovuto solo per ubbidire alla politica o per condizionarla dicono altri.

Qualcuno parla di poteri internazionali come ad esempio l’Unione Europea che dà ordini ad alcuni governanti, qualcuno parla della Germania, di alcune lobbies americane e via seguitando.

Certo che i condizionamenti internazionali da parte di creditori e di erogatori di denaro per chi ha un debito spaventoso, come il nostro, è naturale che ci siano e si può anche capire.

In attesa che si squarci il velo su questi poteri e in attesa che tutti quanti si mettano d’accordo e non usino più argomenti di tale serietà e professionalità per fare lotta politica ed accaparrare voti, vediamo di dare qualche indicazione magari terra terra ma sicura.

Dunque, sicuramente i sindacati sono un potere forte perché sono in possesso di un potere di ricatto sui governi e sulle imprese, la struttura scolastica rappresenta un potere forte perché può mettere in ginocchio il paese quando vuole e perché è impenetrabile a qualsiasi modifica del suo stato, la magistratura è un potere forte e lo ha dimostrato negli ultimi venti anni almeno, diciamo da mani pulite in poi e cioè da quando ha preso coscienza della sua forza e del suo modo di usarla.

I media in gran parte non sono indipendenti, perché sono al servizio di questa o quella fazione o per interesse degli editori o per partito preso da parte dello staff direzionale. Tuttavia sono un potere forte comunque perché sono in grado di condizionare buona parte della opinione pubblica soprattutto quando convergono su un obiettivo distruttivo ed anche perché ormai le televisioni che hanno ancora un grande potere di influenza sulla pubblica opinione sono pieni degli stessi giornalisti che scrivono sui giornali.

Un potere che sino a ieri non era ancora considerato forte, ma che a partire dall’ultimo referendum italiano del dicembre 2016 può esserlo a tutti gli effetti è il potere del web. La rete con i suoi tanti social network, con le sue molteplicità di vie ormai raggiunge milioni di cittadini, certamente di più della televisione ed in particolare le categorie dei giovani, degli intellettuali e delle donne, mentre ha ancora poca influenza sugli anziani.

Il web è uno strumento già potente e destinato a diventare ancora più potente, ma, a differenza di altri mezzi semplici di comunicazione, richiede una professionalità ed una esperienza per il suo sfruttamento. Inoltre il web è globale per cui anche centri di interesse collocati in altri paesi o facenti capo ad altri gruppi internazionali possono influire su decisioni interne di singoli stati come possono essere elezioni politiche o altre situazioni economiche su strati bene delineati della pubblica opinione come dimostra la polemica recente intorno alla influenza di centri specializzati russi sui risultati delle ultime elezioni presidenziali americane.

 La realtà è che i poteri forti, per come sono strutturate le società occidentali, ormai sono tanti ed effettivamente possono e cercano di influire sulle decisioni e sugli apparati dei singoli paesi o per motivi di interesse o per motivi di una visione del futuro che risponde a determinati criteri ideologici o religiosi.

Governare è più difficile nel contesto di oggi rispetto a qualche tempo fa, così come è più difficile fare impresa o dare formazione perché il mondo è più complesso, perché ogni decisione è condizionata da scenari internazionali che la tecnologia impone e che prima non esistevano, perché le autarchie non sono più possibili se non su dimensioni molto grandi, perché le economie sono sempre più interconnesse e scavalcano qualsiasi teoria ideologica.

In altri termini, i poteri forti ci sono e si conoscono e si può operare per evitare che condizionino più di tanto, alcuni di essi sono internazionali e altri sono specifici di ogni singolo paese e dipendono ovviamente dalla storia politica di quel paese e dagli orientamenti ideologici del passato o del presente. Ma se usati da parte di un partito per accusare un altro partito o gruppo sono pura fantasia, bugie o bufale, per usare un termine di moda, aventi finalità esclusivamente elettorali.

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Inserito il:12/01/2017 18:20:56
Ultimo aggiornamento:12/01/2017 19:38:30
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