Aggiornato al 04/12/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Tony Cyizanye (Haltom, TX, USA) - Crowd of People

 

Il terribile esperimento di affollamento degli esseri viventi: “Universo 25”

di Achille De Tommaso

 

Anche con cibo e acqua in abbondanza, lo spazio personale è essenziale per prevenire il collasso della società.

***

Il 22 giugno 1972 John Calhoun era in piedi sopra le macerie abbandonate di quella che un tempo era stata una fiorente metropoli di migliaia di abitanti. Ora la popolazione era scesa a soli 122 elementi, e presto anche questi abitanti sarebbero morti. Ma Calhoun non era il sopravvissuto a un disastro nucleare; era un ricercatore presso il National Institute of Mental Health, che conduceva un esperimento sugli effetti del sovraffollamento sul comportamento dei topi.  

Nel 1968, Calhoun aveva avviato l'esperimento introducendo quattro coppie di topi in un recinto appositamente progettato - un vero e proprio giardino dell'Eden per roditori - con numerosi "appartamenti", abbondanti e illimitate scorte di cibo e acqua. L'unica risorsa limitata, in questo microcosmo, era lo spazio fisico.  Questo lavoro, denominato “Universo 25”, fu il primo “esperimento di affollamento” portato a termine da scienziati.

Come lo scienziato aveva previsto, il paradiso divenne un inferno già quasi un anno dopo, quando la densità di popolazione iniziò a raggiungere il picco; anche se poi la crescita della popolazione rallentò bruscamente e drammaticamente. Gli animali divennero sempre più violenti, e svilupparono comportamenti sessuali anormali, iniziando a trascurare o addirittura ad attaccare i propri cuccioli. 

Vediamo alcuni dettagli dell’esperimento: nei primi giorni il numero dei topi aumenta con un raddoppio quasi ogni due mesi. Dopo un anno dall'inizio la popolazione diventa di più di 600 esemplari. Dopo un anno e mezzo raggiunge il suo massimo; circa 2.200 esemplari.

Da questo momento, però, le cose iniziano a cambiare. I topi cominciano ad alterare sensibilmente i comportamenti sociali e si iniziano a notare delle anomalie nei loro atteggiamenti che prima non erano presenti. Alcuni maschi iniziavano ad attaccare femmine e neonati, mentre, altri diventavano pansessuali; in quanto tentavano di avere rapporti con tutti gli altri topi disponibili. Alcuni dei maschi, definiti "i belli" non si occupano più della riproduzione, ma si limitano a curare il loro aspetto fisico, lisciandosi il pelo. Quest'ultimi erano gli unici che non riportavano ferite poiché non prendevano parte alle lotte. Le femmine, invece, cominciavano ad avere un comportamento aggressivo, come reazione alla violenza perpetrata dal genere maschile; e oramai non curavano più la prole, la quale era lasciata a sé stessa. In alcune zone dell'Universo 25 il tasso di mortalità dei piccoli raggiunse il 96%. Era emerso anche il cannibalismo, nonostante il cibo fosse sempre in abbondanza.

A venti mesi dall'inizio dell'esperimento la popolazione cominciò a calare. Dopo quattro anni la società del “paradiso dei topi” era completamente estinta. Ciò che doveva essere il "paradiso" si era mostrato come un inferno.

La conclusione di Calhoun è che non importa quanto sofisticato creda di essere l'uomo, una volta che il numero di individui supera largamente lo spazio disponibile, la conseguenza è la distruzione del tessuto sociale.

Calhoun non era timido nell'antropomorfizzare le sue scoperte, classificando i roditori in categorie come "delinquenti giovanili" e "abbandoni sociali", e anche altri scienziati colsero questi parallelismi umani. Ricordiamo che la crescita della popolazione negli anni '70 era in aumento e film come “I Sopravvissuti” (Soylent Green) del 1973, tratto dal romanzo distopico di Harry Harrison, attingevano alle crescenti paure della sovrappopolazione e della violenza urbana. In un articolo del 2011, si scriveva che gli studi di Calhoun furono branditi da sociologi per giustificare gli sforzi di controllo della popolazione, in gran parte rivolti alle comunità povere ed emarginate.

Dobbiamo preoccuparci? In realtà Calhoun non pensava necessariamente che l'umanità fosse condannata. In alcuni degli altri suoi esperimenti di affollamento, i roditori sviluppavano comportamenti innovativi, mentre in altri, l'aggiunta di più stanze aveva permesso agli animali di vivere in un ambiente ad alta densità senza essere costretti a contatti indesiderati con gli altri, minimizzando in gran parte le conseguenze sociali negative. Sicuramente, si dice, Calhoun voleva che questi risultati influenzassero la progettazione architettonica di prigioni, ospedali psichiatrici e altri edifici soggetti ad affollamento. Scrivendo in un riassunto del rapporto nel 1979, Calhoun aveva infatti osservato che "nessuna singola area di sforzo intellettuale può esercitare un'influenza maggiore sul benessere umano di quella che contribuisce a una migliore progettazione dell'ambiente costruito".

Speriamo; ma non possiamo esimerci, leggendo quanto scritto sopra, credo, da avere, oggi, un senso di preoccupazione; riscontrando in esso un qualche specchio della nostra attuale situazione sociale; non solo con la diminuzione demografica, ma con femminicidi, infanticidi, aberrazioni sessuali, violenze gratuite verso i deboli.

 

Inserito il:05/11/2022 11:19:47
Ultimo aggiornamento:05/11/2022 11:27:20
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445