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Aggiornato al 20/04/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Christopher Mize (from Maidens, Virginia - United States) – Cigars and Brandy

 

La tecnologia è come un buon cognac

di Gianni Di Quattro

 

Sulla tecnologia si è detto tutto quello che c’è da dire, non tanto da un punto di vista dei valori tecnici anche perché ogni giorno succede qualcosa di nuovo e di meglio, quanto in merito alla sua inarrestabile, pare, corsa verso non si sa dove, ma certamente verso molto lontano al punto che ormai tutti, salvo qualche negazionista che nella vita per ogni cosa si trova sempre, hanno la coscienza che la vita nel futuro sarà regolata, gestita, misurata dalla tecnologia che toglierà sempre più spazio ai cittadini e al loro pensiero. La libertà non sarà più la stessa, è la conseguenza innegabile.

Ora la tecnologia può essere come un buon cognac che si centellina dopo un pranzo pieno di gusto e un buon caffè e magari accompagnando il piacere di sorseggiare un così gradevole nettare con un meraviglioso e saporito sigaro avana. La metafora vuole dire che la tecnologia se adoperata nel momento giusto, nel modo giusto e con le situazioni giuste e, soprattutto, nelle misure giuste, aiuta davvero a vivere e rappresenta un significativo strumento di semplificazione della nostra vita. E, al tempo stesso, di liberazione da incombenze faticose o stupide che è la stessa cosa. Al contrario, se lo stesso buon cognac, per usare la stessa similitudine, lo si beve senza centellinarlo come fosse coca cola dopo aver ingurgitato una mezza mafalda ripiena di pane e panelle e consumata di corsa, il gusto tecnicamente è innegabile, ma può essere un peso sullo stomaco di difficile eliminazione, senza procurare alcun aiuto e, soprattutto, alcun piacere. Un impedimento, una complicazione invece di aiutare a vivere.

In altri termini, la tecnologia è così invadente nella nostra vita ed ha una capacità e velocità di sviluppo che può veramente condizionare il nostro modo di vivere e la libertà nella sostanza. Soprattutto quando è impiegata per cose inutili o comunque irrilevanti, per cose che sarebbe meglio continuare a fare come sempre e non a complicarle solo a vantaggio dei produttori della stessa tecnologia che evidentemente tendono a fare in modo che il maggior numero possibile di essere umani deleghi alla tecnologia le cose che fanno nella vita. Per loro è business e soprattutto la riduzione in schiavitù delle persone che continueranno a trascorrere la loro vita a comprare tecnologia, ad usare tecnologia per fare cose banali e semplici che grazie alla tecnologia diventano complicate.

La morale di questa riflessione è che la tecnologia può essere il mezzo vero di sviluppo della umanità e contemporaneamente quello che riduce la stessa in una schiavitù umana e morale. Avremo forse un mondo modernissimo dove gli uomini si muovono con autorevolezza ma senza consapevolezza, senza il potere di inventare, di cambiare, di decidere. Un mondo che cancella libertà e realizza l’eguaglianza, quella che qualche precursore indicava come uno uguale uno, un mondo cioè senza umanità.

 

Inserito il:28/02/2021 19:18:36
Ultimo aggiornamento:28/02/2021 19:23:17
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