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Aggiornato al 20/09/2018

Doron Noyman (Palo Alto – Contemporary) – Post Truth Portrait

 

La post verità e la post fiducia

di Gianni Di Quattro

 

La post verità sembra si stia diffondendo a giudicare da quello che ormai tutti ovunque rilevano. Il Dizionario di Oxford dice che per post verità si intende un altro concetto di verità, ottenuto introducendo nella valutazione elementi emozionali e soggettivi. Il primo ad usare il termine fu il giornalista e scrittore Steve Tesich nel 1992. In un suo reportage sulla guerra del Golfo diceva che gli occidentali avevano deciso cosa stava succedendo nella regione seguendo quello che a loro sembrava e non quello che era. I fatti e il tempo gli hanno poi dato pienamente ragione. Quindi la post verità è una interpretazione della realtà vista non solo obbiettivamente, ma anche con le proprie immaginazioni che magari corrispondono a ciò che si vuole, si crede o si spera.

Non è da confondere comunque la post verità che parte in ogni caso da una realtà con quelle che sono chiamate nel gergo giornalistico le fake news, le notizie false, volutamente false allo scopo di propagandare qualcosa di interesse politico, economico o sociale e che utilizzano i media come sistema di comunicazione.

La post verità piomba nel momento di grande cambiamento che sta avvenendo nelle società come conseguenza del ruolo sempre più condizionante della tecnologia, del fenomeno detto della globalizzazione (che naturalmente si avvale dei progressi tecnologici), che tende a vedere il mondo come un’unica piazza (speculativa) a prescindere dagli Stati, dai trattati e dalle convenzioni, perché arriva direttamente al consumatore senza intermediazioni o solamente con intermediazioni di comodo ed inoltre perché abolisce il concetto dello spazio e quello della competenza territoriale esclusiva.

Non a caso il sistema di distribuzione che dominerà il mondo sarà l’e-commerce, un sistema che funziona esclusivamente via rete e che supererà di gran lunga ogni altro sistema che rimarrà in vigore solo in modo marginale o in centri logisticamente collocati in posizione critica.

Ed ancora la post verità arriva quando le società stanno cambiando pelle, cioè i valori in altri termini che le hanno in qualche modo indirizzate e sorrette stanno scomparendo lasciando il posto ad altri principi guida come il successo ad ogni costo, la vittoria (nessuna pietà per i perdenti), il piacere, il potere.

Tali valori dividono nettamente le società in due categorie: le élite che le gestiscono e che hanno tutti i privilegi e il popolo che vive sempre peggio e che si affida spesso alla religione come unica speranza di un’altra vita e che è sempre di più prigioniero di leader spregiudicati che lo pilotano a loro scopo personale. Molti dicono che stiamo entrando rapidamente in un nuovo Medio Evo.

Naturalmente la post verità per motivi diversi è praticata da tutti. Dal mondo politico per fare apparire democratico quello che lo è sempre meno, dal mondo finanziario per fare apparire attraenti e non rischiose operazioni che invece lo sono (e lo debbono essere perché ideate nell’interesse di pochi a danno di molti), da tutti coloro che in qualche modo devono vendere, comprare, giocare, distrarre, inventare, giustificare, speculare, amare, convincere, cioè mano a mano da tutti o quasi. Ecco la post verità è un fatto generale o lo sta per diventare a grandi passi.

Ma in maniera consapevole od inconsapevole alla post verità si sta sempre più contrapponendo il concetto della post fiducia.

La post fiducia individua l’adesione che qualcuno può dare ad una verità che capisce che è una post verità e quindi la sua è una fiducia che non corrisponde alla fiducia propriamente detta. Si tratta dunque di una fiducia che sembra fiducia e quindi è una post fiducia, ma che prende le distanze dalla verità che non è verità. Un gioco delle parti, direbbe un grande che di comportamenti umani aveva capito molto.

Le due parti, quello della post verità e quello della post fiducia, sanno entrambi che quello che dicono e quello in cui credono sono adulterati, ma lo fanno in buona fede reciproca e con consapevolezza.

La nuova società che comincia a delinearsi sarà sempre più condizionata quindi da questi concetti che si basano su delle realtà che sono soggettivizzate in relazione ai propri sentimenti, desideri ed obbiettivi.

Si può riscontrare nella società da parte di molti personaggi che vi agiscono come protagonisti, il fatto che mano a mano la post verità e la post fiducia sostituiscono la verità e la fiducia. Quindi, non esiste più il pericolo della mancanza di coerenza o di contraddirsi. Perché i comportamenti sono tutti soggettivizzati e dipendenti dal momento senza alcun riferimento alla vera realtà. In altri termini, un ulteriore modo per essere nel mondo virtuale.

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Inserito il:20/05/2017 21:53:01
Ultimo aggiornamento:20/05/2017 21:56:34
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