Aggiornato al 19/05/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Hasan Abadi (Nablus, Palestinian Territory) - Caricature encouraging to stab Israeli soldiers [Facebook image]

 

Corsi di terrorismo nelle scuole pubbliche di Gerusalemme

di Vincenzo Rampolla

 

L'Istituto per il Monitoraggio della Pace e della Tolleranza Culturale nell'Istruzione Scolastica (IMPACT-SE), noto anche come Centro per il Monitoraggio dell'Impatto della Pace (CMIP), è una ONP israeliana che controlla il contenuto dei libri di testo scolastici, in particolare in relazione ai principi di insegnamento di religione, società, cultura e valori democratici. Esamina i testi scolastici per determinare se siano conformi agli standard internazionali tratti ​​dalle dichiarazioni e risoluzioni dell'UNESCO e raccomanda le dovute modifiche. L'organizzazione analizza libri di testo, guide per insegnanti e programmi di studio in tutto il mondo; sono esempi i rapporti su Egitto, Turchia, Usa, Israele, Autorità palestinese, Iran e Canada. L’effetto di questi rapporti ha indotto il Parlamento Europeo a decidere di congelare parte dei finanziamenti all'Autorità Palestinese fino a quando i testi non saranno allineati agli standard richiesti. Ha anche influenzato la concessione di finanziamenti da parte dei Governi di Svizzera, Germania e Regno Unito. In Israele, ha generato un'analisi mediatica dei fallimenti nel sistema educativo ebraico ultra-ortodosso finanziato con fondi pubblici. L'Istituto è stato invitato a una revisione dei libri per i bambini siriani rifugiati in Grecia.

A Gerusalemme e a Gaza i giovani ricevono corsi di terrorismo fin dalle elementari, sono stati sottoposti a un brain storming da leader palestinesi e da educatori che quotidianamente propagano avversione contro Israele e gli ebrei. A loro viene assicurato che chiunque muoia mentre compie un attacco terroristico contro gli ebrei è un martire a cui è garantito il posto in Paradiso.

IMPACT-SE ha rilevato che i leader palestinesi non hanno rispettato la promessa fatta ai finanziatori occidentali di modificare i libri di testo. Uno studio ha infatti mostrato che i libri appena pubblicati erano più radicali di quelli precedenti. In un rapporto di maggio 2021 si legge: Nei libri di testo palestinesi c'è un inserimento sistematico di violenza, martirio e jihad a tutti i gradi e in ogni materia, inclusi i testi di scienza e matematica; il nazionalismo estremo e le ideologie islamiste sono diffuse ovunque e la possibilità di pace con Israele è lontana. Israele e gli ebrei vengono presentati come rivali del profeta dell'Islam e nell’intero testo non c'è un minimo incoraggiamento alla convivenza pacifica.

Questo è il messaggio che iniettato nei cuori e nelle menti dei giovanissimi palestinesi, proprio nel momento in cui l'Amministrazione Biden continua a parlare di finanziamento dell'Autorità Palestinese e della necessità di rilanciare il processo di pace tra Israele e i palestinesi. Biden sta parlando di pace e di una soluzione a due Stati, mentre i leader palestinesi stanno facendo del loro meglio per preparare la prossima generazione a essere più aggressiva contro gli ebrei.

Il 21 novembre, Fadi Abu Shkhaydam, insegnante di liceo di 42 anni nel campo profughi di Shuafat a Gerusalemme, ha sparato e ucciso Eli Kay, un immigrato di 26 anni del Sudafrica. La sparatoria è avvenuta nella Città Vecchia di Gerusalemme. Altre 4 persone sono rimaste ferite prima che il terrorista venisse ucciso dalla polizia. Abu Shkhaydam era insegnante di studi islamici nella scuola statale per ragazzi Al-Rashidiyeh a Gerusalemme est. Il fatto che la scuola fosse pubblica e che Abu ricevesse uno stipendio dal municipio israeliano di Gerusalemme non ha frenato il piano dell’uomo, identificato come membro di Hamas e predicatore in varie moschee di Gerusalemme.

Nel 2020 durante un sermone di preghiera del venerdì ha detto: I maestri di eresia ebrei e cristiani si dedicano con sforzo per combattere per la legge islamica della shari'a e per diffondere l'ingiustizia. Ha anche detto che: Ebrei, cristiani e altri oppositori della shari'a sono guidati dal demonio e finanziati da soldi sporchi “dei beduini degli Emirati Arabi Uniti”.

Va detto che jihād è termine arabo che può essere tradotto come sforzo inteso sulla via di Dio, cioè impegno culturale di miglioramento del credente, rivolto ad esempio allo studio e alla comprensione dei testi sacri o del diritto; in questo senso il concetto è ben lontano dalla traduzione guerra santa, ormai di moda. Accanto a una dimensione interiore, riferita alla pratica di una perseverante pazienza di fronte ai nemici e alle traversie della vita, jihād va inteso anche in senso difensivo, come autodifesa senza eccessi contro i persecutori, per preservare e diffondere l'Islam.

In una lettera Abu avrebbe rivelato di aver pianificato da molto tempo l'attacco terroristico: Scrivo queste parole con grande gioia; concludo anni di duro lavoro con un incontro con Dio. Il terrorista ha detto di aver scelto questa strada per compiacere Dio e raggiungere il Paradiso. Ha anche affermato che l'attacco è stato progettato per difendere la moschea di al-Aqsa di Gerusalemme, riferendosi alle visite pacifiche e di routine degli ebrei al Monte del Tempio, il luogo più sacro dell'ebraismo.

Contrariamente a quanto affermato dall'Autorità Palestinese, da Hamas e da altri gruppi palestinesi, gli ebrei che visitano il sito non mettono piede nella moschea di al-Aqsa. I visitatori ebrei sono costretti a visitare il complesso del Monte del Tempio sotto la protezione della polizia a causa delle minacce dei palestinesi, che continuano a negare la storia ebraica e i legami con Gerusalemme.

Leader palestinesi e jihadisti come Abu hanno a lungo descritto i tour ebraici come violente incursioni nella moschea di al-Aqsa, fatti oggettivamente non corrispondenti al vero.

Secondo i media locali, Abu e i leader palestinesi non hanno perso un'occasione né alcun mezzo per diffondere la calunnia. Il terrorista ha usato ogni platea disponibile nelle moschee per incitare alla violenza contro i non musulmani, in particolare ebrei e cristiani.

Come insegnante e predicatore di moschee, Abu ha indubbiamente trasmesso il suo messaggio a molti palestinesi, in particolare ai bambini a cui insegnava a scuola e a quelli che frequentavano i suoi sermoni del venerdì. Non c'è da meravigliarsi, se adolescenti palestinesi siano animati da violenza contro gli ebrei a Gerusalemme e in Cisgiordania.

A inizio dicembre 2021, una studentessa palestinese di 14 anni ha accoltellato e ferito una donna ebrea che stava portando a scuola i figli. L'incidente è avvenuto nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est. La ragazza è fuggita nella sua scuola, situata a poche centinaia di metri di distanza. Poco dopo è stata arrestata dalla polizia israeliana.

I libri basati sui testi del Ministero dell'Istruzione dell'Autorità Palestinese e trovati nella sua borsa hanno dimostrato una diffusione di incitamenti violenti contro le forze dell’ordine israeliane e i coloni ebrei e la glorificazione dei martiri palestinesi. Ad esempio, a pagina 61 del Libro di studio della lingua araba c'è un esercizio di comprensione della lettura che contiene una storia che descrive l'incendio con molotov di un autobus israeliano appartenente all'insediamento di Psagot vicino a Ramallah. Il presunto tentativo di bruciare vivi i passeggeri ebrei è descritto nel libro come una festa con barbecue.

Nel libro di Scienze Sociali la ragazza afferma anche che la resistenza armata è un diritto naturale e legittimo destinato a opporsi all'occupazione e pubblica le foto dei massacri commessi dagli arabi contro gli ebrei nella città di Hebron nel 1929.

Secondo IMPACT-SE i libri di testo palestinesi rimangono manifestamente antisemiti e continuano a incoraggiare la violenza, la jihad e il martirio, mentre la pace non è ancora insegnata come preferibile, se non possibile.  È anche sottolineato, come già detto, che i leader palestinesi non sono riusciti a mantenere la promessa fatta ai finanziatori occidentali di modificare i libri di testo: La possibilità di una pace con Israele è decisamente rifiutata. Qualsiasi presenza storica ebraica nei territori odierni di Israele e dell'Autorità Palestinese è completamente omessa dai libri di testo. La storia e il patrimonio ebraici sono rappresentati come falsificati; i luoghi santi ebraici sono rappresentati come aree musulmane usurpate dai sionisti.

Un libro di testo di storia palestinese dell’ultimo anno di scuola elementare dice testualmente che gli ebrei controllano il mondo. In altri libri scolastici, gli ebrei sono descritti come bugiardi peccatori e truffatori e considerati i nemici dell'Islam in tutti i tempi e luoghi. Un capitolo sull'istruzione islamica insegna chiaramente che gli ebrei sono corrotti e destinati alla distruzione poiché la loro corruzione della Terra è stata e sarà la causa del loro annientamento.

L’Istituto ha anche messo in luce il fatto che ebrei e Israele vengono diffamati in misura superiore rispetto ai testi precedenti e che l'antisemitismo si è diffuso ovunque in forte misura. La presenza di Israele è per lo più descritta come occupazione sionista.

Che dire di questi messaggi che incoraggiano i giovani a compiere attacchi terroristici contro gli ebrei? Chiudere un occhio su tale propaganda in realtà semina i germi del via libera ai terroristi per continuare la loro jihad. L'incontro della scorsa notte del Presidente palestinese Abu Mazen nell’abitazione del Ministro israeliano della difesa Benny Gantz, è un crimine e rappresenta una pugnalata alla schiena dell’intifada palestinese. Lo ha detto su twitter Hazem Kassem, portavoce di Hamas. Il precedente incontro di agosto era avvenuto a Ramallah, Cisgiordania. Il dialogo di Abu Mazen con Israele è tanto più riprovevole - ha sottolineato il portavoce - mentre in Cisgiordania si moltiplicano gli attacchi da parte di coloni ebrei. Nei siti web vicini a Hamas circola intanto una vignetta che mostra Abu Mazen, in ginocchio, intento a pulire gli scarponi militari di Gantz. Mentre le fazioni armate di Gaza sono state convocate il 29 dicembre per elaborare una risposta unitaria, critiche all'incontro sono state espresse anche dalla Jihad islamica.

(consultazione:     http://www.impact-se.org/ bassam tawil – gatestone inst.; gerusalem post; herald tribune; der spiegel) 

 

Inserito il:19/01/2022 19:39:26
Ultimo aggiornamento:19/01/2022 19:59:27
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