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Aggiornato al 23/10/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Axel Scheffler (Amburgo, 1957 - ) -Idea for a EU heraldic animal (Drawing Europe Together 2018)

 

Diamoci una mossa ….

di Tito Giraudo

 

Cari futuristi, come il solito anche in questa tornata elettorale porto sfiga, dopo lunga meditazione al grido di: arginiamo Salvini! Mi sono deciso a votare Forza Italia che naturalmente ha quasi raggiunto l’irrilevanza elettorale.

Mi era successo con Craxi. Quando ho rivotato il PSI iniziò il suo declino elettorale, prima votavo Radicale e sui successi elettorali di Pannella meglio non commentare….

A pensarci bene nel ventennio berlusconiano quando l’ho votato convinto, vinceva Prodi.

Attendo naturalmente che qualche Partito paghi la mia astensione.

Nonostante ciò, qualche commento sui risultati elettorali mi sento di fare.

Ormai è chiaro: chi decreta il successo delle destre sono le sinistre, almeno una certa sinistra: i massimalisti nel 19, i frontisti nel 48, i moralisti del 94 e ora tutto l’ambaradan mediatico e giudiziario che prima favorisce i Grillini e poi quando si accorge che forse non sono né di destra e né di sinistra, ma di sicuro non di sinistra perché alleati con Matteo Salvini, considerato da costoro l’ectoplasma della buonanima di Predappio. Occorre dire che hanno avuto un ben triste risveglio.

Se fossi veramente un bieco destrorso, non potrei che rallegrarmi augurando lunga vita a questi progressisti frou, frou. Fortunatamente quando ho smesso di fare politica e sono andato a lavorare ho pensato alla politica come l’espressione dei miei legittimi interessi (scandalizzatevi pure). Di una cosa sono certo, i miei interessi per realizzarsi devono essere compatibili, non solo con quelli della maggioranza, ma soprattutto con il mondo reale (ci piaccia o meno) e non con le elucubrazioni catto-comuniste che hanno ispirato da troppi anni il progressismo italiano.

Con “mani pulite”, liquidati tutti i Partiti per via giudiziaria (meno il PCI), si sono ritrovati il Berlusca, mettendoci un ventennio per liquidarlo. Non contenti, si sono dedicati alla demolizione sistematica del renzismo, reo di non essere abbastanza di sinistra, raggiungendo l’ambizioso risultato di far vincere i Grillini, ma non al punto per poter governare in solitaria e quindi si è arrivati al contratto di Governo con quella Lega salviniana nata anch’essa dall’auto demolizione di quella bossiana, oltre alla consunzione Forza italiota.

Ora udite, udite, si scopre che la casta giudiziaria soffre delle stesse patologie di quella politica e per sovrappiù è vittima intercettata e sputtanata a mezzo stampa, pur cambiando i giornali di riferimento. Non ci saranno più le correnti ideologiche, ma certo le camarille che difendono i privilegi corporativi che da decenni bloccano la giustizia. 5Stelle e il Fatto silenti. Ieri sera ho sentito Travaglio e Giannini che invece di stigmatizzare i Magistrati se la sono presa con Renzi per il coinvolgimento di Luca Lotti. Demenziale!

Ricapitolando: Renzi, pur semi rottamato, impedisce comunque al PD di trattare con i Grillini e quindi l’unica alternativa possibile è la Lega, la quale sulla carta con la metà dei voti non sembrava un avversario troppo ostico. Anche perché, diciamocelo, a forza di dire che il Movimento non era né di destra, né di sinistra poteva essere del tutto normale allearsi con un Partito che, nato dal secessionismo padano, mescola temi populisti di sinistra e di destra e quindi come i Grillini sfugge alla catalogazione novecentesca.

I risultati delle Europee hanno per la terza volta ribaltato le preferenze degli italiani, dall’inarrivabile 40% di Renzi, si è passati al 32 di Di Maio delle politiche, e ora al 34 di Salvini.

L’unica considerazione è che l’elettorato ormai soffre di schizofrenia da simpatia personale totalmente disgiunta da giudizi obbiettivi; forse dovremo rassegnarci ma sta di fatto che un cauto riformista un po’ gigione come Renzi è stato sostituito da due avventurosi (volevo scrivere avventurieri) che trattano i temi economici come se fossero giocatori di Monopoli.

Ho sempre sostenuto che tra Lega e i 5Stelle, consideravo più pericolosi questi ultimi, non fosse per le origini giustizialiste e di sinistra accompagnate dalla totale improvvisazione politica ed economica dei loro eletti, inoltre considerando i dati della passata vittoria elettorale rappresentanti di un bacino elettorale soprattutto legato al Sud, e quindi portatori di una visione antiprogressista e assistenzialista.

Fa testo il “reddito di cittadinanza”. Partito come eliminatore della povertà e stimolo all’occupazione si è via, via trasformato in un reddito di inclusione ma con una soglia massima imbarazzante se si considerano i lavori precari e stagionali. Sono di questi giorni gli strali degli albergatori e ristoratori, i quali per il personale stagionale ricorrevano a giovani e immigrati che se ora godono del “reddito” non hanno nessuna convenienza a lavorare. Mi direte: ma lo perderanno se non accettano i lavori proposti. Che fine hanno fatto i tutor? Quei quattromila che, passato il concorso, come minimo avranno bisogno di altrettanti tutor che li preparino?

Se questa geniale riforma resterà in piedi, perché in Italia le riforme demagogiche non si cancellano mai per non perdere elettori, sarà un ulteriore paletto all’aumento di quel debito che agli italiani non pare preoccupare, se non per gli sconclusionati strali salviniani contro l’Europa, cosa schizofrenica dal momento che siamo un paese di risparmiatori.

Questa volta dunque ha stravinto Salvini il quale, a mio parere, sul piano personale è persino più pericoloso di Di Maio, ma che tuttavia ha ben altro Partito ed elettorato di riferimento.

Non si è avverato il sogno secessionista di Bossi, ma certo quello di creare una macroregione del Nord è alla portata.

L’elettorato della lega è variegato, all’apparenza sembrano predominare, come con Bossi, le semplificazioni popolar-populiste. Nella realtà la lega è un partito fatto da discreti amministratori, ceto medio moderato, ma soprattutto produttori piccoli e medi a cui non piace la sinistra e che certamente di fronte al possibile ulteriore dissesto dei conti non rimarrebbero inerti.

Salvini, dopo aver visto raddoppiare i suoi consensi e dimezzare quelli dell’alleato, invece di andare al voto come gli suggerisce Giorgetti, preferisce continuare con l’alleato grillino che forse in qualche modo ritiene più malleabile e forse un po’ simile a lui rispetto ai tradizionali amici (si fa per dire) del centro destra. E’ chiaro che quando i nodi dell’economia verranno al pettine riverserà i suoi strali da una parte sui Grillini, dall’altra sull’Europa matrigna, la quale Europa non ha cambiato di molto i suoi equilibri, ma se anche così fosse stato, ve li vedete i sovranisti a coprire lo sforamento italiano rinunciando a quella mucca da latte che fino ad ora è stata l’Europa?

Salvini, e i suoi economisti da istituto commerciale, sognano un’Italia, non tanto fuori dall’Europa, quanto fuori dall’Euro e dalle sue regole, cosa che li accomuna ai Grillini e purtroppo anche a una parte delle sinistre per cui quella ipotesi che a qualsiasi persona di buon senso può apparire folle è comunque da non sottovalutarsi. Una corrente di pensiero (centrodestra) tende ad accreditare un’immagine di Salvini di tipo provocatorio ma che al momento giusto si dimostrerebbe sensato e moderato, l’avrei creduto pure io se il successo da trombonaggine non gli avesse dato alla testa e, occorre dirlo il suo comportamento come Ministro dell’Interno, non è solo anomalo ma inizia ad essere pericoloso per la disinvoltura di cambiare casacca: Ministro, Vice Presidente del Consiglio, leader di Partito. Il maggior pericolo che corriamo sono le continue provocazioni verso l’Europa addebitandole i mali del nostro Paese.

Purtroppo Salvini ha il vento in poppa e probabilmente si servirà dei Grillini come utili idioti, dal momento che non vogliono e non possono né lasciare il governo, tantomeno andare al voto.

Se si dovesse rivotare, probabilmente non prenderebbero nemmeno lo striminzito risultato elettorale e quindi non avrebbero nemmeno la sponda del PD, il quale se aveva messo in conto un’alleanza, ora può solo pensare di assorbire pochi parlamentari sinistri raggiungendo quel 30% a cui aspira ma che lo relegherebbe all’opposizione perpetua visto che non vuole aprire alla destra moderata,

Salvini, pur gasato dai risultati elettorali e dal fanatismo della sua base, ha un solo nemico in questo momento: il mondo reale con le sue problematiche che presentano inevitabilmente il conto, immigrati allo sbando, ma soprattutto l’economia. Se la resa dei conti per Renzi è avvenuta dopo quattro anni, l’attuale situazione economica e l’isolamento europeo potrebbero accorciare di gran lunga la debacle salviniana. Il quale Salvini sicuramente cercherà di addossare all’Europa, ma anche ai Grillini, le responsabilità, approfittando anche di un’opposizione quasi inesistente sul piano pratico. E’ questo il vero pericolo. Gli Italiani in questo momento sono imbambolati dal tribuno, il quale continua a sfruttare due argomenti ormai marginali: l’immigrazione e la sicurezza.

Per quanto potrà andare aventi questa tiritera? E il Centro moderato? E Calenda?

Amici futuristi, se siete dei risparmiatori è meglio che ci diamo una mossa……

 

Inserito il:08/06/2019 10:28:09
Ultimo aggiornamento:08/06/2019 18:59:55
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