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Aggiornato al 16/08/2018

Vlad Zabavskiy (Fairfax, VA - United States) - Algorithmic art - Disintegrating Holy Grail

 

L’Algoritmo 5Stelle

di Tito Giraudo

 

Ora ho capito. Il Movimento 5stelle non è un vero Movimento, anzi si pensava con la normalizzazione parlamentare diventasse un Partito. Non è stato così. Perché?

Perché i Grillini sono un algoritmo, concetto base dell’informatica e quindi anche della rete.

Sono quindi i figli non solo di questo modo di comunicare, di socializzare, di comperare, soprattutto di vendere, sono i figli dell’algoritmo creato dalla Casaleggio Associati per Beppe Grillo.

Non sono stato tra quelli che temevano che la televisione ottenebrasse gli spiriti, anzi mi sembrava propedeutica all’unificazione culturale e linguistica del paese. Neanche la pubblicità televisiva, purché con libertà di zapping, ho mai pensato fosse il demonio e vi dirò di più: la civiltà dei consumi mi piace un sacco perché se potessi sarei spendaccione. Anche quando Mike Buongiorno esaltava un pessimo prosciutto, dopo il primo assaggio me ne sono fatto un baffo, ma so che quell’azienda è cresciuta anche grazie a lui. I prosciutti continuano ad essere mediocri, ma l’occupazione è aumentata.

Berlusconi e la sua Televisione, furono accusati di ogni sorta di nequizia perché si arricchivano con la pubblicità, che sarà anche noiosa, ma ora Mediaset ha più di ventimila dipendenti e sappiamo che molte aziende hanno fatto lo stesso.

Oggi la 7, TV fricchettona, ammannisce dibattiti politici ad uso e consumo paragrillino a tempo pieno, pagati guarda caso, con quella pubblicità ai suoi tempi tanto vituperata proprio dai fricchettoni.

E poi che dire degli economisti progressisti. Dalle politiche di piano di sovietica memoria, sono arrivati a dirci che se i consumi languono, langue il paese.

Tutta questa tiritera per dichiararvi che anche nei confronti della rete ho la massima apertura.

Da qualche anno non compero più la carta stampata dei quotidiani, perché ritengo che il mio Tablet mi consenta un panorama mattutino ben più comodo di quando entravo al Sindacato con un fascio di giornali sotto il braccio.

Nonostante ciò, che un Movimento politico possa nascere dal dibattito in rete, da un blog e perché no anche da FaceBook è possibile, e occorrerà farsene una ragione.

Mussolini costruì il primo Fascismo dalle colonne del Popolo d’Italia e nel dopo guerra l’Unità fu un esempio di comunicazione di Partito di ottimo livello propagandistico, dal momento che per anni riuscì a fidelizzare tanti iscritti e simpatizzanti comunisti. Gli Ungheresi facevano la rivoluzione contro lo straniero sovietico che li colonizzava e l’Unità convinceva le masse che era una controrivoluzione capitalistica. L’Avanti in occasione del varo del primo Centro Sinistra titolò: “Da oggi ognuno è più libero” dimenticando che gli italiani erano ancora liberi solo perché non avevano votato il Fronte popolare nel 48 dove loro erano stati parte in causa.

La rete, miei cari, per quanto riguarda la comunicazione è solo un mezzo più efficiente e avanzato. Quando compero da Amazon, compio un’azione non dissimile dall’entrare in un supermercato. Tuttavia, ritengo occorra essere consapevoli dei nuovi mezzi. Pensate se quando arrivò la televisione commerciale non avessero inventato quel delizioso apparecchietto che consente di cambiare canale.

La stessa consapevolezza occorre averla quando pensiamo che la rete possa essere rivoluzionaria, creare idee che si concretizzano in Movimenti, essere strumenti della tanto agognata democrazia diretta, illusioni; quindi piantiamola lì di considerare la rete una rivoluzione delle idee.

La rete, può essere rivoluzionaria e contemporaneamente reazionaria come mezzo, quindi dobbiamo avere la consapevolezza che dalla Rete non nascono le idee, semplicemente vengono veicolate. E a veicolarle c’è sempre qualcuno, cosa di per sé, legittima solo se abbiamo i mezzi per giudicare.

Torniamo ai Grillini. Si dicono rivoluzionari ma sono meramente reazionari. In questo sono figli della sinistra che ha sempre considerato rivoluzione e reazione a prescindere. Non importa che Castro fosse un dittatore, aveva fatto la rivoluzione e ciò bastava. Robespierre, non importa sia stato responsabile non solo di stragi ma soprattutto del declino della rivoluzione, provocando una reazione, magari non ai principi ma ai Giacobini.

Secondo me, i 5Stelle sostengono di essere rivoluzionari invece sono reazionari. Sono la reazione ai guasti della partitocrazia nati immediatamente con il boom economico degli anni sessanta, dove il bilancio dello Stato era piegato, non alle politiche economiche ma a quelle del consenso elettorale. Giusto quindi il nascere di una forza reazionaria a patto che questa si trasformi in forza rivoluzionaria.

Per fare ciò però occorrono dei requisiti e programmi che non ho mai visto nei Grillini, tantomeno dopo l’ultima campagna elettorale e le relative trattative per andare a governare.

E qui torniamo all’algoritmo che è la base di qualsivoglia programma informatico e di quella app che è il blog dei 5Stelle.

Mi voglio spiegare tornando ad Amazon (che tra l’altro utilizzo da tempo con soddisfazione).

L’algoritmo che sta alla base del programma di Amazon e che si serve soprattutto dei social e delle piattaforme più cliccate. Siete interessati a un prodotto? Per giorni vi martelleranno con offerte guarda caso riconducibili ad Amazon. Nulla di male in questo, se mi serve un nuovo tablet, mi sta bene ricevere notizie, performance e prezzi. L’importante è saperlo, essere consapevoli che tutto questo è pagato da Amazon e finalizzato al profitto di Amazon, cosa del tutto legittima, quindi consapevolezza del mezzo.

L’algoritmo di Grillo è un’altra cosa, non veicola prodotti ma idee che finché rimangono tali, per sbagliate che siano, sono legittime; ma quando sono finalizzate alla politica, ai risultati elettorali e alla possibilità di governare di un Movimento, secondo me occorre vedere chi dà le carte, chi gestisce i meccanismi elettorali, chi decide i gruppi dirigenti. Tornando al tanto vituperato Berlusconi si è cercato per anni di trovare i padrini della sua ascesa in politica, in realtà il Cavaliere ci ha messo la faccia e continua a mettercela, nel bene e nel male. Quando votiamo Forza Italia sappiamo che votiamo per Berlusconi, potranno non piacere i leader ma il gioco è a carte scoperte.

Chi c’è dietro l’algoritmo 5Stelle? Un’azienda, la Casaleggio Associati? Un comico, Beppe Grillo? La redazione del Fatto Quotidiano?

Strano, che tutti colori che si scandalizzavano perché Berlusconi era proprietario di televisioni non si sognano di porre problemi sull’algoritmo grillino che non solo veicola le idee, i programmi fumosi e contraddittori, ma gestisce la cosiddetta democrazia diretta del Movimento.

A me la cosa pare mostruosa.

 

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Inserito il:07/05/2018 10:23:46
Ultimo aggiornamento:07/05/2018 10:30:22
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