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Aggiornato al 18/08/2018

Carla Colombo (Imbersago, Lecco - Contemporanea) - Così é…se vi pare, 3, acrilico

 

Così è se vi pare

di Gianni Di Quattro

 

Il nuovo governo nel nostro paese è partito anche formalmente e non solo sostanzialmente come da alcuni giorni era sotto gli occhi di tutti. Ha avuto la fiducia e ha festeggiato in tutti i modi e adeguatamente, avendone peraltro legittimo diritto grazie al grande successo che il popolo italiano gli ha tributato e che, secondo i sondaggi, continua a confermare.

Il governo si accinge a fare le nomine per occupare adeguatamente il potere (sottosegretari, vice ministri, capigruppo in Parlamento, capi delle Commissioni parlamentari, capi dipartimento e poi capi di gabinetto, capi segreterie, addetti alle relazioni esterne, enti di competenza statale tra cui RAI, consiglieri di amministrazione delle aziende partecipate come ad esempio Ferrovie, Cassa Depositi e Prestiti, Poste, Leonardo inteso come ex Finmeccanica, consulenti ministeriali e componenti uffici legislativi dei vari ministeri, successivamente uffici diplomatici e altro ancora), un impegno gravoso che però potrà consentire ai partiti al potere di adottare qualsiasi provvedimento nella certezza dell’esito positivo e senza ostacoli. In altri termini, è stato varato il primo governo della repubblica italiana che nasce senza opposizione e con una maggioranza parlamentare blindata (mai si era verificata una tale circostanza dalla fine della seconda guerra mondiale, mai un governo ha potuto godere di un simile potere che può consentirgli qualsiasi provvedimento e politica anche la più strampalata).

I due partiti al potere si godono la vittoria e costruiscono il loro futuro. Ma quale potrà essere questo futuro? Non c’è dubbio che la Lega è un partito organizzato, con esperienza, con una struttura intermedia che funziona, con le idee chiare sulla strategia e con un leader capace e spregiudicato, mentre il Movimento 5 stelle è sfilacciato, senza esperienza, visionario e contradditorio. Ed allora quello che potrebbe verificarsi con molte probabilità è la fusione dei due gruppi sotto la direzione del leader della Lega, fusione facilitata dalla attività che nei prossimi mesi faciliterà amicizie, relazioni, comuni sentire. D’altra parte è la Lega che ha gli agganci con gli enti periferici, con gruppi stranieri, che conosce la macchina amministrativa dello Stato e che sa maneggiare in modo appropriato. Siamo avviati dunque verso un grande partito che avrà un consenso dal 50% in su e con una struttura potente e difficilmente scavalcabile.

E gli altri? Forza Italia è destinata a ridursi e a diventare un piccolo partito che raggruppa amici ed ex amici del cavaliere e che rappresenterà un partito satellite della Lega (che ingloberà come detto i 5 stelle) insieme al partito della Meloni e cioè Fratelli d’ Italia e ad altri eventuali gruppi cui la stessa Lega deciderà di dare qualche spazio in cambio della copertura di qualche pezzo di territorio.

E l’opposizione? Il Partito democratico è destinato a ridursi a partito di opinione, tutti gli sforzi compiuti da qualche attuale dirigente sono destinati a cadere nel vuoto, Renzi che potrebbe avere la forza e il coraggio di provare ormai è out dal sistema dei votanti e dalla linea degli opinionisti che poi sono quelli che influenzano il voto del paese, Calenda che ha le idee e le capacità e la voglia innovativa non potrà riuscire perché è comunque considerato un estraneo e difficilmente ce la farà ad organizzare un gruppo nuovo e canalizzare finanziamenti adeguati, di altri all’orizzonte non se ne vedono e l’ambiente del paese che sta per arrivare non sarà certamente un facilitatore di una forza di opposizione, che è stata sconfitta e che è ancora connotata come ancorata ad un passato superato.

Ma con questa configurazione politica (partito unico e partiti satelliti in appoggio e piccoli partiti di opinione, utili a creare illusioni e a tacitare media ed osservatori internazionali, quelli che devono attestare che il nostro paese è un paese veramente democratico dove si fanno elezioni e il popolo partecipa con entusiasmo) come si muoveranno i media, l’intelligenza e il mondo accademico del paese?

Si muoveranno come già si stanno muovendo, i media allineandosi e coloro che non lo fanno rapidamente rischiano (il caso del Direttore del Mattino licenziato dall’editore Caltagirone è un segnale), l’intelligenza come al solito andando dietro al vincente o a chi detiene il potere (da quella organica al partito comunista in poi) per godere di privilegi sociali ed economici come peraltro è prassi in tutto il mondo e, infine, il mondo accademico appoggerà in maggioranza il nuovo corso politico mantenendo almeno formalmente una sua dignità anche perché sarà il suo un mondo privilegiato. Tutti i regimi, insomma, hanno bisogno di lustro, di appoggio, di forma, e di cose che si possono esibire all’interno e all’esterno.

E i tempi? Questo è difficile dirlo anche se il leader della Lega è uno veloce e con il potere in mano sarà più veloce, ma sa anche che il percorso va fatto senza commettere errori che possono compromettere disegni grossi. In altri termini, non è importante conoscere e prevedere quali saranno i tempi, basta sapere quello che succederà e che succederà presto.

Il popolo italiano, almeno nella sua maggioranza, potrà orgogliosamente dire di avere contribuito al nuovo corso, salvo magari poi rinnegarlo alla fine. Come sempre è avvenuto e come la storia sempre ha registrato.

 

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Inserito il:06/06/2018 21:00:20
Ultimo aggiornamento:06/06/2018 21:26:22
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