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Aggiornato al 18/03/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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E. Roesler-Franz - Inondazioni del Tevere – Fine ‘800

Alluvioni, urbanistica ed enti territoriali.

La polemica tra Regioni e Stato a proposito dei guasti provocati dalle alluvioni, con accuse reciproche di responsabilità su quanto accaduto sembra appartenere, come capita di solito in Italia, alla polemica politica più che alle reali condizioni di esercizio dei poteri.

E come al solito si parte dalla coda, cioè dai condoni edilizi, che sono la parte terminale del processo e che vengono alla fine di un lungo iter di piani, di concessioni edilizie e di attività concrete di edificazione.

E’ poi evidente che se si parla di costruzioni abusive non si può tirare in ballo le norme e le responsabilità, che in questo caso sono aggirate ed eluse.

Anche se per queste sembrerebbe ovvio ricordare che i Comuni, l’Ente più vicino e contiguo alla realtà territoriale, dovrebbe essere quello che vigila sulla applicazione delle norme da esso stesse emesse (concessioni edilizie).

E’ evidente che la pratica dei condoni non facilita certo il rispetto delle leggi, ma non credo si possa addebitare ad essi la responsabilità di tutto ciò che è venuto prima.

Anche a costo di essere noioso, e per riportare la discussione sui giusti binari delle competenze, riporto di seguito chi deve fare che cosa, per avere un quadro chiaro delle responsabilità in gioco.

Le competenze urbanistiche sono ripartite tra diversi enti territoriali:

lo STATO ha una serie di competenze che sono contigue alla materia urbanistica: in materia di opere pubbliche, esercitata attraverso il Ministero dei Lavori Pubblici in materia di Ambiente e Beni Culturali (ministeri opposti);

la REGIONE ha competenze piuttosto ampie: dare linee di indirizzo e di programmazione generale (tramite leggi regionali); adottare il Piano Territoriale di Coordinamento; approvare i Piani Regolatori Comunali;

la PROVINCIA ha il compito di adottare il Piano Territoriale di Coordinamento;

il COMUNE ha competenze più ampie e importanti sul piano operativo: il Consiglio Comunale adotta i piani urbanistici; il Sindaco rilascia le concessioni edilizie; la Commissione Edilizia Comunale è un organo consultivo, il suo compito è quello di dare pareri all'autorità comunale;

le COMUNITA' MONTANE (enti locali, istituiti dalla regione, che comprendono più comuni, posti in un territorio montuoso) elaborano piani urbanistici per il loro territorio. I piani urbanistici sono documenti di programmazione, adottati da un' autorità pubblica, che hanno lo scopo di determinare l'assetto di una porzione del territorio. Sono coercitivi, cioè impongono regole di comportamento.

Il sistema della pianificazione urbanistica è organizzato in modo gerarchico: al vertice ci sono i PIANI TERRITORIALI DI COORDINAMENTO, redatti per il rispettivo territorio dalle Regioni e dalle Province, sulla base degli indirizzi di politica urbanistica stabiliti dalle leggi regionali; hanno valore a tempo indeterminato (sono, cioè, atemporali). In posizione subordinata vi sono le varie specie di PIANI COMUNALI (PRG, Piano Intercomunale, Programma di Fabbricazione) redatti dai comuni sulla base delle indicazioni contenute nei piani territoriali di coordinamento e approvati dalle regioni: sono anch'essi atemporali. Alla base vi sono gli STRUMENTI ATTUATIVI (piani particolareggiati di esecuzione e piani di lottizzazione), redatti dai Comuni sulla base delle indicazioni contenute nei piani regolatori; la loro efficacia è temporale.

Il quadro delle competenze e delle responsabilità è davvero chiaro ed esaustivo. Gli Enti territoriali hanno la responsabilità esclusiva di decidere dove, come, quanto costruire.

Varrebbe la pena quindi di riportare la discussione e la polemica nei giusti limiti delle leggi e delle norme e di chi ha la responsabilità di emetterle, di attuarle e di farle rispettare.

Gli equilibri e gli interessi politici potrebbero essere per una volta messi da parte, vista la drammaticità della situazione e la assoluta necessità di concentrarsi su quello che finalmente si dovrebbe fare per limitare danni così insostenibili.

Anche se la speranza di trovare soluzioni utili appare compromessa dall’enorme quantità di costruzioni realizzate negli ultimi anni in Italia e dal consumo davvero insostenibile di suolo che ne è derivato.

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Inserito il:17/11/2014 14:42:30
Ultimo aggiornamento:26/11/2014 16:34:10
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