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Aggiornato al 17/02/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Harry Mitton Wilson (UK, 1877 – 1923) – An Afternoon Nap

 

La siesta (07)

di Gianni Di Quattro

 

Ci sono situazioni internazionali che si possono comprendere solo se si pensa agli interessi dei tanti paesi coinvolti e alla loro storia di sfruttamento e di conquista. La Libia è importante perché è ricca di petrolio e fa gola a tanti. Ma è un paese formato da varie etnie, tribù, popoli che hanno poco in comune tra di loro. Sono stati tenuti insieme da un dittatore come Gheddafi che Francia e Gran Bretagna con il supporto americano hanno voluto eliminare, un po’ come è successo per tanti anni con la Jugoslavia fatta da vari paesi, tenuta insieme dalla dittatura di Tito, e che si sono giustamente separati alla sua caduta. Adesso è inutile lavorare per mettere insieme questi paesi, queste etnie, sarebbe meglio dividerli ed aiutarli a vivere separati. Ma di mezzo c’è il petrolio e gli accordi di una parte e dell’altra con paesi diversi. Alla fine dovranno convincersene, ma dopo molti morti e moltissime sofferenze delle popolazioni.

Un mio caro amico dice che una differenza con il passato è che ora quello che si rompe non si ripara ma si sostituisce semplicemente. Ha ragione ed è vero anche nei rapporti tra le persone, nei sentimenti, nelle coppie che al primo accenno di incomprensione spesso trovano più facile separarsi piuttosto che lavorare per ricucire, riprendere un percorso.

La vicenda del papa che si è dimesso (Benedetto XVI) che interviene in una materia delicatissima della Chiesa come il celibato dei preti, mentre l’attuale papa Francesco cerca di modernizzare la Chiesa e di portarla verso il futuro combattendo contro la tradizione, gli interessi, il conservatorismo ideologico della Curia romana che da anni esercita il suo potere, è un sintomo molto significativo di tante cose. Della spaventosa lotta in atto dentro le strutture ecclesiali, della interferenza del vecchio papa da considerare inopportuna almeno sul piano formale, del potere della Curia, della volontà di Francesco di cambiare per sopravvivere e per tornare ai valori fondativi del cattolicesimo.

La scomparsa di Giampaolo Pansa è dolorosa per tutto il mondo della cultura e del giornalismo italiano. Un gran personaggio, un gran giornalista, un polemista di eccezione, uno scrittore di valore. Giusta anche la sua battaglia per equiparare i misfatti che le due parti in competizione nella guerra civile del nostro paese, quella dei partigiani contro i fascisti, hanno commesso e che per anni si è tentato di coprire. Forse non è giusto equiparare le due parti in lotta sul piano politico e culturale, perché una delle due era la propaggine di una feroce dittatura che aveva trascinato il paese in guerra e al disastro, cosa che non giustifica, ma spiega in un certo modo anche reazioni riprovevoli umanamente. E questo al di là di speculazioni politiche successive ingiustificate.

Bisogna ammettere che della situazione economica del paese se ne parla, magari impropriamente ma se ne parla. Lo fanno i politici (mammamia!), lo fanno gli imprenditori, lo fanno persino giornalisti sprovveduti. Una voce assente in questo dibattito è quella dei sindacati che dovrebbero essere parte in causa, una importante parte in causa. Un sintomo dello sfascio del nostro paese.

La Puglia è una regione splendida, una punta avanzata del Sud del paese almeno lo era sino ad alcuni anni fa. Persino con una struttura criminale mafiosa di secondo livello rispetto a quelle potenti calabresi e siciliane, cosa non da poco. Una regione bella con bella gente, con magnifiche tradizioni, con una grande agricoltura, con iniziative culturali di pregio. Purtroppo da un po’ il suo degrado è accelerato da sconsiderate scelte politiche dei cittadini di quella regione che la stanno bruciando letteralmente. Fateci caso!

Putin che vuole cambiare la Costituzione, il Governo (di amici) che si dimette (per protesta o per aderire?). In Russia stanno organizzando un po’ di giochi per mantenere il potere e per aumentarlo legittimamente. La riforma che Putin propone modifica, pare in modo significativo, l’equilibrio tra i vari poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e tende ad affermare la priorità delle leggi russe su quelle internazionali (il sovranismo senza scherzi). È una vicenda di non poco conto, un passo per mettere ai margini la vecchia democrazia, per la verità mai di gran moda da quelle parti.

Mi sembra che ormai i giudici che vengono arrestati per corruzione o per altri reati di non poco conto cominciano ad essere tanti e sparpagliati in tutto il territorio del paese. Un brutto segnale.

Allora Cina e Usa firmano l’accordo sui dazi. Trump lo esibisce come una sua vittoria. L’accordo fa bene ai due e a tutti per la verità, in prospettiva i cinesi avranno la meglio, hanno l’occhio più lungo, investono di più, non cercano voti, entro la decade avranno la leadership tecnologica almeno per quanto riguarda l’hardware.

 

Inserito il:17/01/2020 15:00:19
Ultimo aggiornamento:17/01/2020 15:03:59
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