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Aggiornato al 16/08/2018

Nikolaj Konstantinovič Roerich (Russia,1874- India,1947) - Zarathustra- 1931

 

Così parlò Zarathustra

di Tito Giraudo

 

Credevo che lo spirito del mio ultimo articolo fosse chiaro, volevo parlare solo delle analogie, presunte o tali, tra Grillismo e Fascismo, perché me l’aveva sollecitato il post di Giusy La Ganga.

Non avendo più alcuna ambizione politica e per la verità non ne avevo nemmeno ai tempi in cui avrei dovuto, cerco di guardare la politica attuale con gli occhi del dilettante storico quale io sono. Tuttavia, poiché sollecitato, cercherò di esprimere alcuni concetti che riterrei indispensabili per voltare pagina in questo Paese.

Di Partiti ce ne sono troppi, senza che io ne prefiguri sciaguratamente un altro. Posso però fare un gioco. Se nascesse: a quale forza politica o anche a quale ipotetico leader darei il mio voto nel 2018?

Come mio solito, la prendo alla lontana.

Nel 1948, le alternative erano due: una democrazia nel capitalismo occidentale, oppure il comunismo in un collettivismo orientale. La scelta di campo era chiara e fortunatamente gli elettori si pronunciarono per la prima ipotesi.

Nel 1994, a mio parere, gli Italiani furono chiamati alle urne su due alternative: una socialdemocrazia statalista e pasticciona, infarcita di troppi ex comunisti sindacal dipendenti e l’iniziativa di un imprenditore con programmi fumosi, chiari solo nel voler sbarrare la strada a quelli che lui chiamava, non gli ex, ma con un po’ di enfasi: i Comunisti.

Nel 2017, poteva esserci la terza svolta, quella delle riforme istituzionali di Renzi, ma è andata buca…

Queste considerazioni per entrare nel vivo dei miei desideri.

Pregiudizialmente, senza riforme costituzionali semplificative e senza una riforma elettorale maggioritaria, o anche Presidenziale, non si va da nessuna parte.

Qualsiasi programma, soprattutto le riforme strutturali, non possono prescindere dalla semplificazione di questo Paese che non è rimasto inchiodato al 1947 ma fondamentalmente al 1861, con la sola differenza che allora a far casino in politica c’erano delle vere élite e oggi una pletora di mezze figure, frutto non tanto dell’imbarbarimento della politica, ma del suo sputtanamento cui si sono dedicati Media e Magistratura.

Mi dite dopo l’esperienza Berlusconiana quale imprenditore si cimenterebbe seriamente in politica? Oppure, se esistesse un grande economista, pensate seriamente che si lascerebbe triturare dal circo mediatico giudiziario con scarsissime probabilità di veder applicate le proprie idee? O se rinascesse un altro Machiavelli, o un Bismarck, senza un Principe illuminato (v. un Presidente) con le palle, chi potrebbero mai consigliare?

Ecco allora la mia prima proposta: nel 2018 si ripropongono immediatamente la riforma Parlamentare e quella del sistema elettorale (a questo proposito io sono per il presidenzialismo). Mi direte: “ma sono appena state bocciate!” E chi se ne frega, gli Italiani di quelle riforme non hanno capito nulla e quindi il mio ipotetico leader le saprebbe spiegare. E se poi devo accontentare i tanti antirenziani, non sono per riproporle paro, paro, ma sono per : Eliminazione integrale del Senato, Trasformazione delle Regioni in macroregioni, Eliminazione delle Regioni a Statuto speciale. Suddivisione dei compiti tra Stato e Macroregioni. E mi fermerei qui.

Per quanto riguarda invece la politica corrente, il mio leader dovrà essere assolutamente controcorrente. Nessun contentino agli Italioti, ma lacrime e sangue per tutti.

Con un debito pubblico di queste proporzioni e questa tassazione pazzesca, non ce la caviamo come dice la sinistra con le patrimoniali, o con un colpo di bacchetta, portando le tasse al 15%, come dice la destra, perché: “se si paga poco si paga tutti”, che barzelletta, con il senso dello Stato degli Italiani gli attuali evasori troverebbero il modo di evadere anche quel 15%.

Il mio ipotetico Leader, invece di lamentarsi con l’Europa, perché ci danno delle cicale, sfida i Grillini, i Salvini, i Melini, per una totale integrazione all’Europa. E chi se ne frega se diventiamo uno Stato come il Minnesota o il Texas. Il mio Leader ipotetico direbbe chiaramente agli Italiani che se le cose continuano così, non saremo noi ad uscire dall’Europa, ma i Tedeschi, gli Olandesi, i Danesi, gli Svedesi (così magari, con loro, rientrerebbero gli Inglesi).

Gli sprechi. Chi se ne frega di quelli denunciati dalle Iene o da Striscia, che sono una goccia in un mare.

Iniziamo dalle macroregioni, 3: Nord, Centro e Sud, intanto quest’ultima la commissarierei almeno per una legislatura, i soldi che risparmieremmo per i macro Parlamentari Regionali li devolverei a quei finti invalidi che sono veri poveri, naturalmente togliendo le finte invalidità.

Abolizione di tutte le partecipate con una privatizzazione che preveda per le turbative di appalto, oltre quello di colpire politici e burocrati (lavori forzati), finalmente riconoscere che i corrotti esistono perché ci sono i corruttori (mi si dimostri quanta galera hanno fatto gli imprenditori implicati in mani pulite), e quindi castigare tutta la filiera.

E, ciliegina sulla torta ad uso dei miei amici No Tav. Privatizzazioni degli acquedotti, non dell’acqua, come furbescamente vanno raccontando. Ah! dimenticavo, dove c’è petrolio a sufficienza lo estraiamo e con il ricavato salviamo dal degrado opere d’arte e paesaggi.

Manterrei in piedi il Cnel. E’ già imbottito di ex sindacalisti, ma io rinchiuderei gli attuali per corsi intensivi di ricondizionamento ideologico sul libero mercato e la concorrenza, Tutor: Sergio Marchionne.

E naturalmente non vi ho detto tutto.

Il tono è scherzoso, forse utopistico. Lasciatemi sognare!

PS: Dimenticavo, per far contenta la mia signora (io me ne frego), gli stipendi dei Parlamentari li calcolerei sulla media europea.

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Inserito il:30/03/2017 17:22:34
Ultimo aggiornamento:30/03/2017 17:44:06
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