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Aggiornato al 22/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

 

La Via della Seta

di Giorgio Panattoni

 

Personalmente non credo che la Via della Seta rappresenti un grande pericolo per le economie europee. Anzi.

Per quelle forti, ovviamente, che, finito di resistere, dovranno anche ristrutturarsi per reagire a un cambiamento tanto rilevante.

Credo invece sia una opportunità per utilizzare questa voglia di espansione organizzata dalla Cina nel mondo occidentale per aumentare le proprie opportunità di commercio verso l'est.

Ma c'è un problema decisivo: siamo in grado come paese di essere competitivi verso quei mercati?

Se sì, la opportunità è reale, se no, saremo oggetto della competitività altrui.

La risposta alla debolezza di sistema che caratterizza l'Italia non è rifugiarsi nei propri confini, imporre dazi per riconquistare una supremazia nel mercato interno (chi è d'accordo con Trump?).

Viene in mente la svalutazione della lira come strumento di sopravvivenza e di mascheramento di una debolezza strutturale.

E' finalmente investire sulla competitività di sistema, cosa peraltro doverosa con qualunque assetto, senza rinchiudersi in disegni conservatori e di piccolo respiro.

Anche in questo senso non ha giustificazione opporsi alla TAV, strumento moderno di collegamento, prima delle merci e poi delle persone, con il nord Europa e con la Spagna.

Così come il terzo valico per quel che riguarda il porto di Genova. E via di seguito per quello che ancora non c'è.

Come si fa a pensare di essere terminali di flussi commerciali importanti senza un sistema veloce, efficiente e moderno di smistamento delle merci? Su rotaia, o vogliamo farlo su gomma, cosa pressoché improponibile?

Allora nasce una domanda importante.

Non è questa l'occasione per accelerare la realizzazione del sistema di trasporto europeo, e non solo, di pari passo con la Via della Seta?

E non vale la pena di porre il problema contestualmente con l'accettazione della proposta cinese? Anche ai cinesi?

La reazione negativa a questa realizzazione sembra dettata più da motivi di conservazione che dalla accettazione di sistemi che nel futuro saranno la regola degli interscambi tra i paesi.

Allora sì a un concerto europeo sul tema, sì alla definizione di parità di opportunità di interscambio, sì all'allargamento del sistema di trasporto terrestre e marittimo, sì al futuro.

Le conseguenze per la politica nazionale sono evidenti, dobbiamo fare in fretta quello che stentiamo ad accettare e a fare.

Con l'aiuto di tutti gli altri, se vogliamo che il sistema globale sia condiviso.

E infine giusta la osservazione di Mattarella sui diritti umani.

Se dobbiamo stare insieme e integrare ancora di più i sistemi nazionali occorre che alcune regole di base siano le stesse.

In questi giorni se ne sono sentite di tutte, tranne un serio approccio ai problemi e alle realtà, che si verificheranno comunque indipendentemente dall'Italia (e verrebbe da dire anche dagli USA).

Questo vale per tutti, governo e opposizione.

Se stentiamo così tanto a stare insieme in Europa, come faremo a stare meglio insieme nel mondo che verrà se non incominciamo a lavorare seriamente sul futuro?

 

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Inserito il:27/03/2019 20:10:23
Ultimo aggiornamento:27/03/2019 20:25:49
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