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Aggiornato al 19/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Ivan Shikerov (1928 - 1999) – Difficult path

2016: Dove va l’Europa? (seguito)

 

IN EUROPA I PROBLEMI SONO ANCORA TUTTI SUL TAPPETO, ma la discussione si anima e gli incaricati di trattare, di mediare (gli sherpa della politica) sono al lavoro intensamente. I difensori della flessibilità, quasi tutti appartenenti ai socialisti ma non solo per la verità, quelli che si oppongono alla rigidità contabile e procedurale della Germania, dei suoi satelliti e dei suoi seguaci (per passione o per interesse), si riuniranno a Parigi nei prossimi giorni per concordare azioni comuni e progettare anche iniziative parlamentari. Rispetto al passato bisogna ammettere che passi avanti se ne stanno facendo, certo coloro che detengono il potere sono forti e non sono abituati ad essere contestati, ma insomma le cose cambiano e finalmente anche in Europa si comincia a fare politica (la strada è lunga ma eppur si muove). I difensori della flessibilità possono anche contare sull’appoggio del Presidente di turno della UE e Premier olandese, Mark Rutte, che si è incontrato nei giorni scorsi con Matteo Renzi (l’iniziatore di questo processo nel bene o nel male) e hanno trovato, sembra, molti punti di convergenza nelle loro posizioni. Bisogna comunque precisare che la battaglia non è solo banalmente tra flessibilità e rigidità perché sarebbe solo di basso livello, ma è intorno al ruolo della Unione Europea nel futuro per farla tornare alla idealità originaria, per sottrarla al condizionamento esclusivo degli economisti e avviarla verso un cammino in cui i valori della cultura, della bellezza, di costruire una società più giusta e comune, di sviluppare insieme lavoro e formazione, dello stare insieme, in definitiva, hanno significato. Intanto:

  • In 14 paesi dell’Unione, in tante importanti città, si stanno svolgendo con assiduità e con presidi continui MANIFESTAZIONI DI PROTESTA contro le regole attuali della immigrazione nel continente. Si chiede la chiusura delle frontiere, un piano contro la islamizzazione dell’Europa, la eliminazione della libera circolazione per le persone non europee anche se dotate di permesso di soggiorno, una politica più articolata comprendente anche programmi di inserimento e di formazione degli immigrati accolti. Insomma si chiede una politica adeguata al fenomeno che sinora la Comunità non ha voluto o saputo esprimere. In queste manifestazioni stanno crescendo peraltro gruppi di estrema destra a giudicare dai simboli e dalle bandiere presenti e che destano (dovrebbero farlo perlomeno) preoccupazione. Infatti questi gruppi nascono e crescono facilmente, ma fanno poi fatica ad estinguersi.
  • In PORTOGALLO il nuovo Governo di centro sinistra ha presentato il budget dell’anno, in cui è prevista maggiore flessibilità. La Commissione, come a questo punto si può dire fa di solito, ha invitato ad andare avanti e si è riservata di dare l’approvazione definitiva entro il mese di maggio. Una situazione che ricorda molto da vicino la nostra. Questi della Commissione o non sanno come si fa a gestire qualsiasi cosa o sono in malafede, perché a maggio le possibilità di intervento sui risultati e sull’andamento dell’anno sono praticamente impossibili. E, come ben dice il Ministro Padoan, le situazioni di incertezza non fanno bene a nessuno.
  • In SPAGNA adesso le ipotesi più probabili sul tappeto per formare il nuovo Governo sono due: o una coalizione comprendente il Partito Popolare (Mariano Rajoy), il Partito Socialista che farebbe da leader (Pedro Sanchez) e Ciudadanos (Albert Rivera) oppure una alleanza tra Partito Socialista e Ciudadanos magari con l’appoggio esterno del Partito Popolare. Sarebbero esclusi solo quelli di Podemos (Pablo Iglesias) che alle prossime elezioni (cosa che appare, alla fine, la più probabile) avrebbero in questo modo un grande risultato. La prima coalizione sembra gradita ai cittadini secondo recenti e autorevoli sondaggi (per quel che valgono ormai queste inchieste basate su campioni strampalati e modelli matematici obsoleti). Si tratta comunque di soluzioni vecchie, tradizionali, non innovative. D’altronde gli spagnoli sono, come gli italiani, conservatori e poco amanti del nuovo, solo più coraggiosi.
  • In GERMANIA si consolida una forte opposizione a questo Governo e a questo cancelliere dentro allo stesso partito di maggioranza (CDU) e le elezioni politiche sono nel prossimo autunno. Questa opposizione si sta   organizzando anche nelle piazze creando abbastanza scompiglio sociale. Non si vedono nuovi leader all’orizzonte con eccezione, forse, dell’attuale Ministro della Difesa, Ursula van der Leyen, probabile candidata a succedere ad Angela Merkel (che negli ultimi tempi ha perso smalto anche a livello internazionale assalita come è da più parti) e considerata certamente più moderata di Wolfgang Schaeuble (il Ministro dell’Economia), dagli stessi tedeschi visto come eccessivo in tutto e soprattutto privo di fiducia internazionale. L’economia tedesca sta rallentando e sta cercando di assorbire alcuni colpi alla sua credibilità come il caso della Volkswagen. Il modello sociale di cogestione con i sindacati in periodo di crisi o di probabile crisi evidentemente non funziona come in caso di sviluppo, poi ci sono i rapporti con la Russia, la necessità di integrare grandi quantità di immigrati che da una parte sono fondamentali per la produzione, ma dall’altra stanno sconvolgendo la nutrita classe dei benpensanti del paese, la politica finanziaria sempre più nelle mani dei poteri forti tra cui, in primo piano la Banca Centrale. In definitiva un quadro che potrebbe, nella sua debolezza, rappresentare un ostacolo a un cambio di politica a livello europeo, invece di favorirlo.
  • Qualche volta può venire spontaneo domandarsi se NEL MEDITERRANEO le vedette, le navi che gironzolano in nome delle varie operazioni europee ed italiane, le capitanerie di porto e le ispezioni aeree controllano il traffico, ma proprio tutto il traffico per davvero. Perché c’è gente che pensa che ci sono anche buchi in queste maglie e attraverso questi buchi passano, continuano a passare cose e persone. Come trafficanti, scafisti che vanno e vengono, clandestini vip (ci sono anche loro), terroristi e contrabbandieri. Forse non è vero, ma il dubbio è legittimo e poi, come diceva François Mauriac, è segno di intelligenza.
  • Il PRESIDENTE DELLA BCE, Mario Draghi, dice che l’e-commerce collabora a tenere bassa l’inflazione. Perché aumenta la trasparenza dei prezzi e intensifica la concorrenza tra fornitori e rivenditori. Insieme ad altri fattori come la globalizzazione, la riduzione del costo delle materie prime, i cambiamenti demografici. E in Europa, e questa è la buona notizia, l’e-commerce sta crescendo a tassi molto significativi.
  • L’idea di fare LE PRIMARIE PER DESIGNARE i candidati alla Presidenza della Commissione Europea e poi farli votare dai popoli è giusta e potrebbe essere applicata anche a partire dalle prossime elezioni. Invece la nomina di un Ministero del Tesoro Europeo non si può fare subito per non avere un manichino inutile e sovrapposto, ma dovrebbe essere la conclusione di un processo di modifica strutturale e di revisione dei compiti propri della Commissione e delle altre istituzioni coinvolte. E poi la nomina di tale personaggio in questo momento, dati i rapporti di forza, sarebbe appannaggio di Germania e Francia.

FINALMENTE ANCHE I MEDIA cominciano ad attivare i loro editorialisti per analizzare e capire meglio il caso Europa e, tralasciando i giornali che sostengono tesi di partito o di qualcuno in modo pregiudiziale, in molti il dibattito si sta facendo interessante ed anche la gente comune comincia a capire di più e meglio i termini del problema. Il percorso è accidentato ma va verso il traguardo giusto e ci sta andando senza ammoini, urla e dichiarazioni di guerra, anche se i toni si mantengono ancora alti. La speranza è che mano a mano che il dialogo e il progetto vanno avanti, anche i toni siano più moderati e quindi ci sia più approfondimento, perché quando si grida lo si fa per prevalere e non per spiegare, per interpretare, per confrontare, per risolvere.

Link a Prima parte

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Inserito il:09/02/2016 00:05:04
Ultimo aggiornamento:25/02/2016 08:36:45
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