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Aggiornato al 19/09/2018

Dan Livni (Kibbuz Maoz-Heim, Israel, 1945 - ) – Ascend to Jerusalem

 

La democrazia di Trump

di Giorgio Panattoni

 

Che Trump avesse una concezione proprietaria della sua carica di presidente di una delle più potenti democrazie del mondo era noto e sufficientemente provato dalle sue uscite autoritarie dall’esordio del suo incarico, ma quello che è successo all’ONU in occasione del voto sulla sua decisione di proclamare Gerusalemme capitale dello stato ebraico, con uno strappo storico rispetto agli equilibri di quel territorio, va al di là di ogni aspettativa.

Il voto è stato largamente contrario alla sua decisione.

Senza tentennamenti Trump ha fatto dichiarare che avrebbe preso nota degli stati che avevano votato contro e glie la avrebbe fatto pagare.

Cioè, in una assemblea democratica o sei con me o sei contro e allora sei fuori.

E poi, solo alcuni giorni dopo, la riduzione immediata dei finanziamenti USA all’assemblea.

Cioè, se ti comporti male nei miei confronti si può anche finire lì, chiudendo l’assemblea internazionale o per lo meno mettendola in crisi finanziaria.

E’ la prima volta che succede un caso del genere e sarebbe giusto che le democrazie del mondo ne prendessero ufficialmente atto.

Soprattutto considerando il ruolo dell’ONU nel mondo e le ragioni della sua istituzione.

Ma ovviamente non succederà nulla.

E speriamo, come purtroppo probabile, che le teorie di Trump non si saldino con le spinte reazionarie che vengono dall’Europa dopo la vittoria della destra in Austria e le bellicose dichiarazioni dell’asse reazionario di Austria, Ungheria, Polonia e Cecoslovacchia.

Per finire una curiosa osservazione sui nazionalismi nostrani.

Vedevo l’altro giorno in televisione una gara di free style che si svolgeva sulle nostre dolomiti.

In tutta evidenza appariva un grande striscione che portava il nome del luogo ove si svolgeva la gara.

Su questo c’era scritto “INNICHEN (ITALIA)” in modo del tutto inusuale, perché Innichen è SAN CANDIDO, ovviamente in Italia.

E non c’è bisogno di affermarlo, tranne che se si scrive in tedesco forse è utile per far capire dove ci si trova.

Va bene il bilinguismo, ma c’è un limite sul quale si dovrebbe intervenire.

Ma ovviamente non succederà nulla.

E forse questa è la prima conseguenza delle dichiarazioni del nuovo cancelliere austriaco che ha dichiarato di dare la cittadinanza austriaca ai residenti in Sud Tirol (Alto Adige) e la possibilità agli atleti locali per gareggiare per l’Austria.

A volte basta un voto per dare alla testa.

 

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Inserito il:31/12/2017 11:09:37
Ultimo aggiornamento:31/12/2017 11:14:31
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