Aggiornato al 28/02/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

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Risveglio del nucleare UE e Italia

di Vincenzo Rampolla

 

C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi di antico, ha detto il poeta e oggi un vento nucleare positivo sembra alitare da Strasburgo. Il Parlamento Europeo ha chiesto una strategia UE sui piccoli reattori modulari SMR. L’11 dicembre scorso, riunito in plenaria a Strasburgo ha adottato con 409 voti a favore, 173 contrari e 31 astenuti la relazione sugli SMR, a prima firma dell’eurodeputato sloveno del Ppe, Franc Bogovič, che chiede una specifica strategia industriale globale per il loro sviluppo nell’UE. Risveglio dal torpore invernale condiviso anche dall’ENEA, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'Energia e lo sviluppo economico sostenibile, in seno al MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica). 

Gli SMR rispetto alle centrali tradizionali su scala GW sono reattori nucleari più piccoli in termini di potenza e di dimensioni fisiche, con potenza compresa tra 10 - 300 MWatt. Si basano su tecnologie esistenti e sono progettati per essere costruiti in fabbrica in forma modulare standard; il loro vantaggio principale è essere assemblati in fabbrica e poi spediti e installati dal cliente, anche in aree remote con capacità di rete limitata o in aree in cui l’uso di centrali nucleari tradizionali non è possibile. Utilizzano reazioni di fissione nucleare per creare calore che può essere utilizzato direttamente o per generare elettricità e sono di recente tornati al centro del dibattito politico in UE in piena crisi energetica con la Russia e per diversificare le fonti di approvvigionamento.

Le tecnologie nucleari avanzate possono essere classificate in 2 gruppi:

• Small Modular Reactors (SMR), sfruttano l’attuale tecnologia dei LWR (Generazione III o III+), con raffreddamento ad acqua leggera o bollente in una configurazione di tipo a circuito (loop) o in una configurazione integrale (circuito primario interamente installato nel reactor vessel);

• Advanced Modular Reactor (AMR), derivati dalle tecnologie di IV generazione, utilizzano nuovi sistemi di raffreddamento (piombo liquido o combustibili innovativi) per offrire prestazioni migliori e nuove funzionalità: cogenerazione, produzione di idrogeno, soluzioni per la chiusura del ciclo del combustibile e della gestione dei rifiuti nucleari, maggiore competitività economica, sostenibilità, sicurezza passiva, affidabilità, resistenza fisica. In particolare la riduzione dei tempi e dei costi di realizzazione, che contribuiscono a ridurre gli interessi finanziari durante la costruzione;

• standardizzazione e realizzazione in fabbrica che, unitamente alla dimensione ridotta dell'investimento per ogni unità modulare, consentirebbero di raggiungere più rapidamente il pieno beneficio della curva di apprendimento e con una spesa complessiva inferiore; l’effetto si riflette non solo in una riduzione di costi diretti di capitale ma anche in una minore percezione del rischio finanziario, quindi minori tassi d’interesse.

Principali attività svolte da ENEA. ENEA, Ansaldo Nucleare, Newcleo, SIET e altre industrie e Università italiane contribuiscono allo sviluppo di molteplici concetti SMR/AMR (concetti è parafrasi diplomatica aziendale per consulenza tecnica esclusa la produzione). Di seguito la sintesi:

  1. NUWARD, concetto francese di SMR modulare, riferimento europeo, guidato da EDF Elecricitè de France). In Italia, tramite un accordo tra Edison, Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare e ENEA con ruolo di advisor; si valutano prospettive di sviluppo per una futura sperimentazione a Piacenza;
  2. ALFRED, prototipo UE concetto di AMR basato su GEN-IV Lead-cooled Fast Reactor (LFR), supportato dal consorzio internazionale FALCON (guidato da Ansaldo Nucleare e basato su tecnologia ENEA). In Romania è in corso la realizzazione della principale infrastruttura sperimentale realizzata con questa tecnologia;
  3. Westinghouse LFR, per la quale Ansaldo Nucleare ed ENEA supportano la realizzazione di diversi impianti sperimentali nell'ambito del programma AMR UK;
  4. LFR-AS-30, AMR sviluppato dalla start-up Newcleo, basato su tecnologia ENEA, con investimenti privati per oltre 50 M€ presso le infrastrutture ENEA, referente per la progettazione nucleare e gli aspetti tecnologici del reattore. Attualmente in via di formalizzazione le prime fasi dell’Accordo Quadro sottoscritto con la Società. Su questo progetto ENEA è impegnata nella realizzazione di PRECURSOR, un dimostratore non nucleare, in scala 1::1 presso il Centro Ricerche del Brasimone (Appennino tosco-emiliano): l’impianto, dotato di resistenza elettrica con veci di generatore di calore, in sostituzione del nucleo del reattore, per testare la termofluidodinamica.

Il mercato degli SMR. Si stima il mercato globale degli SMR tra 50-100 Mld entro il 2030, con un tasso di crescita annuo superiore al 20%. Ad oggi, 68 progetti di SMR sono tracciati dall’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e oltre 30 Paesi stanno valutando nuovi programmi nucleari con SMR. Gli SMR stanno riportando il nucleare al centro dell’agenda politica, industriale e finanziaria. Grandi consumatori energivori come Data Center, Gigafactory e Industrie stanno investendo in progetti SMR: Google (con Kairos), Amazon (con X-energy) e Microsoft (con il sito di Three Mile Island) sono attivi nella costruzione di una capacità stabile 24/24 ore.

Le sfide alla diffusione degli SMR. Nessun reattore modulare è oggi operativo in Occidente. I primi esempi esistono in Cina e Russia, in Europa e Usa progetti come NuScale in Idaho sono stati cancellati in assenza di domanda e per costi eccessivi, oltre a lunghi tempi autorizzazione con ogni reattore FOAK (First-of-a-Kind) che impone una certificazione autonoma in ogni giurisdizione.

La diffusione degli SMR a livello globale. Oggi nel mondo operano 413 reattori nucleari in 31 Paesi, per una capacità installata di 371,5 GW, secondo i dati AIEA 2023. Per centrare gli obiettivi climatici al 2050, si stima che sarà richiesta una capacità nucleare aggiuntiva fino a 800 GW, più del doppio degli ultimi 60 anni.

Competenza e costi. L’industria nucleare si trova ad affrontare una crisi di competenze, aggravata dall’età media avanzata dei tecnici e dalla scarsità di nuovi ingressi qualificati con inserimento della gestione della sicurezza, dei rifiuti e della protezione fisica. Una prima stima dei costi è 52 €/MWh in Svezia e 119 €/MWh in Grecia, valore potenzialmente di interesse in molti Paesi.

Come dirigere il potenziale degli SMR. È richiesto un investimento straordinario nella formazione e nel trasferimento di competenze, in sinergia con il sistema universitario e gli operatori industriali,accompagnato da un impegno corale tra: fornitori tecnologici, EPC contractor, utility, regolatori, investitori e grandi consumatori, attori tutti coordinati per costruire una filiera industriale competitiva e resiliente. È impegno dei Governi creare le condizioni per il decollo degli SMR, attivando strumenti di de-risking per i primi progetti, sostenendo operatori pubblici e privati e favorendo un contesto normativo armonizzato e stabile. L’energia nucleare può tornare a essere un pilastro della sicurezza energetica e della competitività industriale globale.

Con l’effervescenza e il clima positivo scaturito in contemporanea alla Legge italiana sul nucleare, spuntano all’orizzonte immediate reazioni di osservatori dell’opposizione.

Alla Fiera di Rimini il 5 marzo 2026, Sala Girasole, Pad.B7 incontro su I Piccoli Reattori Modulari, l’ultimo inganno nucleare. In programma:

  1. costi iniziali di costruzione eccessivi,
  2. tempi di costruzione lunghi e con oneri finanziari insostenibili,
  3. spese di esercizio e di manutenzione elevate,
  4. preoccupazioni legate alla sicurezza riguardo gli incidenti,
  5. necessità di stoccaggio sicuro delle scorie radioattive a lunghissimo termine, punto dolente.

È solo l’inizio. Sindacati, contestatori, obiettori, politici non vedono l’ora di partire all’attacco con la bandiera dell’anti-nucleare. E finché il MASE non avrà gestito per tempo il rapporto con sindaci, cittadini, amministratori locali e industriali per la scelta dei siti idonei al progetto e non avrà risolto in modo definitivo il problema della gestione e smaltimento delle scorie del passato, pari a 33.000 t di rifiuti radioattivi di 62 centri, rendendoli idonei al trasferimento al Deposito Centrale, nessun progetto nucleare italiano potrà mai vedere il primo giorno.

 

 

Inserito il:28/02/2026 11:10:46
Ultimo aggiornamento:28/02/2026 11:16:25
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