Aggiornato al 12/05/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale

Clicca qui per ascoltare (In lavorazione)

 

La farsa di Putin

di Vincenzo Rampolla

 

La preoccupazione. Il Presidente russo Vladimir Putin appare preoccupato per il prolungato e estenuante conflitto armato con l'Ucraina, senza risultati definitivi, situazione che potrebbe minare le fondamenta del suo potere al Cremlino.

Secondo il rapporto di un'agenzia di intelligence europea, le misure di sicurezza intorno al presidente russo sono state notevolmente rafforzate. Il livello di sfiducia è tale che il Cremlino ha installato sistemi di sorveglianza intorno al leader e ai suoi più stretti collaboratori. Sorveglianza dell'ambiente 24/24, 7/7.

Guardie del corpo, cuochi, fotografi, non possono utilizzare i mezzi pubblici e una volta giunti al Cremlino, devono sottoporsi a un doppio controllo: timore che Vladimir, in seguito all'ondata di omicidi di alti funzionari russi negli ultimi mesi, possa cadere. Si aggiunge un altro fattore: il timore di un colpo di Stato, e chi lavora a stretto contatto con Putin può utilizzare solo telefoni privi di accesso a Internet, con limitazione severa dei luoghi che frequenta, come la sua residenza moscovita a Valdai.

I suoi problemi si moltiplicano. si aggiungono tensioni geopolitiche, internazionali e nazionali, queste legate alle difficoltà economiche del Paese. In Russia si cominciano a sentire i costi economici della guerra in Ucraina e le interruzioni casuali della connessione Internet irritano persino la borghesia filo Putin.

Le cose stanno cambiando? Il bilancio di morti e feriti che la guerra in Ucraina si lascia alle spalle è stimato dai Paesi occidentali in 30.000 militi e civili al mese, le conquiste territoriali della Russia sono minime e gli attacchi dei droni ucraini sul suolo russo seminano il panico nel Paese. Milioni di russi ritengono la situazione insostenibile. Troppi fronti aperti. Principale preoccupazione del Cremlino è la sicurezza interna, non ha visitato alcuna installazione militare nel 2026, a differenza di quanto faceva nel 2025. Ovviamente, dall'inizio della guerra contro l'Ucraina, ha trascorso intere settimane in bunker appositamente attrezzati, soprattutto a Krasnodar, a diverse ore di distanza da Mosca. Il contesto è talmente grave che il Cremlino ha un sospettato: Sergei Shoigu. L'ex ministro della Difesa, rimosso dal suo incarico, conserva una notevole influenza all'interno dell'alto comando militare. Lo preoccupa.

Lo stato di tensione e paranoia a Mosca è assoluto. Il problema? È stata Mosca a iniziare la guerra. Ciò detto, se Ucraina e Russia raggiungessero un'intesa, il livello di allarme al Cremlino potrebbe diminuire, ma non scomparire del tutto.

Il flop della parata del 9 maggio. Aria pesante sulla Piazza Rossa per la parata nell’ anniversario della vittoria sui nazisti del 1945, pochi i mezzi a sfilare sulle pietre di porfido, un pugno di sparuti ospiti internazionali in tribuna e 3 giorni di tregua voluti da Trump. Apparizioni pubbliche ridotte al minimo,

E l'Italia? Comunque sta con Kiev, la linea di Palazzo Chigi non cambia nonostante i problemi energetici e il petrolio e il pasticcio veneto del padiglione russo alla Biennale. E Mosca si dimostra fortissima nella guerra sporca, ibrida e cyber. Pressioni, ricatti, fake news, manovre opache. Dagli attacchi hacker alle minacce della portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova a Sergio Mattarella, fino agli insulti pesanti a Giorgia Meloni da parte di Vladimir Solovyov, conduttore della tv pubblica.

La dichiarazione del 10 maggio. Intanto il Cremlino continua a utilizzare il 9 maggio come architrave simbolico del suo racconto dell'Operazione Speciale contro l'Ucraina, accostandola alla Seconda Guerra mondiale. La nostra causa è giusta, continuiamo ad avanzare, così Putin dalla Piazza Rossa.  Il conflitto sta per volgere al termine, ha detto Domenica 10 maggio. E anche questa è una prima volta. Un inedito. La guerra è in fase di stallo da mesi, ben oltre le previsioni. L'Ucraina è riuscita a difendersi e a contrattaccare mettendo ulteriormente in crisi i piani di Mosca. L'economia russa è in grave difficoltà, le sanzioni si fanno sentire e la crisi, specie nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo risparmiate dalle conseguenze del conflitto, è uno spauracchio che lo Zar vuole scongiurare. Le pressioni dell'Europa, del Vaticano, ma soprattutto degli Usa, si stanno facendo insostenibili, con Trump in prima fila nel tentativo di trovare una soluzione negoziale. Non basta. Quanto sta accadendo in Medioriente, con il regime iraniano in ginocchio, ha privato Mosca di uno dei pochi alleati militarmente credibili. La Cina è impegnata a difendere le proprie posizioni economiche, e si è ben guardata dall'intervenire in prima persona E allora? La farsa.

La farsa. Dopo 4 anni di morte e distruzione che hanno colpito l'Europa, i rapporti istituzionali sono ai minimi storici e arrivare di colpo alla pace non è un gioco. Lo Zar propone all’improvviso un dialogo e come possibile mediatore con Bruxelles indica l'ex cancelliere tedesco Schroeder, amico personale di Putin e accusato da più parti di essere a libro paga del Cremlino. Mi piacerebbe che fosse lui, ha ammesso lo Zar, aggiungendo che gli sarebbe andato bene anche un altro nome da parte di Bruxelles, purché non fosse stato autore di dichiarazioni contro la Russia. Schroeder ha inoltre svolto un ruolo chiave nei progetti dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 e ha fatto parte del CDA della compagnia petrolifera russa Rosneft, carica lasciata nel 2022. In Germania si è già scatenata la polemica. Il punto essenziale è che Schroeder deve essere prima di tutto accettato dall'Ucraina. Né Mosca né noi possiamo decidere al posto di Kiev, ha aggiunto il deputato Ralf Stegner sulle pagine di Der Spiegel. Ci sono seri dubbi sul fatto che questa sia una buona idea, ha replicato Marie-Agnes Strack-Zimmermann, esponente dei liberali FDP. Gioco poco credibile.

La reazione di Kiev. Kiev non veda l'ora di farla finita. Da tempo Zelensky si è detto pronto a tutto per concludere il conflitto, negando senza mezzi termini un faccia a faccia a Mosca. Servirà un compromesso. Sarà difficile, perché cedere territori non occupati è una condizione inaccettabile per Kiev. Ma se adesso, per la prima volta, arriva lanciata direttamente da Putin, che mai prima d'ora ha ipotizzato una fine del conflitto se non alle sue condizioni, l’occasione va presa al volo. Da tutti. La farsa continua. Putin, prima parla di pace, poi manda avanti il suo portavoce, Dmitri Peskov per bilanciare il messaggio: Penso che la sfida con l’Ucraina stia per finire, anche se la situazione resta grave. Questa è la nostra guerra. E la vinceremo ha dichiarato in un’intervista, citato dall’Agenzia di stampa di Stato. Prima o poi, e credo abbastanza presto, i nostri omologhi Witkoff e Kushner verranno a Mosca. Continueremo il nostro dialogo con loro.

Gli attacchi nella tregua. Continuano. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha fatto sapere di essere pronto a incontrare Putin. Nel frattempo, la guerra continua con i consueti scambi di accuse. Oggi la tregua di tre giorni concordata da Mosca e Kiev scadrà. Al momento non ci sono indizi di un suo prolungamento. Nonostante il cessate il fuoco, l’esercito ucraino ha continuato ad effettuare attacchi con droni e artiglieria contro posizioni russe e siti civili nelle zone di confine, ha dichiarato il Ministero della Difesa russo.

Lunedì nessun giochetto alla Trump di rimbalzo in borsa del rublo. Nessuno per le misure di pagamento gas, come nel 2022 fermo restando lo schizzo dei tassi d’interesse a 21% e il limite acquisti di valute estere.

 

Consultazione: CNN, Daily Digest, Der Spiegel, Tass

 

Inserito il:12/05/2026 18:50:13
Ultimo aggiornamento:12/05/2026 18:53:14
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445