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Aggiornato al 13/11/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

A tapestry designed by Peter Golfs, a Belgian artist, was given to the United Nations by the Belgian Government in 1952. The tapestry, measuring 42 feet by 27.5 feet, was hung by the entrance lobby to the General Assembly building.

 

Nessuno lasciato indietro: l’Agenda 2030 dell’ONU

 

“NO ONE LEFT BEHIND”: è lo slogan che riassume l’enorme energia che l’ONU sta mettendo in moto attraverso la sua iniziativa nota come  “Agenda 2030”.

Abbiamo un disperato bisogno, intendo noi tutti, persone che abitiamo oggi la Terra, di una STRATEGIA e di AZIONI per avviarci sulla strada della SOSTENIBILITA’, che vuol significare tante cose, ma tre sono quelle principali, a mio avviso:

1.      SALVARE la biodiversità, già depredata e ridotta da scellerate strategie economiche e sociali dette di “sviluppo”; la biodiversità è il nostro patrimonio primario, è know how “embedded” nella natura e non ancora scoperto, essenziale per lo sviluppo delle conoscenze umane; è l’energia per il futuro delle prossime generazioni;

2.      RIDURRE le DISEGUAGLIANZE di ricchezza e di benessere, che sono aumentate varcando ogni limite logico, etico, di sopportabilità sociale: le risorse della Terra sono in mano a poche centinaia di persone e ciò è inaccettabile perchè la mancata condivisione e la mancanza di consapevolezza sociale impedisce scelte di sopravvivenza;

3.      FAR CRESCERE LA MENTE delle PERSONE per VEDERE ciò che sta accadendo e passare alle AZIONI POLITICHE, SOCIALI e INDIVIDUALI di un NUOVO SVILUPPO: la mente delle persone, che prepara e abilita la mente “sociale e politica” della biosfera umana, deve svilupparsi attraverso processi educativi che trasmettano nuovi modelli di pensiero, nuove strumentazioni logiche, di ascolto, di ragionamento, di valutazione.

La complessità del mondo è aumentata di diversi ordini di grandezza in pochi anni e la mente umana individuale e quella sociale non sono adeguate alle SFIDE di sopravvivenza della “navicella TERRA”.

L’ONU ha espresso in 17 punti, diciassette obiettivi, questa DIREZIONE e ha coinvolto tutti i paesi e tutte le organizzazioni del mondo.

In Italia ci sono già molte iniziative che agiscono nelle direzioni dei 17 obiettivi ma due, in particolare, devono essere citate.

Una è “privata” e si chiama ASVIS: è l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell'Università di Roma “Tor vergata”, ed associa oltre 100 organizzazioni, quali Fondazioni, Istituzioni, Università, Associazioni - http://www.asvis.it/

Una è pubblica ed è coordinata dal Ministero dell’Ambiente, con lo scopo di presentare il PIANO dell’ITALIA per rispondere pro-attivamente all’Agenda 2030.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile -Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. Potete scaricare il documento di 31 pagine dell’ONU che spiega l’Agenda[1].

La tavola che segue dà una visione d’insieme dell’Agenda:

In questo articolo vorrei solo presentare un elenco di venti priorità che l’ONU ha prodotto, nell’ambito dell’agenda, e che troverete anche in un documento molto interessante e ricco di contenuti, “Global sustainable development Report 2016”[2]

Ho dato dei titoli sintetici, ho tradotto dall’inglese ed in alcuni casi ho proposto un mio commento.

Le venti priorità, che possiamo leggere anche come sfide, sono:

1.      Diffusione dell’Agenda ONU 2030

Come far scendere gli obiettivi dell’Agenda da livello planetario a livello territoriale locale.

2.      Cambiamenti climatici

Affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici.

3.      Instabilità politica ed agitazione sociale

Generata dall’aumento dei redditi e dalle diseguaglianze di ricchezza.

4.      Servizi energetici

Assicurare l’accesso a tutti dei moderni servizi energetici.

5.      Energie rinnovabili

Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili.

6.      Nuovi modelli economici

La necessità di sviluppare modelli economici che disaccoppino la crescita economica dalle risorse e che minimizzino il degrado ambientale.

- mia riflessione: dovremmo interpretare la “decrescita felice” [3]come il portare alla luce (del mercato) nuove esigenze immateriali che sostituiscano le esigenze di beni materiali che consumano risorse e diventano sempre più “insostenibili” per l’ambiente.

7.      Eco-sistemi

Necessità di proteggere e recuperare gli eco-sistemi.

- mia riflessione: la biodiversità è sotto attacco e abbiamo già perso migliaia di specie animali e vegetali; è come aver perso del patrimonio, non lo potremo più rigenerare; nel caso del mare è un rischio per la sopravvivenza umana.

8.      Povertà

La povertà è un’emergenza ostinata e globale, anche nei paesi “ricchi”.

9.      Passare all’azione

Potenziare gli strumenti d’implementazione e i partenariati globali  per lo sviluppo sostenibile.

10.   Diseguaglianze tra Nazioni

Ridurre le diseguaglianze di ricchezza tra Nazioni e all’interno delle Nazioni.

11.   Paesi in via di sviluppo (PVS)

Potenziare la protezione sociale e ambientale nei PVS come mezzo per ridurre le diseguaglianze e combattere il degrado ambientale e i cambiamenti climatici.

12.   Integrazione delle azioni

Valutazione integrata dei diversi piani di sostenibilità.

- mia riflessione: è la sfida della complessità che richiede un’attività di integrazione sistemica per evitare quelli che sono noti come “effetti controintuitivi”, cioè si crede di far bene e poi gli effetti dimostrano che si sono prese le decisioni sbagliate. Tutto ciò deriva dal fatto che i sistemi naturali e sociali NON sono lineari per la presenza di anelli di “reazione” positiva e negativa, come ha ampiamente verificato la “dinamica dei sistemi”, sviluppata da Forrester già negli anni ’70.

13.   Città sostenibili e resilienti

Aumentare la sostenibilità, inclusività, sicurezza e resilienza delle città e delle aree intensamente popolate.

14.   Fauna marina in esaurimento

Esaurimento degli “stock” di pesce nei mari e sfruttamento delle risorse marine.

-       mia riflessione: la sensibilità sociale e l’informazione sulla distruzione delle risorse marine è molto bassa, a fronte di un disastro ecologico evidente; i media evidentemente non sono interessati a diffondere le notizie; la situazione attuale è grave ed il rischio di perdere specie importanti per l’alimentazione umana è altissima.  

15.   Ritardi delle azioni politiche

Ritardi di decadi tra la scoperta scientifica e l’azione politica che la promuovono nell’ambito socio-economico.

- mia riflessione: la preparazione all’ascolto della scienza e delle applicazioni tecnologiche, da parte dei politici, è molto bassa; sono necessarie azioni urgenti di supporto da parte delle associazioni professionali; un esempio virtuoso è l’associazione Stati Generali dell’Innovazione che opera in supporto alla commissione interparlamentare per l’Innovazione e alle Regioni.

16.   Migrazioni

Migrazioni (planetarie) dovute a sviluppo demografico, modelli di distribuzione della ricchezza e altre cause.

- mia riflessione: le cause maggiori e più evidenti sono le guerre, le cui origini sono ovviamente complesse ma che vanno cercate nell’intreccio attuale politica-affari e nelle scelte politiche prese a valle delle guerre mondiali e del periodo di sfruttamento coloniale.  Dovremmo cioè intervenire sui danni provocati dal “passato” e governare la situazione attuale sul fronte intricato delle forniture di armi e della governance politica internazionale con un obiettivo di riequilibrio socio-economico internazionale.

17.   Industria sostenibile

Promozione di una industria sostenibile.

- mia riflessione: abbiamo oggi uno strumento tecnologico formidabile per dare una svolta ed è la digitalizzazione; il termine che si usa oggi per indicare questo incontro tra industria e tecnologia ICT è “industria 4.0” e le tecnologie chiave sono disponibili o in corso di tumultuoso sviluppo: internet delle cose (IoT), stampa addittiva (3D), realtà aumentata, robotica, sensoristica nanotech. La sfida maggiore sarà quella che nascerà (o sta nascendo) quando emergeranno le esigenze di cambiare molti paradigmi sociali, legali, comportamentali perchè l’automazione introdurrà sistemi e macchine molto “invadenti”. Un caso, solo per iniziare a riflettere: l’auto senza guidatore (driverless) che pone problemi di responsabilità (il non guidatore, la casa automobilistica, la casa di software di intelligenza artificiale), di regole (i principi decisionali dell’intelligenza artificiale).

18.   Africa: raccolti agricoli

Riduzione dei volumi di raccolto agricolo, specie in Africa.

19.   Salute, caduta della spesa

Riduzione dei fondi pubblici per la Sanità, specie nei PVS.

20.   Governance per la sostenibilità

La capacità di mettere in atto nuove forme di governance richieste dall’Agenda 2030.

Inserito il:01/08/2016 19:16:24
Ultimo aggiornamento:01/08/2016 19:43:12
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