Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Siracusa, poster-art contro Putin e la guerra in Ucraina (“L’uomo con la bomba”)

 

Controcanto al putinismo

Anche un po’ mascherato

di Tito Giraudo

 

Anche io come l’amico Rampolla, letto l’articolo di Davide Torrielli, avrei risposto più o meno allo stesso modo, poi la notte porta consiglio, per cui ho deciso di scrivere l’articolo che da quaranta giorni rimando, disorientato dall’orgia di dibattiti, quasi sempre superficiali, sui social e in televisione dove si contrabbanda il pluralismo con la stupidità e l’autolesionismo nazionale. Cercherò pertanto di uscire dal contingente per cercare una sintesi più pacata della mia scelta di campo.

 

Più volte ho scritto che la rivoluzione industriale è stata la levatrice principale del sistema politico- economico occidentale, per intenderci quello che ha partorito la democrazia rappresentativa che  pur piena di difetti, è imparagonabile rispetto ai suoi grandi competitor: le autocrazie figlie del socialismo reale e  quelle d’ispirazione religiosa; ci eravamo illusi che queste ultime fossero il solo problema, senza accorgerci che con l’affrettata globalizzazione di cui l’occidente si è fatto portatore, sono soprattutto gli eredi delle “dittature del proletariato” quelle che minacciano il liberalismo e la democrazia rappresentativa. Dopo di che, chiediamoci se vogliamo difendere queste due peculiarità occidentali. Magari dandoci una mossa?

Cari “paciputifisti, o quasi”, rimasugli della sinistra del novecento, sostenete con pelosi distinguo le ragioni di Putin perché è figlio di quell’Unione Sovietica che ha fatto sognare i vostri nonni, illudendoli che la dittatura proletaria fosse il culmine del progresso sociale? E non quella truffa per cui modesti quadri di Partito misero in piedi semplicemente una dittatura non meno crudele di quelle nate per reazione?

Certo, i Paesi capitalisti furono imperialisti, tuttavia dopo la seconda guerra mondiale ci fu un generale revisionismo, ciò che non avvenne in URSS (anche grazie agli errori strategici di Roosevelt), inglobando tutti i Paesi che incontrarono per la via che li portava a Berlino.

Ecco perché ora per noi esiste uno spartiacque e quindi, cari “pacifputinisti, o quasi”, chiaritevi le idee senza nascondervi dietro i veri o presunti difetti ucraini: se non vi va bene come viviamo e come vivete, è giusto fare una scelta di campo, meno giusto pontificare tenendo il piede in due scarpe.

Per tutto il novecento, la grande truffa della dittatura del proletariato ha impedito l’evolversi democratico del socialismo, non solo in Russia, ma in Germania e Italia, un principio utopico di eguaglianza ha impedito al socialismo reale di evolversi democraticamente, trasformandosi nella dittatura del capo e della nomenclatura del Partito. Tutto parte da lì.

La seconda guerra mondiale ha liquidato nazismo e fascismo, tuttavia ha favorito lo sviluppo imperialistico del comunismo russo che si è spinto fino ad occupare tutti i Paesi che l’armata rossa aveva “liberato”. Noi italiani, dobbiamo solo ai tanto esecrati americani, se al posto di De Gasperi non si è insediato Togliatti che, indubbio uomo di Stalin, si sarebbe comportato, volente o nolente, come tutti i burattini comunisti insediatisi in nome di un socialismo immaginario.

L’URSS è crollata perché il comunismo, non solo non ha saputo dare un minimo di pluralismo democratico, ma neppure tenori di vita paragonabili al capitalismo occidentale; va detto, e questo spiega il sostegno attuale dei russi a Putin, che fu il Partito ad implodere, più che il Paese mai stato in confidenza con la democrazia. La Russia, rientrando nei confini dell’impero zarista ha fatto immediatamente i conti con le numerose enormi Regioni che la componevano e così sono cambiate le planimetrie geopolitiche. Va detto pure che queste sono mutate per libera decisione. Una delle principali scusanti dei putinisti riguarda la presunta legittimità di ricomporre l’Impero, come se l’Austria, l’Inghilterra, la Francia e perché no gli ottomani e magari i romani, potessero nel 2022 rivendicare i fasti del passato.

Passando all’Ucraina, questa ha rivendicato la propria autonomia, non solo per problemi etnici (sempre relativi visti i propri confini), ma soprattutto per il ricordo della staliniana collettivizzazione forzata della terra in un territorio eminentemente contadino che costò la vita, per fame di milioni di contadini. Pensare che questa ferita che riguardò, nonni e bisnonni degli attuali Ucraini non abbia lasciato il segno mi sembra pleonastico; se a tutto questo aggiungiamo come, da sempre, la gran parte della popolazione abbia rapporti, non solo con la Russia, ma con tutti i Paesi confinanti ormai integrati all’Unione Europea, facendo i debiti raffronti, sorge la domanda: possiamo concedergli il diritto di sceglier tra la democrazia, per stentata che sia, e l’autocrazia? Imputare a Zelensky di fare il duro è una scempiaggine, poiché il Presidente non sarebbe durato nemmeno un giorno se avesse ceduto, vista come la resistenza di un intero popolo sia sotto gli occhi di tutti.

Si sta verificando un fatto curioso, molti dei nostri putinisti parlano con malcelato disprezzo del Presidente ex attore comico, molti di costoro erano tra coloro che riempivano le piazze nei deliranti comizi di Grillo propedeutici alla sbornia politica che ha dato la maggioranza relativa del Parlamento a dilettanti allo sbaraglio, fino al Governo con Salvini, dal che si sono sviluppati i vari cinesismi, putinismi e trumpismi.  Questa è la principale origine del pensiero pacifista che circola in questi giorni, anche facendo la tara dei quattro gatti dell’estrema sinistra e del pacifismo cattolico, i quali per ragioni elettorali hanno indotto l’ex ragazzotto “legocomunista”, a sostituire il “celodurismo” anche un po’ razzista, con il rosario e il santissimo cuore di Maria….

Quindi, veniamo ai putinisti di destra. Indubbiamente Putin piace: come loro è sostenitore del sovranismo e del nazionalismo decisionista, soprattutto è l’idea dell’Europa che non piace, per cui si chiamino Putin o Trump, tutti coloro che vogliono mantenere l’Europa debole e disunita sono un invito a nozze. Va detto che qualcuno è più furbo e coerente come la Meloni nel riconoscere un’invasione, altri più stolti si sono eclissati per oltre un mese sperando forse nella rapida vittoria russa o di un cedimento ucraino; si profila quindi come in Francia, un confronto elettorale con il perno sull’Europa.

Anche l’Europa è terra di putinisti, dopo il primo sdegno di prammatica, questi iniziano ad uscire allo scoperto: l’economia, il pacifismo senza se e senza ma, i presunti giochini degli americani.  Personalmente, penso come Putin per l’Europa sia un pericolo, sia per i sovranisti come per gli europeisti più o meno convinti. Armi gli americani e i paesi del Commonwealth ne danno e ne daranno a sufficienza, purtroppo l’Europa, grazie a una stolta dipendenza da idrocarburi e gas, fornisce a Putin le risorse per questa e forse per altre invasioni e quindi, se non approfittiamo della bella stagione almeno riducendo il flusso di denaro, non sarà sufficiente l’invio di armi leggere, e magari anche un po’ obsolete, quelle stesse che i putinisti non vorrebbero nemmeno avessimo mandato.

Ma veniamo alla NATO.

Scusante principe dei putinisti, o quasi, la presunta espansione della NATO facendo riferimento ai Paesi Baltici; credo che paragonare un’invasione all’autodeterminazione mi sembra francamente una forzatura, dal momento che in questa fase l’Unione Europea, senza la Nato non avrebbe chance per rispondere all’indubbio espansionismo russo; penso poi che comunque l’Alleanza Atlantica, anche in presenza di un futuribile esercito europeo, non possa essere messa in discussione.

In definitiva, non succubi, ma chiari nelle scelte di campo. Questo, gli aiuti, armi e sanzioni sono la condizione sine qua non perché l’Ucraina possa conservare la propria sovranità, non solo per impegno morale ma per gli interessi geopolitici dell’occidente, soprattutto ora che la Russia si sta dimostrando un colosso d’argilla, se non la fermiamo ora, sarà impossibile farlo domani, quando si appaleserà che il vero confronto potrà essere con la Cina. Dire che indebolire Putin significa consegnarlo ai cinesi ha un suo fondamento, questa però è una scelta di campo che spetterà loro e fintanto che regge l’autocrazia difficilmente potranno avvicinarsi all’Unione Europea.

Parliamo quindi della Cina. La Cina, con le dovute differenziazioni ha fatto un percorso simile alla Russia, con la differenza che il Partito cinese, prima di implodere per la stessa incapacità di competere con il liberalismo, ha rinunciato al comunismo in economia, senza peraltro rinunciare al sistema dittatoriale e all’egemonia del Partito. Sono sempre stato convinto come l’occidente sia stato imprudente nell’affrettare i tempi della globalizzazione economica senza un minimo di compatibilità democratica e sociale di un colosso come la Cina, che a differenza della Russia ha straordinarie capacità produttive. Dovremo quindi prevedere un possibile espansionismo.

Veniamo ai putinisti, o quasi, né di destra, né di sinistra.

Posso capire che un’Europa né carne, né pesce non è molto appetibile, che gli americani per farsi i cavoli loro si facciano anche i nostri, che tra crisi economiche contingenti e il COVID, non si possa stare allegri, ciò non toglie che in previsione del possibile scontro di cui sopra, convenga prevenire facendo in modo almeno che gli ucraini non soccombano con perdite territoriali che possano far cantare vittoria ai russi.

Ci aspettano tempi complicati considerata l’attuale classe politica che non guarda mai oltre il prossimo confronto elettorale, anche solo per più banali elezioni amministrative; fra molto meno di un anno usciranno allo scoperto tutte le contraddizioni degli attuali Partiti, se ci sarà il ritorno ad un minimo di saggezza politica, potrete anche essere né di destra né di sinistra, ma dovrete decidere se essere europeisti, oppure no. Tenete conto che se non vi piace la NATO, Putin ve lo cuccate in tutto il suo splendore.

So di non aver sufficientemente approfondito, ho solo tentato di alzare un pochino il tiro. Per tutto il resto, rimango speranzoso di un possibile dibattito al di fuori dei soliti schemi.

 

Inserito il:12/04/2022 19:29:53
Ultimo aggiornamento:12/04/2022 19:42:47
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